Mentre la campagna mediatica contro i migranti va scemando, complici i mezzi di comunicazione che oscurano il tema, i disegni di legge più bizzarri si moltiplicano nel silenzio dei più.
Stiamo sviluppando capacità di adattamento alle cose più strane senza gli anticorpi per respingerle?
Di questo passo la società si ammalerà, se non lo è già.
Non ho figli e non ho mai nemmeno avuto un matrimonio, ma sento ugualmente l’urgenza di occuparmi di famiglia, diritti civili e relazioni stabili. In quanto essere umano ho qualcosa da dire.
Specie perché l’idea di famiglia che Pillon a in testa non mi rappresenta. Provo a dire perché in questo post.
La famiglia secondo Pillon
Non ci potevo credere, eppure l’ho letto davvero.
“Obbligheremo le donne a partorire” dice il Senatore leghista Pillon, neocatecumenale, organizzatore del Family Day, quello che vorrebbe nascondere i gay sotto il tappetto, abolire la Legge 194 (ecco come difenderla) come in Argentina e persino le unioni civili, tanto faticosamente ottenute qualche tempo fa (ne ho parlato in questo articolo).
Ha detto proprio obbligare, perché in Italia dobbiamo fare più bambini altrimenti ci estinguiamo 8-O come se non fossimo tutti appartenenti alla razza umana.
E’ lui il primo firmatario di un disegno di Legge, questo, che grida vendetta, non solo da parte delle donne.
Quale idea di famiglia sta avanzando nel paese?
Il timore di perdere l’oggetto amato, giacché per taluni uomini si tratta proprio di questo, prova ne siano i numerosi femminicidi (siamo a 50 dall’inizio dell’anno!) compiuti contro donne che dicono no al loro partner, spinge alcuni uomini a individuare forme sempre meno sottili di egemonia.
Così si scrivono disegni di legge per abolire gli assegni di mantenimento al figlio così come li conosciamo, per obbligare i genitori a un affido condiviso e costringere per legge chi vorrà divorziare a pagare figure di mediatori familiari.
L’eco della parola obbligare nella proposta Pillon
Le reazioni al disegno di legge Pillon sono state immediate ma a mio avviso non abbastanza diffuse. La parola “obbligare” quando si tratta di scelte personali ha un profumo antico che voglio definitivamente dimenticare.
Non so nemmeno se sia costituzionale una cosa del genere!
Il DDL Pillon prevederebbe, se fosse approvato, che il bambino viva un tempo paritetico con il padre e con la madre, per un minimo di 12 giorni al mese. Stare a casa del genitore che lo avrà in affido solo se ne avrà una che risponde a determinate caratteristiche.
Il genitore economicamente fragile rischia dunque di non poter avere il proprio bambino con sé, anche perché l’assegno forfettario per il mantenimento del minore nella proposta Pillon va cancellato e sostituito da un assegno per un progetto condiviso sul figlio, finanziato con una sorta di piè di lista rimborsato dal genitore più forte economicamente.
Chi deciderà cosa va bene oppure no per il bambino, anche se abiterà con l’altro genitore? Il genitore che paga
Non si rischia di spezzare l’unita della responsabilità genitoriale?
Invece di incrementare il ruolo condiviso di padre e di madre nelle piccole questioni quotidiane, lo si spezza in due, aritmeticamente.
Il bambino con la valigia si trasferirà di casa in casa, di abitudine in abitudine, di cultura in cultura, di modello affettivo e relazionale in modello affettivo/relazionale, continuamente.
Se la norma risponde a una legittima necessità di condividere il “peso e le responsabilità del ruolo di genitore”, il mezzo scelto per compierlo mi pare sbagliato.
La chicca della mediazione obbligatoria. La famiglia secondo Pillon è quella iper tradizionale
La vera chicca del DDL PIllon è la mediazione obbligatoria tra i coniugi con figli che intendono separarsi.
Credo nel dialogo e penso che ogni tentativo possibile, se uno dei due o entrambi lo ritengono opportuno, vada perseguito.
Ma se la legge obbliga i coniugi a mediare allora non siamo di fronte a una scelta, a una valutazione autonoma, ma a un’imposizione, una coercizione che interviene nel privato delle persone.
Come se di fronte a una sala per l’interruzione di gravidanza si trovassero i Centri di aiuto alla Vita per convincere le donne a non abortire più.
Un obbligo che costerà. Alle famiglie, ai coniugi, non allo Stato, che non ci mette un soldo.
Possiamo ipotizzare una platea di 3000 persone all’anno che dovranno per legge sostenere una spesa per la mediazione familiare che si aggira dai 2000 ai 3000 euro a testa. E questo oltre le spese per la separazione, gli assegni, ecc.
Una grande risorsa per i professionisti del settore e un deciso stop alle donne, magari vittima di violenza, che saranno sempre meno nelle condizioni di separarsi per ragioni economiche.
Sapete che mestiere fa Pillon? Provate a indovinare... Azzeccato! Fa l’avvocato ed è un esperto di mediazioni familiari.
Pagheranno le madri?
Ogni norma va valutata nel contesto in cui dovrebbe operare. In un paese in cui la parità tra i generi è ancora tutta da conquistare, specie nel mondo del lavoro e dal punto di vista salariale, provocherà danni, specie per le donne.
Nell’attuale mercato del lavoro la differenza di reddito tra donne e uomini, a parità di mansione, si aggira intorno al 33%.
Come si può garantire al genitore economicamente più fragile la possibilità di vedere suo figlio?
E in caso di casa coniugale, colui o colei che non vi abita più perché va via e non ha le risorse per tenere suo figlio in un’abitazione consona (criterio previsto dal DDL), dovrà forse non vederlo più? Lo potrà vedere dai nonni? Mah.
In questo contesto, non fa molta differenza il modello di calcolo per l’assegno, quando è sempre più difficile farselo erogare.
La parte sbagliata del corno del problema
Invece di investire in un sistema che favorisca le pari opportunità e la divisione dei compiti tra i coniugi in modo equo, ivi compreso il compito supremo dell’educazione e crescita dei figli, si introducono elementi di rigidità che nulla hanno a che vedere con l’interesse del bambino.
Il quale non viene mai citato se non come oggetto dell’attenzione del genitore. Come se non avesse una autonomia propria intellettuale e di scelta, come se non fosse un individuo.
Un DDL del genere non va soltanto emendato, va cancellato. Dobbiamo ancora finire di garantire i diritti già acquisiti a tutte le donne, comprese le vittime di violenza, non è il caso di allungare la lista di questo lungo lavoro.
E voi care Volpi, cosa ne pensate?
Avete esperienze di separazione e di figli a carico? Come vivete questa discussione?




Se ne è parlato poco, solo ora sta emergendo. C’è anche una petizione su Change.org. Insomma, ognuno di noi può dare il suo contributo per demolirla…
Cara Elena, hai toccato un tema controverso e su cui c’è molto da discutere e parlare. Tu lo fai come al solito, con grande competenza che ti deriva dal lavoro che fai e dalla passione che profondi. Io intravvedo in questo DDL un gran pasticcio che meriterebbe più attenzione da parte dei media. Come hai detto tu, si sono avventati sul problema migranti, lasciando da parte altri temi importanti come questo. In tema di famiglia e di separazione ho l’esperienza di un mio familiare, che ha dovuto sopportare per anni che la propria figlia crescesse a chilometri di distanza, la legge allora era sbilanciata dalla parte della madre. Lui ha dovuto sobbarcarsi spese ingenti per poterla vedere ogni tanto. La soddisfazione l’ha avuta quando, a dodici anni, la bambina ha chiesto di poter vivere con il padre. E’ diventata una donna responsabile e con un solido futuro, nonostante i trascorsi, ma le ferite inferte da una legge iniqua non si possono cancellare. Questa è solo un’esperienza personale;)
Ciao Rosalia, molto bella la storia che ci racconti, un riscatto che ha colmato con l’amore scelte sbagliate, a volete anche solo per mancanza di volontà ed equilibrio. Mi infastidisce questo DDL perché pretende di misurare l’amore. Grazie per questa condivisione, vedo che ci appassionamo per gli stessi temi e questo non può che farmi piacere
credo che obbligare una donna a non abortire otterrà il disegno opposto. Nessuna donna vorrà avere figli e si tornerà ai tempi bui ante 1974.
Per il resto vuol dire che una donna, soggetto più fragile in generale, non si sognerà di contrarre matrimonio per evitare rogne economiche.
Sono veramente preoccupato che la gente si stia assuefacendo al peggio con troppa rassegnazione
Si, anch’io Giampaolo sono stupita di come cose del genere possano passare sulle teste nell’indifferenza totale. È vero che l’uomo ha grande capacità di adattamento, ma accidenti digerire tutto così non va bene. Hai colto il problema : le donne sono spesso più fragili e saranno disincentivate a spararsi. Ma attenzione, anche gli uomini spesso sono in condizioni economiche difficili disagio. La totale devozione alla Madre che ha ben disegnato @Brunilde porta spesso il sistema a non considerare il problema marito quando esso abbia difficoltà economiche e voglia ugualmente vedere e occuparsene del figlio. Non so se questo provvedimento invece potrà incidere sulla già bassa natalità in Italia, ma di sicuro non aiuta.
Del disegno di legge ero a conoscenza, mi è sfuggito però il particolare significativo del parto a mezzo coercizione.
Emendare? No! Come dici tu, Elena, va CANCELLATO, anzi, bruciato con la benzina. Più che incostituzionale, lo definirei fortemente contrario ai principi morali sui quali dovrebbe basarsi una società civile. Dovesse essere approvato, sarebbe in linea con la politica becera alla quale ci hanno abituati i verdognoli.
Apprezzo il detto ‘conosci il tuo nemico’, tuttavia mi sento di completarlo con ‘… e dopo che l’hai conosciuto evita di dargli visibilità’. Purtroppo, ahinoi, non si può divulgare l’informazione senza concedere visibilità; e fare informazione, cosa che ben comprendiamo, è assolutamente fondamentale per far sì che il cittadino sviluppi una corretta coscienza morale, punto di partenza per una necessaria emancipazione sociale.
Calogero il DDL no prevede il parto a mezzo coercizione, ma è una delle idee del senatore Pillon in materia. Ho voluto mettere tutto insieme perché a mio avviso si tratta di un pesante tentativo di violazione della libertà dell’individuo e delle donne che se non viene denunciata e respinta ci porterà indietro di decenni. Il fatto di vole rendere nuovamente l’aborto illegale o di considerare le fattrici obbligate a partorire perché la razza italiana sta riducendo i suoi numeri è spaventoso. Degno di un’epoca che credevamo sconfitta. E invece ci tocca stare sempre all’erta! Anche l’informazione, il più ppossibile corretta, così come il dibattito, come quello che tu e glia ltri hanno voluto generare, a mio avviso sono una delle cose che possiamo fare . Sul piano culturale anche coloro che amano la scrittura e la comunicazione devono impegnarsi usando le armi che hanno a loro disposizione… Grazie per il tuo contributo
Ciao Elena
IO ho tremato quando sentii queste parole uscire dalla bocca di questo diavolo delle famiglie. Sono rimasta inorridita, scioccata e mi è salita una rabbia interiore mai provata prima.
IO non sono sposata (questo fa di me con questo emendamento ancora di più un bersaglio visto che non ho un lavoro retribuito secondo la legge, ma a nero purtroppo è sottopagato) ma ho una figlia di 3 anni. Il solo pensiero che me la possano toccare o possano decidere per noi mi fa venire una rabbia. E poi…. OBBLIGARE a non abortire? Io sono contro l aborto, ma non obbligherei mai nessuno a non farlo. Ci sono realtà diverse che andrebbero valutate. Ma comunque dovrebbe essere una SCELTA non un OBBLIGO.
NON POTER DIVORZIARE? questo è proprio una violenza a coloro, maschi e femmine, deputati e president di stato, che hanno lottato per ottenere queste leggi per la salvaguardare della famiglia e dei figli e che lo hanno preceduto.
NON VEDERE UN FIGLIO PERCHÉ NON SI È ECONOMICAMENTE AGIATO? Ma che stiamo scherzando? Da madre posso assicurare che i figli hanno bisogno di vedere i padri e passare del tempo con loro, non il loro portafogli. La diatriba tra mamma e papà per il sussidio del figlio deve essere Preoccupazione E problema loro non dei figli. Non si devono strumentalizzare MAI i Figli! e qui mi sa che è proprio PilloN a volerli strumentalizzare.
Coercizione, estremismo ideologico…. Ora dove andremo a finire? Che potranno ammazzarci come è quando vorranno… Tanto pian piano stanno già spingendo le persone al suicidio.
Spero caldamente che lo stato preservi le sue leggi antecedenti e il suo popolo piuttosto che dare valore a parole di un esaltato, dittatore e che sputa sulla vita umana.
Ciao Emy. Il fatto che si possa pensare che il discrimine per valutare il diritto a stare con il figlio sia quello ecnomìnomico o se preferisci del benessere la dice lunga su come sia difficile oggi rivendicare un diritto se si è privi o con scarse risorse. Quando si parla di figli, hai ragione tu, diventa abominevole. SUll’aborto, la 194 è sotto attacco da un pò. Ha ragione @Sandra: le forze politiche che sono state votate è questo che pensano. Sostanzialmente senza significative differenze. Questo è davvero rabbrividente…