La settimana scorsa non ho scritto. Non è una frase neutra, per chi tiene un blog, è una piccola crepa.
Di quelle che non vede nessuno, se non i tuoi lettori forti, ma tu, sì.
Perché sai esattamente quando avresti potuto, quando avresti dovuto, quando—in altri momenti—lo avresti fatto.
E invece no. Che cosa è successo?
Non sono riuscita a scrivere. Ed è stato necessario
All’inizio dell’anno lo avevo annunciato, non sarebbe stato un anno come gli altri. Non mi sarei più arrabattata a scrivere con puntualità, né mi sarei fatta prendere da programmazioni o cose varie. Quella libertà, legata a quel forse è l’ultimo anno, mi ha sgravata di peso.
Ma la scorsa settimana non ho aggiornato il blog e non sono riuscita a scrivere, non certo per mancanza di idee, semmai il contrario. E’ stata una settimana piena, occupata da cose che chiedevano più presenza del solito.
Sì, sono felice. Abbiamo lavorato tanto per far conoscere le ragioni del NO e abbiamo ottenuto un grande risultato, la Costituzione, con i suoi principi di uguaglianza di tutti i cittadini e equilibrio tra poteri, resta quella che hanno scritto le nostre madri e i nostri padri costituenti.
Sono stati giorni così densi che non entravano in un articolo, sono rimasti attaccati alla pelle.
Ho fatto una scelta nel tempo che mi sforzo di mantenere: questo è il mio spazio libero, un filo sottile che mi lega a voi, qualunque cosa pensiate. Alcune cose restano fuori da qui, ma mai del tutto. Questo è il mio blog, questa sono io.
E di tutta questa energia e felicità per il risultato mi auguro davvero che chi di dovere sappia farne buon uso. C’è un mondo, soprattutto di giovani, quelli che si sono ribellati anche di fronte al fatto che non hanno voluto farli votare se fuori sede, che chiede di essere rappresentato, che ha sentito vicini i temi della giustizia come equilibrio e come rigore, senza mistificazioni. Ripartiamo da qui.
Che bellezza, altro che bamboccioni!
La mia idea di festa post Referendum (spoiler: Nutella)
L’avevo detto e l’ho fatto. Se vinciamo mi compro la Nutella. Ma si può? Con tutte le cose egregie a me con tutta sta fatica è venuta voglia di Nutella. Sono due sere che ci do dentro, ora mi fermo, ma che goduria, care Volpi!
Poi, dato che sabato scorso sono stata tutto il giorno impegnata alla manifestazione di Libera contro le Mafie e che sabato prossimo vado a Roma per il No Kings Day (qualcuno c’è il 28? Che ci si vede!), così oggi mi sono presa un giorno tutto per me.
E che cosa ho fatto? Se indovinate vi mando in premio la Nutella avanzata :)
Dalla scrivania al secchio dell’acqua
Altro che riposo, ho solo cambiato sede lavorativa: dalla scrivania al secchio dell’acqua. Ho pulito casa, sì, come una matta. Non una pulizia di routine, ma proprio tutta la casa.
Vetri, tende, polvere, le superfici, il parquet, bagno e cucina comprese. Insomma, è proprio arrivata la primavera! E ora mentre scrivo questo post il profumo di fiori (detersivo) ammanta tutta la casa.
E mentre passavo lo straccio, a un certo punto, ho pensato una cosa: forse non è vero che non ho scritto.
Forse stavo solo scrivendo in un altro modo.
Per scrivere hai bisogno di tempo
Ci sono momenti in cui scrivere non serve a spiegare, ma a sedimentare. E per sedimentare bisogna fermarsi, o rallentare abbastanza, almeno con la testa.
Non tutto ha bisogno di diventare subito un testo. Alcune cose devono stare, depositarsi, trovare da sole la forma. Forzarle, a volte, le rende solo più superficiali.
Ho scritto una bozza di scheda libro per i librai, attendo la bozza di contratto per il mio saggio breve e spero presto di potervene parlare meglio.
Ecco, ora so che scrivo, scrivo continuamente, scrivo anche senza penna in mano. Scrivo nella mia testa, contunamente.
E adesso che la casa è in ordine, posso tornare e scrivere anche qui.
Lo spazio ordinato è la condizione minima per qualsiasi cosa: scrivere, pensare, perfino potersi sedere, stanche ma felici, a bere una tazza di te.
In pace.
Come scrivete quando la vita si prende tutto lo spazio?
Vi fermate, aspettate, oppure provate a tenere il ritmo a tutti i costi?




Io mi fermo. Perché obiettivamente non ce la faccio proprio. Ci sono mesi di fuoco, come per esempio quelli in cui ho uno spettacolo in scena, dove tutto rimane sospeso. C’è da dire però che tenere fermo il blog per settimane non mi piace per nulla, cerco quindi soluzioni. Una di queste potrebbe essere far coincidere il mio gioco letterario proprio in mesi impegnativi… e funziona! :)
L’idea di “tamponare” i tuoi stop da teatro con i giochi letterari mi sembra ottima, anche se per idearli ci vuole comunque tempo e fantasia. Congrats. Da ora in poi ogni volta che ne vedrò uno sul tuo blog, saprò che stai costruendo il tuo prossimo, straordinario, successo teatrale! La verità è che dedicare tempo oltre al lavoro diventa sempre più difficile. Fermarsi è la cosa più sana che esista
A volte ci sono altre priorità rispetto alla scrittura, quindi capisco bene.
Il blog, almeno per me e dal mio punto di vista, è uno spazio di libertà, non sempre si può scrivere, a volte è importante dedicarsi alle pulizie di primavera, crearsi un certo ordine intorno per stare meglio con se stessi e poi si torna con maggiori energie.
Quando ho finito fi fare la furia pulente ero stanca ma stranamente felice. La mia casa non è mai stata e non sarà mai impeccabile come ne ho viste molte, ma non appena ha riottenuto quel minimo di lucidità e cristallina bellezza (perché io amo la mia casa) è tornata ad essere più accogliente, più ordinata e dunque più funzionale per me. E’ proprio vero cara @Giulia che fare ordine fuori di noi è fare ordine dentro di noi. Oggi c’è un ordine dentro di me che si sta generando. Un ordine nuovo potrei dire, non stabile, ma non c’è nulla di “fermo” che mi piaccia. E’ bello per me cominciare così la primavera
Io scrivo più o meno a vanvera: appunti, riflessioni,note, e poi c’è un lavoro che sta prendendo forma…forse.
Scrivere è la mia forma di libertà, un modo di liberare emozioni ma anche riordinare le idee. Non ho e non mi do scadenze, nè regole. Mi sono però imposta di scrivere a mano, ogni giorno. Perchè la connessione mano cervello è fondamentale, e usando sempre il pc la sto perdendo, insieme alla capacità di avere una calligrafia leggibile, già partivo male, avendo sempre avuto la classica zampa di gallina!
Quanto all’ordine in casa… sarà per la prossima vita, temo!
La scrittura a mano credo sia una risorsa straordinaria. L’ho praticata a lungo con attenzione, oggi, non lo nascondo, la pratico esclusivamente per prendere appunti. Il risultato è terribile: spesso non riesco a rileggere cosa ho scritto tanto è scritto male. Il computer o comunque le tastiere hanno trasformato completamente il mio modo di scrivere, spero non abbiano influenzato i contenuti. La calligrafia ordinata mi ha sempre dato l’idea di una mente ordinata. Diciamo che la mia è più… creativa! Senti senti, anche qui cova un nuovo lavoro, non vediamo l’ora di saperne di più. Ti confesso però una cosa: ho di recente esplorato il significato letterale della parola vanvera. Da allora non la uso più tanto volentieri quando parlo di me :D
Io, ormai, scrivo solo quando mi prende la fregola di farlo; mi sento più libera adesso rispetto a tempi in cui sentivo maggiormente la responsabilità di essere presente con costanza nel mio blog. Ma, lo hai notato anche tu, ci sono priorità che chiedono spazio e io glielo concedo per intero:) Oggi sento che voglio fare altre cose rispetto alla scrittura: se la vivo come un piacevole passatempo, non posso affannarmi a considerarla sempre la mia attività primaria. Insomma, hai fatto bene, Elena. Non farti problemi e goditi la quotidianità, qualunque cosa ti porti, che sia la soddisfazione di avere vinto una battaglia politica o di avere la casa che brilla :)
Sei un tesoro Marina, grazie di cuore. La tua esperienza di expat sento che ha cambiato più del luogo in cui vivete. Bene, ogni volta che entra aria nuova in casa le cose cominciano a brillare, con o senza panno in microfibra! :D
Quando non abbiamo il tempo di fare tutto ciò che amiamo significa che siamo pienamente vive. Chi con le manifestazioni, chi con altre soddisfazioni, come le meravigliose borse che di tanto in tanto ci mostri. La libertà in fondo è proprio la cosa più grande e la scrittura senza a mio avviso non potrebbe esistere.
Si scrive quando si può, così come si legge quando si ha un po’ di tempo da dedicare.
Il blog non è schiavitù per me. Cerco di onorare chi mi segue e chi seguo ma non sempre è possibile.
Perché alla fine la cosa più importante è onorare sé stessi. Abbracci cari e buona domenica