L’anno è cominciato con un dubbio che vi avevo già anticipato qui. Sarà l’ultimo anno di Volpi che camminano sul ghiaccio?
Nel 2026 voglio capire se questo blog è ancora la forma giusta per quello che ho da dire, così quest’anno lo tratto come un esperimento: o si trasforma, o si chiude bene.
Sarà l’ultimo anno del blog?
Il primo vagito del blog fu una folgorazione. L’idea di buttarsi in un’avventura di cui non sapevo assolutamente nulla mi esaltava e l’uscita imminente del mio primo romanzo, Così passano le nuvole, suggeriva di costruire uno spazio adeguato e indipendente per parlarne.
All’inizio mettere in rete il blog ha impegnato molte ore delle mie giornate per imparare, girovagare in rete, confrontarmi, assimilare, studiare. Mi ha molto divertita.
Allora guardavo al futuro con una maggiore speranza di oggi, ma ci sta, avevo dieci anni di meno e una serie di dolorose esperienze ancora da sperimentare.
Negli anni il blog ha cambiato pelle più volte ma mai il suo registro, ed è questo a mio avviso che mi ha resa riconoscibile, innanzitutto a me stessa.
Ma ora mi domando se abbia ancora un senso, per me, nel 2026, scrivere un blog.
Cominciamo dalla forma
Due anni fa mi sono resa conto che il costo del provider era salito al punto da non essere più sostenibile per un blog non commerciale.
Quasi tutti le/i blogger che conosco e frequento sono ospiti su piattaforme gratuite, il tema riguarda chi vuole essere proprietaria del proprio spazio, come ho scelto, rivolgendomi prima ad Aruba e poi a Siteground.
Attualmente ho disdetto l’abbonamento automatico che nel marzo 2027 terminerà. Mi sono data un anno di tempo per congedarmi o per trovare uno spazio gratuito su cui migrare.
Questo è uno spazio su cui abbiamo più volte parlato della supposta crisi del blog (qui la categoria che contiene tutti gli articoli relativi alla cura del blog). Voi che siete attentə lettorə sapete che le Volpi hanno subito alti e bassi, e ciò nonostante sono lette con costanza e affetto ogni mese e nuovi lettori arrivano ogni giorno, alla ricerca di una voce che è diventata riconoscibile.
La difficoltà, mi pare, è trovare il tempo di lasciare un pensiero; e quando poi si aggiungono anche gli intoppi tecnici, tutto diventa inutilmente farraginoso.
Resta il fatto che senza scambio, un blog perde metà del suo senso: diventa un monologo ben scritto.
Un post si legge in 7 minuti; a scriverlo, spesso, ci sto dentro una sera intera!
Il blog è una comunità, più o meno palese, in cui la libertà è soggetta a limitazioni. Non ho mai avuto bisogno di dichiararle, ci sono leggi non scritte che parlano da sé: ci si legge, ci si riconosce, ci si sostiene.
Questa è la trama che regge un blog. Se si sfilasse, resterebbe un flusso muto.
Senza rimproveri, mi pare però che la forma ‘commento pubblico’ oggi sia diventata un gesto raro. Non per cattiveria: per fretta, per distrazione, per come siamo diventati online.
Ma serve, rende il blog ciò che è.
Poi, proprio mentre tu nutri tutti questi dubbi, arriva un riconoscimento prezioso che mette in discussione tutto.
Luz mi ha nuovamente assegnato il Chaplin Award, il premio di Io, la letteratura e Chaplin dedicato ai migliori post in rete del 2025.
L’articolo premiato è Il pavimento di cristallo.
Forse un ruolo ce l’ho ancora, devo solo giocarlo con nuove regole.
Cambiare o finire
Il mio non è un blog che monetizza, non l’ho mai voluto così e ne sono fiera. Il riconoscimento per la fatica e il costo di tenere in piedi, per dieci anni, le Volpi, sono state e sono le vostre osservazioni. La benzina è stata ed è la voglia di scrivere, che mi ha sostenuta fino ad ora ed è tornata sotto altra forma, chiede di essere lasciata esprimere.
Di sicuro so che non voglio passare il 2026 a rimpiangere il blog di una volta. Voglio provarci sul serio. Quindi, prima di decidere se chiudere, mi do un anno di esperimenti: pochi, chiari, misurabili.
Sto ragionando su questi punti, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate:
- Un post lungo al mese + 2 micro-post (obiettivo: ridurre il carico senza sparire).
- Un “post-cerniera” ogni 4 settimane: riassunto e collegamenti ai pezzi migliori (aiuta i nuovi lettori a orientarsi nel sito).
- Possibile alternativa al commento pubblico: scrivetemi via mail e pubblicherò una selezione (anonima o firmata, come preferite) nel post successivo con il vostro punto di vista.
- Semplificare i commenti: meno campi, più facilità, meno attrito. Niente fronzoli, nessun componente aggiuntivo (che cozza con i browser, preferenze cookies, ecc.)
Cambiare o finire. Nel caso, congedandomi senza rancore.
Intanto, continuo a scrivere.
Che la scrittura ha persino il potere di chiarire le idee più ingarbugliate.
Se vi va, lasciate nei commenti anche solo una riga: qual è un post che vi è rimasto addosso?”
Che cosa vorresti trovare qui nel 2026?




Ciao Elena, sono capitato davvero per caso sul tuo sito, leggendo un post vecchiotto sulla “Forza” e la carta dei tarocchi. Poi ho curiosato sulle tue pagine e letto il presente post; non ho quindi uno storico da appassionato lettore per accreditarmi in qualche modo… l’unico suggerimento che posso darti è di cambiare piattaforma e usare qualcosa come substack, che è gratuita; diradando la frequenza dei tuoi post, perderesti a mio avviso il contatto con la tua base. Da verificare se riesci a mantenere lo storico precedente da qualche parte. Ciao! G
Ciao Gabriele, grazie per questo commento e per aver letto “altro” in questo blog rispetto a quello che stavi cercando. Sì, sto valutando di cambiare piattaforma. La migrazione su Blogger mi farebbe perdere molto, specie in termini di immagine e riconoscibilità, quindi sto valutando alternative economiche al mio provider, esistono, la mia pigrizia mi ha impedito di cercarle prima. Quanto a diradare i post, sto virando verso l’opzione di scrivere alternando posti di riflessioni più compiute con testimonianze più brevi e immediate. E sto anche rimettendo a punto la newsletter del blog che si stava decomponendo in un angolo della blogosfera… :) Se mi dai qualche giorno (ma magari anche solo qualche ora) troverai sul sito il nuovo modulo per iscriverti ;)
Mi dispiace, anche questa volta avevo scritto un lungo commento, ma niente, non risulta. Ci riprovo con un altro dispositivo (forse è quello il problema).
Volevo solo incoraggiarti a non mollare. Il succo era questo. Scusami, l’altro giorno ero più ispirata e ho detto più cose, ma credo che l’importante sia il messaggio conclusivo.
Grazie Marina, messaggio ricevutissimo. Mi spiace per il commento lungo perso, scriversi richiede tempo e quando le cose non funzionano per il verso giusto la frustrazione è soprattutto mia! Prova a cambiare dispositivo, vediamo se migliora la situazione. Grazie per la pazienza!
Sinceramente a me piace commentare in forma pubblica sul blog, se poi voglio mandare un messaggio privato, per motivi vari, posso senza dubbio scrivere una mail. Il blog porta comunque via del tempo, io che scrivo dei post senza pretese (il mio nome “liberamente” ha un motivo) ci metto comunque parecchio tempo, devo mettermi lì a “pensare” a “scrivere” e a correggere. Ho scelto una piattaforma gratuita come blogger perché peraltro era l’unica che conoscevo (avevo già avuto un blog), non mi ero posta la questione di un provider a pagamento (ma non lo avrei scelto, ero alle prime armi con blogger e già mi sembrava molto seguire quello). Sulle alternative che proponi, come un post lungo e due micro post oppure un post cerniera non so bene cosa consigliarti. Io verrò a leggerti comunque quindi dovresti seguire quello che ti consenta di stare meglio con te stessa e con i tuoi tempi. Anch’io ho diradato i post perché ho sempre meno tempo, ma leggo e commento volentieri quelli degli altri
Grazie Giulia! E’ bello sapere che indipendentemente da quanto e come scriverò mi leggerai, è molto rinfrancante, specie in periodi come questo in cui ogni scusa è buona per fermarsi a riflettere se ciò che sto facendo ha un senso. Conosco la piattaforma Blogger solo perché molte di voi sono lì e ricordo agli inizi i problemi di compatibilità tra Blogger e WordPress: non riuscivo a commentar da voi e voi da me. Poi le due piattaforme hanno cominciato a dialogare meglio e ora non vedo alcuna differenza. Faccio un giro lì sopra per capire come si potrebbe organizzare una migrazione. Mi spiacerebbe perdere i contenuti, ormai sono un numero davvero consistente. Sui contenuti dei blog mi sono fatta un’opinione ancora più chiara dopo il confronto che abbiamo avuto qui: non darei molta importanza o attenzione a fare un buon post, ma a scrivere un post autentico. I tupi pensieri in libertà lo sono, con escursioni nel passato cui anche io ogni tanto mi affido e che ho spesso sottovalutato. In realtà è importante anche riconoscersi nella scrittura degli altri, aiuta a sentirsi meno sole specie quando si attraversano momenti di crescita, che è una parola elegante per dire sofferenza. Quando capitano, si dirada, si sintetizza, si accorcia, si abbandona per un po’ come hanno fatto alcune amiche che hanno anche commentato qui. Poi tutto passa. Panta rei. Un abbraccio e grazie per esserci
Facciamo una prova, se il problema è wordpress, non metto il mio blog. Grazie. Sandra
Ti vedo! Sei riuscita a commentare, grandissima! Tiro un sospiro di sollievo e rispondo al tuo commento paziente che ho pubblicato in precedenza. Comincio dal dominio: tornassi indietro non lo acquisterei più, spendere per il blog è stato un vezzo che potevo permettermi, ma ora, non più. Mi pare assurdo, dato che non guadagno nulla e sarà così sempre. Il problema però è capire come spostarmi su una piattaforma gratuita, visto il caos commenti, temo migrando di produrre ulteriori casini. Ma, come dicevo, c’è un anno a disposizione e ci proverò. Per quanto mi riguarda, leggo i blog di solito il sabato o la domenica, raramente la sera. Capita quando vedo qualche post ripubblicato sui social, Facebook o Insta, altri non ne frequento, e qualche volta commento direttamente lì. I social hanno mangiato un po’ della curiosità che ci portava sui blog: sono veloci, colorati, pratici e si possono usare da smartphone. Ah se anche i blog potessero essere gestiti tramite app!
Ho Letto, come sempre, ma stavolta provo a commentare. Solo per un saluto…
Ne sono felice! Grazie per essere passato da qui