Bye bye Mr Trump

Bye bye Mr Trump

A nemmeno una settimana dal post Migranti: creare la paura per poi dominarla, in cui ricordavamo le parole di Liliana Segre contro probabili, a suo avviso, nuove leggi razziali, ecco che la profezia si avvera.

Il nostro Governo annuncia leggi per “censire” i rom (non quelli comunitari, ma tutti gli altri) e negli Stati Uniti d’America scoppia il caso frontiere con il Messico.

Domenica scorsa infatti sono stati visitati per la prima volta da alcuni senatori del Congresso i campi in cui, lungo la linea di frontiera, sono imprigionati dalla polizia yankee i bambini messicani figli di genitori immigrati irregolari, che hanno trovato alloggio nelle patrie galere statunitensi.

Avevano solo da non varcare illegalmente le soglie del paese delle libertà, direte voi. Già, ma i loro bambini, che colpa ne hanno? Sono loro infatti che sono stati trovati inermi, in gabbie di metallo, con coperte e un poco d’acqua in attesa di non si sa che cosa.

Umanità in stand by , qui o dall’altra parte del mondo, sembra non vada più di moda la pietas.

La First Lady, parla. E che parole!

Una first lady  deve saper stare al suo posto. Così è successo sempre e così ci si aspetta che sia, oltre oceano come da noi.

Lui, l’uomo d’oro, ha scelto una ex modella al suo fianco come Firs Lady e ha dato un segnale chiaro. Melania Knavs, alias Melania Trump, ha un cognome di cui ci siamo già tutti dimenticati. Lei non è più se stessa, ma è la moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America. Il suo compito è obbedire.

Resistere a ogni scandalo e volgarità del marito, pubblica e privata. Insomma, stare al fianco di un grande uomo tacendo.

O almeno così è stato fino a qualche ora fa.

La denuncia di Melania

Trump è un po’ il simbolo di tutti i “vorrei ma non posso de noialtri”, un uomo che si vive un po’ come ai tempi di  Io Tarzan, tu Jane e che vuole far colpo sulla parte più retriva degli americani , riuscendo nel suo intento e addirittura mietendo proseliti anche altrove.

Chi non ha in mente le acrobazie che certi leader nostrani hanno compiuto pur di farsi fotografare accanto a lui, mentre Donald affermava “Chi diavolo è questo”? (Parlo di Salvini, sì, ricordate bene).

Ma cosa ha fatto perdere a Melania il tipico aplomb della diva taglia nastri?

Qualcosa che risuona anche da noi. La xenofoba e razzista messa in campo da suo marito Donald contro i migranti irregolari provenienti dal Messico.

Ricordate la campagna di Trump appena eletto sul muro separatorio dal Messico? Dopo aver dato dei delinquenti seriali a quel popolo, ora è passato alle maniere forti. Facendo qualche vittima, ma che importa, ciò che conta è apparire l’uomo forte. Se ha domato Kim , figuriamoci se non gli riesce lo stesso gioco con Peña Nieto.

La bella Melania ha così messo la parola fine al suo imbarazzante silenzio e ha avuto un moto di dignità, forse perché tacere non era più possibile.

Tramite una nota della sua portavoce Stephanie Grisham, afferma:

Melania odia vedere le famiglie messicane separate alla forntiera e si augura che entrambe le parti in gioco possano riformare le leggi nazionali per l’immmigrazione.

Melania ritiene che dobbiamo essere un paese che rispetta tutte le leggi, ma che governa con il cuore.

E auspica una riforma delle leggi sull’immigrazione.

Sì, è vero che ha taciuto a lungo, sull’ultima decisione scellerata di suo marito. Ed è anche vero che una ex first lady come Laura Bush ha anch’essa definito come “crudele” e “immorale” la politica americana che separa le famiglie alle frontiere, mettendo in prigione adulti e tenendoi bambini in campi che hanno creato imbarazzo per le condizioni in cui versano. Ha poi aggiunto che tutto ciò “le spezza il cuore”, paragonando la separazione di questi bambini dai genitori immigrati irregolari ai bambini dei campi giapponesi di detenzione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ok. Qualcosa stona?

Cosa spinge questa First Lady all’attacco, dichiarandosi apertamente e pubblicamente contraria alla politica di suo marito sull’immigrazione?

Puo’ voler dire molte cose: la caduta del consenso a destra e il timore per la follia del Presidente, sempre meno controllabile. La tesione che si sta generando nel paese, si pensi alle migliaia di ragazzi in piazza contro l’uso e la commercializzazione delle armi, cui nessuno ha dato risposta (nemmeno Melania) e le crisi diplomatiche che sono ormai all’ordine del giorno.

Ma il punto è che la politica de “La sparo più grossa che posso” sembra pagare, anche da noi. Dove ci porterà questa escalation non so, ma dic erto non è una bella china.

Non so perchè e cosa ne pensate voi, ma io preferisco immaginare che sia dovuto a un moto di dignità di una donna presa davvero a pesci in faccia dall’uomo più potente del mondo.

Il volto sexy del potere comincia a stare stretto

Da quando Donald è sceso in campo l’abbiamo vista sempre accanto a lui. Bella e statuaria. I giornali non hanno mai fatto riferimento ad altro che alla sua bellezza e di lei conosciamo le foto, spesso osè, che spopolano sui giornali scandalistici.

Di una donna al potere sembra che non si possa dire altro che del suo aspetto estetico. Qualcosa di insopportabile, in ogni parte dle mondo. Non trovate?

Ricordo le prime donne parlamentari della repubblica. Additate per il ooro look e non epr ciò che in aula dicevano.

Una lunga marcia la nostra per conquistare uno spazio di professionalità e non di visibilità e basta.

Ma Melania è una donna di potere.

Avete mai visto un Presidente SIngle? O gay, come dice questa bellissima canzone di Morrissey? clicca qui per andare al video YouTube di America is not the World.

No è? Perché non esiste che l’idea di patria e famiglia sia incarnata da un single. La First Lady ci vuole, eccome. Abbiamo molti casi anche da noi.

La società patricarcale americana è devota all’idea di uomo forte al comando che come tale deve apparire come il buon padre di famiglia, cui non puo’ mancare accanto una moglie, bella, silente e fedele.

Capace, come Melania, di sopportare qualunque brutale gesto del marito, qualunque tradimento, qualunque sfacciato disinteresse.

Persino quella brutta storia della pornostar che, dopo aver preso un bel po’ di denaro, esce allo scoperto e afferma che ha avuto una “relazione” con Trump, proprio durante i giorni del matrimonio con Melania.

Lei niente, zitta, forse un po’ abbacchiata, magari non tanto in vena di coccole nè in pubblico né in privato con il caro marito. Ma sempre presente. Sempre al suo fianco. Fino ad oggi.

Giorno in cui prende ufficilamente le distanze.

Non è dato sapere cosa accadrà. Un segno per così dire premonitore di come andrà la fine del mandato di Trump?

Melania non fa politica, né polemica. Melania dice ciò che non puo’ essere taciuto. E sceglie un terreno che non ha nulla a che vedere con la sua vicenda personale per sferrare un attacco durissimo al Presidente degli Stati Uniti d’America.

Sarà interessante stare a vedere come finisce, anche se, come avete visto, Trump ha usato l’attacco di Melania per scaricare la responsabilità sui democratici .

Non ha detto una parola sulla moglie. Quanto devono bruciargli quelle dichiarazioni!

Intanto, godiamoci questo piccolo video dell’incontro tra Melania e Donald Trump con la premier della Polonia.

Che compie un gesto che vale più di mille parole. E chissà, magari non sarà l’unico.

Bye Bye Mr Trump

E voi, che ne pensate del ruolo delle donne al fianco di uomini al potere?

E’ giusto distingursi o è più corretto sostenerli sempre?

 

Commenti

  1. Ciao Elena, poni un interrogativo importante. Per quanto riguarda Melania Trump opto per la scelta diplomatica, volta a riequilibrare una situazione che ha rischiato di mandare in tilt gli Stati Uniti. Ho notato che la signora Trump ha scelto la linea soft in ogni circostanza, beccandosi anche delle reazioni arroganti da parte del marito. Ma il dubbio rimane. Se fosse tutta farina del suo sacco, avrebbe tutta la mia stima, per il coraggio e per la personalità dimostrati. Non è un ruolo facile quella della first lady: da una parte il dovere di Stato, dall’altra ciò in cui si crede e per cui si vorrebbe combattere. Un ruolo delicatissimo in cui la pressione dell’entourage rischia di schiacciare ogni tentativo di autonomia. Solo grandi personalità stile Michelle Obama e Hillary Clinton sono riuscite a non soccombere, mantenendo la loro autonomia. Mi auguro che Melania Trump riesca almeno ad arginare la follia del marito.

    1. Ciao Rosalia, seguendo le tracce di questa tua riflessione, oggi sembrerebbe stata una tattica per sbloccare una situazione difficile in cui il pannocchione si è infilato. Un pò tipo poliziotta buona e poliziotto cattivo. Non trovi? Peccato perché l’avrebbe qualificata come donna, invece resta solo una first Lady… Baci

  2. Il gesto è da stra applauso. Ora in un moto di eccessivo fervore dirò che gli uomini impareranno a capire chi comanda, anche quelli di potere, che a parte rarissimi casi sono orribili da vedere e sentire eppure comandano.
    Per il resto la tv in casa mia è spenta da tempo inanerrabile, quindi ho perso i contatti con quello che avviene nel mondo. A volte mi manca il tempo altre la voglia. Non sapevo nulla di quello che apprendo qua.
    Spero anche io che la molla della first lady sia il cuore, ma in certa gente all’apice del potere sospetto sempre ci sia solo facciata e opportunismo. Ma spero di sbagliarmi e scoprire che lentamente il mondo si stia ravvedendo.

    1. Eh cara Nadia, il tuo ottimismo è lodevole ma forse richiederebbe una società più coerente e così non è. Forse hai ragione: a quei livelli ogni mossa è studiata a tavolino per giorni e di sicuro ha fini che noi non riusciamo a immaginare.
      Forse sono stata io l’ingenua a pensare che potesse davvero venire dalla spontaneità quella dichiarazione. Vedi, come inguaribile ottimista non sei sola. E senza tv si sta proprio bene. Io però almeno il telegiornale lo devo vedere 🙂

  3. I nostri uomini vanno sempre sostenuti e mai lasciati soli MA quando dicono “fesserie” (il termine era un altro ma non sapevo se potevo usarlo) o quando si comportano coime trogloditi cavernicoli vanno rimessi in riga.

    1. Eh vorrei sperare che la signora ci sia riuscita, perché il cavernicolo ne combina una più di Bertoldo! Sai, pensavo al ruolo di donna al fianco dell’uomo di potere: non deve essere facile, e francamente non mi si addice proprio. Futuri premier andate a cercar grane altrove! ;))

  4. Non so perché ma ci vedo proprio una mossa comunicativa precisa… lei la liberal democratica dalle idee progressiste (e femminili) che fa da contraltare al marito più “cafone”… si candiderà dopo di lui, visto che dall’altra parte vogliono schierare -pare- una donna, anchorwoman, nera. Meglio Melania 🙂

    Moz-

    1. Non so chi candideranno , ma donna o nera ame poco importa. Vorrei delle idee un po’ più avanzate di quelle che ho ascoltato fino ad ora. Cafonerie, sono d’accordo, alle quali nemmeno Melania puo’ mettere fine. Perdonami Moz ma se ti sente una femminista quando dai della progressista e femminista a Melania secondo me ti mena. Però la premier polacca sì che è stata una grande femminista. Quel gesto non è stato contro Trump ma a favore della buona educazione. E scusa se è poco 😀

  5. Non vedo l’ora che le le donne riescano ad occupare in prima persona i ruoli di potere!
    Basta stare in secondo piano, anche se qualcuna ( Michelle Obama ad esempio ) si è distinta per intelligenza e impegno.
    Non voglio giudicare, ma provo un istintivo fastidio per le donne che usano il proprio aspetto fisico per emanciparsi e raggiungere posizioni agiate.
    In questo senso sposare un milionario è uno stereotipo ma funziona ancora!
    E credo comporti sopportare di tutto dl miliardario medesimo: quando ti vendi, ti vendi, non parliamo di dignità.

    1. Io non sarei così rigida Brunilde. Credo che ciascuno di noi faccia scelte che paga, a volte anche a caro prezzo. La cosa essenziale è che non le paghino gli altri al posto nostro. Melania ha spostao un pirla e nemmeno lei sembra quel gran che. Non credo che abbia lo standing per entrare in politica, ma altre ce ne sono che potrebbero tentare il colpaccio (anche se l’ultimo tentativo, come commentavo con Sandra, è andato male. Forse era nelle cose). Forse c’è un momento in cui dobbiamo dire basta. Magari epr lei quel momento non è ancora arrivato, ma il punto è che mi pare maturo. Il mondo ha bisogno di altro. Qui e altrove. E sì, anche io credo che una donna preparata e intelligente, oserei dire corrazzata, sia una possibile soluzione. COn tutte le critiche che giustamente possiamo rivolgerle, la Merkel rappresneta comuqnue una donna forte che ha saputo governare un grande paese. Politicamente non condivido le sue idee, ma il fatto che lei esista dimostra che il nostro sogno è possibile. Ma con l’andazzo che c’è ora non mi pare proprio semplicissimo.

  6. Michelle Obama, Hillary Clinton ma anche Nancy Reagan hanno saputo dare una vera impronta alla presidenza del marito, non erano relegate al ruolo di moglie che esibisce sorrisi e vestiti firmati, tutt’altro. Su Melania, se sposi Trump devi essere consapevole di cosa ti aspetta, ma non dimentichiamo che è pure lei un’immigrata.

    1. Ciao Sandra, in effetti mi era sfuggita la circostanza che anche Melania è immigrata. Grazie per questo contributo, che in effetti camia un po’ la propsettiva e forse spiega anche il perché sia intervenuta proprio su questo tema. Oggi ne parlavno tutti i giornali, ma non mi pare che si sia analizzata la dichiarazione di Melania. Sulle altre first Lady: MIchelle senza dubbio, anche perché Obama è un sincero democratico e sono entrambi molto colti e preparati. Hillary ha subito anche lei la stessa umiliazione di Melania, cambia solo il contesto, tutti ricordano cosa succedeva sotto la scrivania dello studio ovale. Mi pare che alla lunga, anche se umiliate, siano loro ad uscirne vincenti. Ma ancora non ho digerito la sua sconfitta alle elezioni. E’ una temibile guerrafondaia, ma avrebbe dato un’impronta completamente differente al paese in un momento tanto delicato per tutti. Comunque, la storia non si fa con i se. Ma sono sicura che ciascuna di queste donne ha pagato prezzi molto alti per stare al finaco di un Presidente degli Stati Uniti d’America

  7. Non credo molto alla genuinità delle sue dichiarazioni. Probabilmente perché per me è inconcepibile che una donna possa sopportare certi comportamenti da parte di un marito, senza nessuna scusante per il potere o il ruolo pubblico che lui assume. Penso piuttosto a una strategia, il pugno di ferro che esprime prepotenza e la carezza femminile che arriva a mitigare le posizioni, e con questo sistema gli avversari, dapprima spaventati, arrivano al tavolo delle negoziazioni, quando poco prima nemmeno si sapeva di dover negoziare. E chi non ha una First Lady, usa semplicemente altri mezzi. A lunga gittata.

    1. Si, è possibile che sia una strategia, anch’io conservo il dubbio. Però mi ha colpito lo stesso. Nessuna aveva mai osato tanto. Io sto a guardare cosa succede. Non ha reagito lui e questo mi puzza. Cosa que intendiamo di preciso per mezzi a lunga gittata di chi non ha una first Lady?

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