Chi si somiglia si piglia

Chi si somiglia si pigliaLa riflessione di oggi mi è stata suggerita da un fatto accaduto di recente proprio su questo blog.

Una delle mie rubriche prefeirte è Femminile Plurale, in cui tratto argomenti che riguardano l’emancipazione dei generi e la lotta alle discriminazioni.

Si tratta di questioni su cui più facilmente esprimo opinioni personali, spesso anche politiche, che so potenzilamente divisive.

Quando si esprime un’opinione su un blog bisogna farlo con delicatezza, perché le opinioni possono urtare se sono molto distanti dalle nostre.

L’ ho fatto con questo articolo, pubblicato martedì scorso.

E le reazioni e i commenti sono stati una sorpresa: c’è stata tra di noi una generale sintonia.

Non solo tra quanto scritto da me e voi, care lettrici e lettori, il che potrebbe ancora facilmente spiegarsi visto che siete voi a scegliere cosa leggere e cosa seguire, ma la sintonia era anche tra di voi.

Se leggete i commenti all’articolo ve ne renderete subito conto.

Così mi sono chiesta:

Sarà vero il famoso detto “Chi si somiglia si piglia”?

Sono nelle condizioni di dire di sì, e di aggiungere che questa legge non scritta si può applicare anche a un blog!

Sappiate che mi sono rispecchiata nei vostri commenti, mi sono rivista. È stata una sensazione molto bella e per questo vi sono grata.

La sintonia che mi regalate ogni giorno è preziosa, anche quando vi affacciate con punti di vista diversi. Le opinioni sono sempre benvenute.

Tuttavia mi chiedo: sarà mica che la famosa Legge dell’attrazione esiste davvero?

Com’è possibile che chi frequenta un blog di scrittura e comunicazione possa trovarsi in grande sintonia anche su temi più delicati?

Tutto questo è magico, forse è la vera chiave del successo del blog.

Non unanimismo, ma sintonia.

E se ripenso a quando vi ho chiesto come mi immaginavate sapete che ci avete azzeccato?

Vuol forse dire che c’è un modo di conoscere le persone leggendo e dialogando anche attraverso lo strumento criticato del web?

Capita anche a voi che approdino ai vostri blog o si palesino nelle vostre vite persone che scoprite in sintonia anche sulle questioni fondamentali della vostra vita?

Un altro miracolo tra i tanti che la scrittura è in grado di fare.

E forse è così che nascono i romanzi più amati 😀

A presto, care Volpi, restate sintonizzate! E se ancora non vi siete iscritti al blog, fatelo ora.

 

Commenti

  1. Ora devo capire perché non mi arrivino le mail delle tue pubblicazioni sul blog. Detto questo sono straconvinta, come sai, che la parte più sottile di noi sia sempre in allerta e dunque capti le persone affini. Non mi stupisco dunque che sollecitando certi argomenti ti sia allineata con chi ti somiglia. Vuoi che esperienze simili creino sensibilità simili, vuoi che solo chi è sintonizzato sugli stessi interessi ti venga intorno, ma è sempre una bella sensazione parlare la stessa lngua e riuscire a portare avanti un discorso complesso e ricco di sfumature.

    1. Nadia giuro che non c’entro niente con l’invio alla mia tua mail casella mail! Se ti riscrivessi? Io sta mailchimp non la capiscono proprio… Credo molto nelle affinità, se così non fosse forse non terrei il blog… Certe volte però sarei contenta di ascoltare opinioni molto differenti dalle mie. Sono già sempre immersa in ambienti omogenei, un pò di discussione non mi dispiacerebbe… Baci

  2. “La gente che piace a me si trova sempre sparsa qua e là; sono dei solitari… solo che si riconoscono non appena si trovano assieme” diceva Virginia Woolf. Un pensiero che condivido appieno. Ci riconosciamo subito perché siamo dei solitari, non in senso di asociali, ma di individui con una spiccata sensibilità e un sentire particolare che ci accomuna.

    1. Non conoscevo questa citazione di Virginia Woolf e ti sono grata per averla postata, perchè mi ci riconosco molto. Sono sempre più ritirata ultimamente. Le mie passioni, scrivere e leggere in primis, richiedono silenzio e solitudine. Il blog mi aiuta, ma anche il mio lavoro non scherza 🙂

  3. Ho davvero apprezzato il tuo articolo di martedì scorso, le tematiche sociali mi sono assai care. Certo, sarebbe ingenuo da parte mia credere ciecamente che la pensiamo alla stessa maniera su tutto.
    Mi piace pensare che la sintonia tra individui che sviluppano correnti di pensiero affini sia un regalo dell’evoluzione che si andrà via via affinando, fino al punto, chissà, in cui sarà possibile entrare in contatto con la semplice forza del pensiero, una sorta di social network biologico (e a quel punto Zuckerberg e co. potranno fornire un valido contributo nel settore primario 😀 )

    1. Ma sai che l’idea di una sintonia neuronale la troviamo molto interessante? Potrebbe essere un’ottima idea per un romanzo di fantascienza! Sapevi che esiste una teoria che ritiene possibile collegare ogni essere vivente attraverso la propria energia? Chissà che non possa avvenire anche in altro modo…

      1. E’ indubbiamente una teoria che poggia su solide basi scientifiche. Stando agli appunti che ho raccolto qualche anno fa su un quadernone (e che ho dovuto ritirare fuori) la neurotrasmissione avviene in buona parte per tramite di impulsi elettrici detti spike, dunque energia.
        Il nostro Io astratto (che comprende il ragionamento e i ricordi) altri non è che l’energia prodotta dalla neurotrasmissione attraverso meccanismi chimici (scendere più nei dettagli sarebbe lunga e non aggiungerebbe niente di fondamentale).
        Alcune religioni chiamano questa energia ‘anima’.

        In altro modo? Sì, col cellulare 😀 😀 😀

        1. Ciao Calogero, l’hai presa sul serio eh? Freud parlerebbe forse di inconscio? A me piace molto l’idea di unìenergia universale che ci accomuna. La trasmissione dei pensieri, la telepatia, e fenomeni del genere, si spiegherebbero molto bene con questa teoria. Quanto al cellulare, apprezzando l’ironia, devo però contraddirti: l’energia si trasmette in tanti modi ma rimane bloccata da una forma che non richiede di partecipare con il corpo alla comunicazione, e che dunque può nascindere molte insidie… Sapessi quanti fraintendimenti per colpa di questo maledetto strumento!

  4. nessuna condivisione, anche se le idee sono simili, ma declinare le proprie opinioni in modo personale. Dunque sintonia su un tema molto delicato che il rapporto di coppia, il rapporto donna-procreazione. Sono temi che vanno affrontati con buon senso e non regolati da leggi rigide che non potranno mai spaccare il capello in quattro. Quello che ci manca è usare il buon senso. Questo non significa interpretare le leggi ma adattarle caso per caso alla realtà dei fatti.
    Sembra banale ma è come scalare l’Everest con le infradito.

    1. Non sono sicura che il buon senso sia sufficiente. Ciò che funziona per me può non funzionare per altri. Invece la flessibilità, cioè la possibilità di individuare forme adattabili a ciascuna situazione mi pare più praticabile. Certamente tutto è meglio di un obbligo di quel tipo. Nella natura dell’uomo e della donna c’è un desiderio di libertà che mal si coniuga con le costrizioni. Quanto alla sintonia, tu sei l’esempio di come l’interesse reciproci possa essere non dipendere da idee simili ma dalla curiosità di scoprire cos’ha da dire l’altra persona. Ma anche questo è un regalo dell’universo

  5. E’ bello ritrovarsi a condividere non solo l’amore per la scrittura e la lettura ma anche una certa passione civile e importanti valori di fondo. Il confronto non paga se ci si dà soltanto ragione a vicenda, ma anche fra coloro che si riconoscono in ideali comuni ci sono percorsi individuali e un angoli visuali diversi e potenzialmente stimolanti. Chi scrive legge, e chi legge è aperto all’ascolto e tende poi a ragionare con la propria testa.Forse è questo!

  6. Credo sia un’attrazione naturale. A volte mi capita di trovare un nuovo blog interessante, che mi piacerebbe tanto seguire. Lo inserisco su FeedDemon, convinta, ma poi continuo a rimandare la lettura degli articoli, fino a quando non lo elimino dalla mia lista. Il fatto è che interesse razionale e comune sentire non sono la stessa cosa, perciò credo che sì, ci sia una specie di selezione naturale anche in queste cose. 🙂

  7. Vorrei dire di sì, che chi si somiglia si piglia, perché è una visione romantica della comunicazione (anche se senza confronto, si rischia di non crescere da ambo le parti), ma l’esperienza mi porta a dire di no. Perché al di fuori della scrittura, è capitato di avere forti interessi in comune con altre persone dove però nelle questioni fondamentali della vita ci pigliavamo per i capelli (e penso proprio al caso che ti ho citato altrove: amici che condividevano alcune mie letture, ritenevano l’omosessualità una malattia da curare con psichiatria e farmaci…) Poi penso ad altri gruppi che frequento, dove a parole le persone sembrano esprimere concetti di fratellanza e condivisione ma nella pratica ti ritrovi un coltello sulla schiena alla prima occasione (un nome che conosci anche tu, Italian Peakers, non credo ti sia sfuggito che quest’anno qualcosa non va più… c’è chi ha usato quel nome per scopi assolutamente personali, e una, e due, e tre volte, gli è stato segnalato, ma il confronto si è chiuso cancellando i commenti; considerando i motivi e i valori per cui nasceva quel gruppo capisci l’imbarazzo dei presenti).
    Dunque credo che il merito in questo caso vada alla scrittura: chi scrive forse ha una marcia in più? Una visione più ampia del mondo? Non riesce a chiudersi in certe trincee fisse?

    1. Cara @Barbara, distruttrice di idee romantiche circa i blog . L’esempio che hai citato, Italian Peakers mi rattrista molto ma non mi stupisce. Siamo fatti così, distruggiamo le cose belle perché non siamo capaci di anteporre l’interesse generale a quello particolare. Parli di abilità della scrittura e di sensibilità o visione generale. Certo, è una modalità che aiuta. Mi capita spesso di parlare con persone che la pensano in modo diametralmente opposte da me (pensa a quando sono in assemblea e parlo di migrazioni ). Cerco di comprendere le ragione profonde di ciò che per me è o un disagio o una difesa e parto da lì per arrivare a dialogare davvero. Ma la legge dell’attrazione esiste. Forse non come ce la spiegano oggi ma le vibrazioni sottili di ciascuno di noi arrivano all’altro come suoni o melodiosi o fastidiosi. Il web non fa differenza secondo me. Grazie

  8. Credo molto in questa cosa del somigliarsi, me ne rendo conto nei gruppi che frequento fuori dal web. Ho amiche che, magari viste da fuori sono diversissime da me, ma poi nel profondo, nelle cose che davvero contano abbiamo lo stesso sentire e il medesimo approccio alle cose serie della vita.

    1. Mi accorgo cara @Sandra che crescendo sono sempre più selettiva. Non significa che se incontro qualcuno che non la pensa come me mi scanso. Anzi, mi prodigo a sostenere le mie idee e a comprendere le sue fino al limite dell’universo di valori cui appartengo. Oltre non vado. Una scelta di cui non mi pento affatto ma che posso esercitare nella vita di relazioni tra persone fuori dal web. Credo che però, al di là dei temi trattati, qualcosa di di noi traspaia sempre. Forse è quella l’ancora cui una lettrice o un lettore si aggrappa. Com’era nella vita diciamo a pelle anche qui capita qualcosa di simile. Grazie

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