Buon anno care Volpi!
Per me il 2025 non poteva cominciare meglio. Il viaggio a Fuerteventura è stato meraviglioso e ha pienamente soddisfatto la mia voglia di mare, anzi, di oceano, nonostante le temperature!
Gennaio è ancora in alta stagione ma a fronte dei 20-22° medi durante il giorno, la sera la temperatura si abbassa e serve, almeno nel mio caso, un bel 100gr per stare al calduccio.
Nonostante questo, ogni santo giorno ho fatto lunghi bagni superando i timori per un’acqua apparentemente gelida, che in realtà sfiorava i 18°.
Tutto ciò grazie alla bellezza e al richiamo irresistibile dell’oceano.
E poi, basta superare i primi momenti e ci si fa il callo!
Fuerteventura non è solo oceano e spiagge meravigliose; è la casa del vento. Un compagno con cui è bene fare amicizia se volete godere appieno delle opportunità che offre questa splendida e semidesertica isola delle Canarie.
In questo post vi racconto il mio viaggio di dieci giorni a inizio gennaio 2025, tra vento, sole e vulcani, qualche palma e tanta, tanta aloe vera.
Fuerteventura, la casa del vento
Con questo viaggio ho cominciato a usare sul serio il nuovo account Instagram delle Volpi (dovete assolutamente aiutarmi a incrementarlo, seguitelo e cliccate subito qui!) con cui vi ho raccontato con le immagini qualche curiosità sull’isola anche al di là delle splendide spiagge.
Ma valeva la pena cominciare il 2025, il decimo anno del blog! celebrando in modo adeguato la bellezza autentica di un’isola capace di connetterti con il battito primitivo di una natura largamente incontaminata.
La casa del vento, del sole e della forza impetuosa dell’oceano.
Un viaggio pieno di imprevisti
Lo ammetto, sono una perfezionista e di solito tutto fila liscio quando programmo o progetto qualcosa, perché seguo con attenzione tutti i passaggi e cerco di prevedere gli ostacoli. Ma questo viaggio, fatalità, mi ha messa alla prova.
Complice un mese di dicembre stressante e molto critico, specie sul piano personale, è stato un viaggio pieno di imprevisti.
Le prime avvisaglie sono arrivate a settembre, quando ho acquistato i voli su un provider, FlyGo, che a fronte di biglietti scontati di circa 100 euro l’uno, richiedeva “pazienza” e attesa di 48 ore per la stampa degli stessi. Stampa che non avveniva mai.
Dopo un mese e mezzo ho ingaggiato una battaglia via email per avere indietro i miei soldi e poter acquistare così un volo vero direttamente dalla compagnia che dall’Italia vola di più alle Canarie, Ryanair, anche se a costi leggermente più alti. E alla fine ce l’ho fatta. Ma non perché FlyGo mi abbia restituito i soldi, ma perché ho attivato l’assicurazione della mia carta di credito.
Naturalmente c’è una morale. State lontane da FlyGo!
Non l’unico imprevisto, si diceva. L’altro è arrivato con il noleggio auto, attraverso l’agenzia Bookings DiscoverCar (se state pensando che sono recidiva, avete ragione) che ci ha fornito una proposta per un’auto targata TopCar.
Visto il cambio di biglietto, che prevedeva un cambio data, mentre non è stato assolutamente un problema modificare le date della nostra permanenza su Air B&B, è stato invece difficile completare la modifica, gratuita, della prenotazione sul sito DiscoverCar. Una procedura che credevo di aver concluso e che invece, scopro poi, non era stata completata.
Risultato: l’agenzia, che era al corrente del tentativo di correzione non andato a buon fine, a differenza mia, invece di mandare una mail comunicando che il tentativo di modifica non era andato a buon fine, se ne è stata ben zitta e ha revocato il noleggio poiché alla data e all’orario prestabilito ero a fare le valigie, non certo in aeroporto.
Conclusione? L’auto me l’hanno rivenduta, ma a un prezzo quasi raddoppiato. Se a questo aggiungiamo che l’auto non era un gran ché, mancava l’aria condizionata ed era una specie di chiodo, e che abbiamo dovuto fare un’ora e mezza di coda per poterla ritirare appena arrivati all’aeroporto, posso dire che anche su questa partita le cose non sono filate del tutto lisce.
Per non farmi mancare nulla, ho anche sbagliato la data della fine del parcheggio a Orio al Serio. Insomma, quando ho immaginato questo viaggio ero davvero cottarella, bisogna ammetterlo. Ma poi, mi sono ampiamente rifatta!
La morale? Mai lasciarsi andare!
Dove alloggiare
Con l’alloggio invece le cose sono andate alla grande. Siamo stati ospiti di Kevin e Indi a La Oliva in questa finca tradizionale situata in un ambiente tranquillo e familiare e dotato di ogni confort.
Di solito non abbiamo una sola modalità di viaggio. Sono comoda in hotel così come in alloggi in affitto, mentre ho abbandonato la tenda da tempo, ma con un certo rammarico. Amo essere libera.
A Fuerteventura ci sono molte possibilità abitative private che risultano molto accoglienti e che garantiscono piena libertà.
Mi piace meno e sono felice di non aver comprato un all inclusive in un hotel perché si trovano in località molto turistiche e onestamente rappresentano dei mostri architettonici in un contesto che meriterebbe edificazioni meglio inserite nel paesaggio locale, valorizzando la tradizione.
L’alloggio che ci ha ospitati si è rivelato in posizione strategica, equidistante da ogni sponda e zona di interesse, tranquillo, accogliente.
Ci tornavamo ogni sera, stanchi ma felici, e riposare nella tranquillità dei tramonti che potevamo goderci dalla terrazza è stato davvero impagabile. E che cielo stellato!
La casa del vento
Quando abbiamo scelto la destinazione, la reazione di molti al sentir pronunciare Fuerteventura è stata: “Ma c’è troppo vento!”.
In qualche modo, avevano ragione. Ma è proprio questa la bellezza dell’isola, è viva!
Il costante movimento dell’aria, il vento, amico dei marinai e dei surfisti, permette di resistere a un sole bruciante e a rendere l’ambiente secco e molto sano, e di essere il punto di riferimento degli sport acquatici delle Canarie.
Ps: in una qualunque spiaggia italiana avremmo visto con queste temperature e questa bellezza numerosi e molesti motoscafi gironzolare a qualche metro dalla spiaggia. A Fuerteventura, in tutti i dieci giorni in cui ci sono stata, no ho mai visto una sola barca a motore! Che gioia!
L’unica per la verità era un gommone assistenza per una regata che ci siamo goduti l’ultimo giorno di permanenza. Lasciatevelo dire da una ex giudice di regata, un vento così dalle nostre parti ce lo sogniamo!
Merito degli alisei, la cui influenza su Fuerteventura è nota, venti che ci permettono di percepire il continuo rinnovarsi degli elementi che costituiscono l’isola, come l’oceano, con le sue onde impetuose scatenate da un perenne movimento, attrazione per moltitudini di giovani e meno giovani sportivi amanti del Kite Surf, Wind Surf e Surf.
Un vento che soffia preferibilmente da nord e che rende la zona tra El Cotillo e Corralejo quella più battuta dai venti e dalle onde e dunque più interessante per chi pratica questi sorprendenti sport acquatici.
A sud invece si trova la Costa Calma dove, lo dice la parola, i venti spirano più lievi e la conformazione delle spiagge e delle montagne, nella lingua di terra con cui l’isola va a finire, garantiscono, per chi vuole fare il bagno, situazioni più agevoli e acque più tranquille.
Dovunque vi troviate, vi sentirete vive. Il vento sposta sulle spiagge tutto ciò che arriva dall’oceano. Relitti che la gente di Fuerteventura , in tempi remoti e “magri”, conservava e conserva tutt’ora come doni che riutilizza nelle proprie attività quotidiane.
Sull’isola quasi non esistono rifiuti. La pulizia, l’ordine e il rispetto sono diffusi e molto valutati.
Un’isola specchiata, sotto tutti i punti di vista.
Spiagge, oceano e…
Fuerteventura è un’isola da vivere appieno e in continuo movimento. Per questo, al netto degli imprevisti che vi ho raccontato, l’auto è fortemente consigliata se volete godervi ogni aspetto, sulla costa o al suo interno.
L’isola è lunga circa un centinaio di chilometri e si può percorrere anche in una sola giornata. Ma come si fa a non godere di un tuffo ogni volta che si scorgono dalla carretera questi paesaggi?
Ecco una parziale carrellata delle spiagge più belle e che ho più amato.
Spiagge su cui non è infrequente poter praticare il nudismo, in piena libertà.




Uno degli aspetti più interessanti dell’isola è l’estrema varietà dei paesaggi e dell’offerta turistica naturale.
Per me una bella sorpresa sia la roccia lavica, di colore nero bruno, che la sabbia, soffice e sottile e di un delicato color cipria, che il vento disperde su tutta l’isola, specie in alcune stagioni dell’anno.
Okkio alla temibile Kalima, un fenomeno atmosferico che solleva sabbia finissima e genera una sorta di nebbia, così fitta da impedire la visibilità anche a pochi centimetri e tale da diventare insopportabile, specie per la respirazione. Può durare da un paio di giorni a una settimana, più frequente a luglio e agosto.
Non dimentichiamoci che a poche miglia dalla costa est c’è il Marocco e il Sahara Occidentale. Impossibile non subirne l’influenza.
Temperature da primavera inoltrata di giorno, ma la sera…
Gennaio alle Canarie è ancora alta stagione, sebbene il mese più affollato sia dicembre. Ciò nonostante, grazie alla varietà di spiagge e agli spazi ampi di cui si può godere, l’affollamento non c’è e comunque non pesa, nemmeno nelle località più turistiche come Corralejo o Morro Jable.
Di giorno le temperature raggiungono i 20, 22 gradi, con una temperatura dell’acqua di circa 18 gradi.
Troppo poco per la maggior parte dei viaggiatori ma non per me che in questo viaggio ho fatto amicizia con il freddo, imparando a farmelo amico.
D’altronde, di fronte alla bellezza di questo oceano mare era per me impossibile cedere al terrore di acque fredde e così mi ci sono buttata senza indecisioni, scoprendo poi che il freddo fa impressione solo all’inizio e poi ci si abitua e non ci si fa più caso, come del resto capita con molte altre cose.
Di questi bagni refrigeranti hanno beneficiato il mio corpo e la mia mente. Imparare a gestire il freddo e il caldo, senza resistenza ma adattandosi, mi ha aiutata a vivere questa settimana con più libertà e mi ha permesso di cogliere ogni opportunità. E, detto tra noi, me la sono proprio goduta!
Nel dettaglio: la mattina presto, diciamo fino alle 9, e dopo il tramonto serve una felpa e nel mio caso anche un bel 100 grammi.
Nelle ore del giorno, dalle 11 alle 17, il calore del sole è forte e francamente si può stare sia in maglietta che in costume.
Le curiosità che non ti dicono
*La prima capitale di Fuerteventura è stata Betancuria, un gioiello nel nucleo centrale dell’isola, protetta dai suoi morri (montagne levigate dal vento) e circondata da orti, in cui si coltiva il gustosissimo aglio di Fuerte. Da notare anche il verde delle palme, che qui come altrove sono soggette a parassiti che letteralmente le decapitano. Alberi che devono combattere contro la siccità e anche con i parassiti. Mannaggia!
*A Fuerteventura ha vissuto quattro mesi in esilio Miguel de Unamuno di cui casualmente abbiamo trovato la statua a lui dedicata in un luogo sperduto del centro dell’isola, come ho raccontato qui , attraverso le immagini e le poche informazioni che sono riuscita a reperire. Grande intellettuale!
* Gli aborigeni veneravano la montagna Tindaya, situata molto vicino a La Oliva e oggi impraticabile, pena pesanti multe. Sulla sua cima sono state scoperte pitture e incisioni rupestri di piedi giganti le cui dita sono rivolte verso i picchi di Las Palmas e delle altre isole Canarie, come in un dialogo muto tra popoli che avevano nel sole, nel mare e nella lava delle montagne le uniche spiegazioni della loro esistenza e che solo con il pensiero potevano immaginare di incontrarsi. Affascinante.
*Gli ultimi re di Fuerteventura si chiamavano Guyse e Ayose e hanno regnato fino al 1402, anno in cui i Normanni hanno invaso l’isola. Confliggendo tra loro per il dominio completo dell’isola (l’uno regnava a nord, l’altro a sud) non hanno saputo difendersi dall’invasione di altri popoli. Un insegnamento da tenere a mente (foto delle statue giganti in bronzo qui).
*Sull’isola si incontrano numerosi e antichi manufatti, segni di civiltà del passato che lasciano di stucco. Come le dighe scoperte per caso della foto di copertina, vecchie di centinaia di anni e risalenti a tempi in cui l’acqua era probabilmente meno avara di oggi nel donarsi a questa arida terra.
*Sulle spiagge, per difendersi dal vento, sono stati costruiti muretti concentrici in pietra nera eretti fino all’altezza della vita che permettono, anche in giornate ventilate, di godersi la tranquillità della spiaggia. Arrivare presto al mattino, che qui significa intorno alle 10 – 10.30, permette di assicurarsene uno e di poter godere di una tranquilla giornata di oceano.
*La coltivazione più famosa di Fuerteventura è l’aloe vera. La varietà locale, di colore rosso bruno, è caratterizzata da un minore sviluppo delle foglie e una maggiore altezza del fiore. I prodotti da essa derivati sono considerati i migliori di sempre.
* Per via di un’IVA agevolata, profumi, sigarette e benzina sono decisamente a buon prezzo. E si trovano ovunque.
*Impossibile sostare sull’isola senza assaggiare la carne o il formaggio di capra, di cui il queso majorero è il più pregiato e sponsorizzato. L’affumicatura è largamente diffusa, anche per la preparazione dei formaggi da tavola.
*Non è raro incontrare cammelli, allevati accanto alle abitazioni come animali da cortile. Resistono bene alla siccità, si accontentano di cibi non troppo sofisticati e sono ottimi mezzi di trasporto.
*L’isola è dotata di una fitta rete di piste ciclabili. Ma anche il trekking è largamente promosso. Portatevi i bastoncini e un buon paio di scarponcini o pensate di noleggiare una bicicletta.
In poche parole, Fuerteventura è un’isola da visitare, conoscere, amare. Ma anche con il resto delle Canarie non si scherza ;)
Io a Fuerteventura ci torno. E voi, care Volpi, ci siete mai state? Cosa vi ha colpito di più di questo racconto?




Ciao Elena. Vivendo su una isola e praticando sport sul mare purtroppo con i venti ci faccio i conti quasi quotidianamente e devo dire che quando durano a lungo e sono particolarmente intensi finiscono per darmi una sensazione di disagio. Avevo già visto le foto del viaggio sul tuo profilo Instagram che è molto bello ed interessante (a partire già dal logo) e questo post è un resoconto che sicuramente stimola la curiosità ad andare a visitare un luogo ricco di storia oltre che di bellezze naturali. Di tutte le cose che hai visto mi hanno colpito le piste ciclabili, i muretti in pietra nera a protezione del vento (li avevo visti sullo Stromboli ma sulle spiagge mai!) e il tuo coraggio a tuffarti nell’Oceano e con temperature un po’ bassine. E poi brava per essere riuscita a sistemare tutti quei contrattempi!
cara Paola, piano piano sveli alcuni aspetti di te molto interessanti! Isola? Sport acquatici? Tutto super interessante! Grazie per apprezzare il profilo e il logo, faccio tutto da me e quindi quando qualcosa funziona sono felice il doppio! Anche io sono rimasta piacevolmente colpita dai muretti circolari per proteggersi dai venti, che sono molto efficaci e davvero un’idea grandiosa! Peraltro, sono anche molto utili per la privacy! Le piste ciclabili mi hanno lasciata perplessa, sono utilizzate ma non così tanto come avrei immaginato con una tale estensione chilometrica (ci sono in quasi tutta l’isola). Mi rimasta la voglia di gironzolare in bici, magari il prossimo viaggio qui mi organizzo in tal senso. Questa volta abbiamo camminato con i bastoncini e , perlomeno io, nuotato a più n posso. Come dicevo a @Carlo, la paura del freddo si supera davanti a tanta bellezza!
Mi fa piacere sentirti così felice di questo viaggio! Nonostante i problemi di prenotazione di volo e auto alla fine la vostra permanenza in questa splendida isola é stata meravigliosa, un ottimo modo per cominciare l’anno nuovo. Io non sono mai stata alle Canarie in generale ed è un viaggio che mi piacerebbe fare, ma non so se accadrà mai. Ho visto le foto su Instagram, molto belle
cara Giulia, grazie per avermi seguita anche sul nuovo account delle Volpi su Instagram, mi aiuta a far conoscere il blog e le sue storie, almeno spero! Le Canarie sono un’ottima soluzione per un viaggio meno dispendioso e in periodi invernali, quando vogliamo fuggire dal grigiore e dal freddo. Una settimana, dieci giorni sono l’ideale ma, stante le circa 4 ore di volo, almeno da Milano, secondo me si può anche optare per meno giorni ma scegliendo con attenzione la località in cui vorrai alloggiare! Sì, sono felice e nonostante la solita ripresa con il botto (ma tu sai bene cosa significa) ho mantenuto questa bellezza dentro di me e i cambiamenti che ho deciso per la mia vita. Sono così importanti che voglio raccontarveli sul blog. Per ora grazie per seguirmi e un abbraccio grande
gli all inclusive ti fanno trovare la pappa pronta ma ti tolgono (gran) parte del piacere del viaggio, quindi brava tu che hai organizzato la vacanza per conto tuo. E da quello che scrivi e dalle immagini che posti è stata un’esperienza piena di iniziative e di soddisfazioni (brrr il bagno in Atlantico, io già nella vasca di casa ho freddo!)
ml
Caro Carlo, ho provato a scrivere questo commento almeno cinque volte, ma il mio pc di casa è impazzito e non so bene come ne uscirò. Ti rispondo dunque dal lavoro, durante una pausa in cui ho consumato un ottimo tramezzino e un kiwi (uno di quelli che produciamo a iosa nell’orto di campagna). fatta questa premessa: 1) bentrovato nel blog! 2) sinceramente non disdegno gli all inclusive, solo che li riservo in stagioni della mia vita in cui sono particolarmente stanca e senza energia. Questo viaggio l’ho desiderato così tanto e immaginato come un viaggio in movimento che non poteva essere altrimenti! Sono d’accordo con te che stare in una casa tradizionale o comunque in quartieri dove abitano le persone che risiedono in un determinato luogo aiuta a comprenderne il senso e la cultura. Cosa cui do particolarmente importanza quando mi muovo, insieme alla natura meravigliosa che a Fuerteventura ho trovato! 3) il freddo è una questione di mentalità. Ero come te. Se ne viene fuori, tranquillo ;))))
Fuerteventura: una settimana di vacanza a giugno, tanti anni fa, con figlia preadolescente e già arrabbiata col mondo.
Ricordo una bellissima spiaggia, ma io sono molto freddolosa e l’acqua era gelata, per i miei standard.
Trascinai la creatura, sempre di malavoglia, a fare un paio di gite nell’entroterra, di cui non conservo ricordi particolarmente vivi.
Interessante notare come gli stessi luoghi, a persone diverse e in condizioni diverse diano emozioni così contrastanti.
Sono felice che tu sia stata felice. Io penso che l’altrove operi sempre una sorta di magia, togliendoci dal nostro angolino sicuro e aprendoci a nuove idee, sensazioni ed emozioni.
Quindi: bravissima! E bentoranta fra le volpi ( che a Fuerteventura mica ci sono! )
Cara @Brunilde vero è che volpi non ce n’erano, tranne me ovvio, ma scoiattoli sì. Non è la stessa cosa ma ne sono rimasta sorpresa, davvero non so di cosa si cibino su quelle brulle montagne! I viaggiatori non hanno bisogno sempre degli stessi luoghi e stimoli e non reagiscono sempre allo stesso modo. Almeno nel mio caso è così, dipende dai momenti della mia vita. Questo viaggio mi ha fatto scoprire parti di me che non conoscevo. Per esempio la sfida al freddo, che mi ha permesso di godere di bagni stratosferici. Ero praticamente sempre e solo io in acqua, dunque mi rendo conto che fosse una temperatura proibitiva per tutti gli altri, ma era ok per me. E ho giocato come una ragazzina. Forse proprio ciò di cui avevo bisogno. Ho potuto farlo perché non mi importava il giudizio della gente, stavo bene e mi bastava. Ha reso tutto migliore. Godere appieno di quella terra e di quell’oceano, un regalo prezioso. Grazie per avermi seguita sempre anche su Insta. Baci
Le canarie ne ho sentito parlare ma di questa isola mai. Adesso tramite il tuo post ho colmato parzialmente questa lacuna.
Immagini stupende.
Per Istamgram mi dispiace ma non derogo da un scelta: non iscrivervi a nessun social.
Nessun problema caro @Gian, anche io ho molto ridotto la mia presenza in rete al necessario per far conoscere i post. Il mondo è così grande che è impossibile visitarlo tutto ma un giretto alle Canarie prima o poi fallo. E’ sostenibile economicamente e il clima è sempre splendido. Buon inizio 2025