Ogni anno il 25 aprile ci chiede qualcosa di diverso.
Non sempre nuove parole. A volte attenzione, memoria, coraggio.
Negli anni ho scritto più volte di questa data: della Resistenza come gesto vivo, della libertà come dono da custodire, dell’amore che attraversa i tempi difficili, della necessità di inventare ancora nuovi giochi contro vecchi autoritarismi.
Oggi non aggiungo molto. Riapro queste pagine.
- 25 aprile, la Resistenza deve continuare
- Il 25 aprile, un dono da custodire per sempre
- 25 aprile, un altro gioco da inventare
- L’amore ai tempi della Resistenza
Perché certe parole non invecchiano. Ci interrogano.
E servono a non dimenticare che tra il ventennio e la libertà è accaduta una cosa straordinaria: la Resistenza che ha dato vita alla nostra repubblica democratica e alla Costituzione. Viva. Argine per ogni autoritarismo.
Custodirla e attuarla resta il nostro compito.
Buona Resistenza, care Volpi
Come passerete il vostro 25 aprile?




È una data importante, soprattutto oggi con le democrazie sempre più fragili e da sostenere
Questo è per me un periodo tanto ricco quanto intenso. Grazie @Giulia per le tue parole, buon 1 maggio (in ritardo, ma sincero!)
Il 25 aprile è una data spartiacque tra la dittatura e la democrazia. È costato sangue fraterno perché da un lato c’erano cittadini che volevano affrancarsi dagli orrori di una dittatura che andava a braccetto con un’altra ancor più nera, dall’altro versante c’erano giovani e meno giovani che volevano preservare una dittatura spietata.
Coloro che sono morti sono morti ma la loro vita ha significato diverso, perché i partigiani ci hanno permesso di scrivere quello che scriviamo oggi secondo democrazia e libertà. Gli altri volevano preservare l’ingiustizia e la non libertà delle idee e dei valori.
Però il 25 aprile è il ricordo dei partigiani che hanno lottato per noi che godiamo oggi del loro sacrificio
Sono assolutamente d’accordo con te @Newwhitebear. Sentendo le polemiche dei giorni scorsi, queste tue parole hanno ancora più senso. non si può paragonare chi ha lottato per liberarci e la libertà e chi lo contrastava, brutalmente, per riprodurre un regime della morte e sopraffazione. 81 anni sono davvero pochi per dimenticare. Questo nostro popolo ha bisogno di ricordare e di conoscere. Mi accorgo che, specie sul secondo punto, siamo molto indietro, colpevolmente. E la Storia insegna che l’ignoranza è la madre della paura e genera volenza