In questo periodo, un po’ per svago e un po’ per dovere, sto leggendo molto più del solito, soprattutto saggi e libri di inchieste giornalistiche, come l’ultimo lavoro di Paolo Berizzi di cui ho parlato qui.
Leggi che ti rileggi, mi è tornata una gran voglia di scrivere. Non parlo di scrivere articoli per questo blog, che sebbene viva un momento di stanchezza (perché io sono in una fase di grande stanchezza nella mia vita) prosegue il suo percorso. Ma proprio di scrivere libri.
Un libro in particolare, quello sulla partecipazione e il cambiamento, che dopo un lavoro di due anni che era giunto a un punto, ho richiuso in un cassetto per mesi.
L’effetto di un rifiuto di una grande casa editrice con cui ero arrivata davvero a un passo dalla pubblicazione. Poi, puff, più niente. Il Comitato editoriale ha detto niet, e io sono sprofondata in una delusione condita da amarezza che mi ha convinta ad abbandonare quel testo, quasi come se la colpa fosse di quel tomo cartaceo nascosto sotto una pila di libri sulla mia scrivania.
Quando torna la voglia di scrivere
Non so se questo sentimento di smarrimento e delusione, dopo mesi di lavoro, impegno e una buona dose di aspettative, lo abbiamo provato tutte. Non so nemmeno se la reazione che ho avuto poteva essere differente, dato che ogni volta che passa del tempo di mette distanza tra noi e il nostro lavoro e questo non è sempre un bene.
Ma è ciò che è accaduto e non crediate che non mi sia sentita in colpa per questo.
Essere a un passo dalla conquista della tanto agognata pubblicazione, nella speranza che quella fatica possa finalmente avere un perché, mi ha resa incapace di manifestare entusiasmo, addirittura comprimendolo. Perché guai a tirarsi dietro la sventura; non ha bisogno di nessun aiuto, lei ci vede e ci sente benissimo.
Però una cosa buona in tutta questa faccenda c’è ed è che ho visto leggerezze nel testo che prima non riconoscevo. Ed è da lì che voglio ripartire, grata per quelle debolezze che ora mi offrono l’occasione per lavorarci sopra e migliorarlo ancora e ancora, fino a quando avrà la sua seconda occasione.
Quando torna la voglia di scrivere ti accorgi che puoi fare di meglio, che fermarti è stato un bene, che non è colpa di nessuno, solo che non era ancora pronto.
Così riparto con più entusiasmo di prima, con più idee di prima e, soprattutto, con una forza e consapevolezza maggiore. E un bel paio di forbici in mano ;)
Ho molto da dire, perché non farlo?
Altre cose in vista del Natale
Con la voglia di scrivere ho ricontattato un’amica spesso trascurata: la fiducia in me stessa. Qualche volta mi manca, altre volte deflette, specie quando qualcosa va storto e mi trovo a penare che non me lo merito, davvero.
Quando guardando me o il mio lavoro con distacco vedo che è buono, davvero buono, e così una parte di me torna viva, gioiosamente agguerrita verso la conquista.
Con queste consapevolezze mi avvicino al Natale e con questo nuovo regalo, del tutto inatteso. Potrebbe esserci un rallentamento sul blog, è possibile anche se non scontato. Perlomeno saprete che la ragione sta in un compito che sto svolgendo in primo luogo per me, che poi tanto è qui, con voi, che ne condividerò le fasi.
Un Natale che quest’anno non avevamo proprio voglia di passare da soli e che riusciamo a condividere con amici, in una bella baita in montagna, sperando che almeno quest’anno ci raggiunga la neve.
Natale è un po’ tornare bambini e per me, piccola piemontesina, la neve è stata ed è il segnale inequivocabile che le festività stanno arrivando e che passeranno sotto quel manto di soffice candore che tutto intorno fa tacere e che restituisce quell’intimità con noi stesse e con le persone care che la vita troppo spesso ci toglie.
La mia felicità in questo frangente dipende molto dalla mia capacità di risposo, conto di riuscire a recuperarne un po’.
Non credo di poter domandare di meglio.
E voi care Volpi, quale regalo vorreste farvi per Natale?
Se volete fare un regalo romantico, c’è il mio romanzo disponibile qui





Ciao Elena. Ricomincio da te a leggere e commentare i blog che mi stanno a cuore: ne sono stata lontana per un bel pezzo. E ovviamente trovo novità come quella che ti riguarda. Con una certa fierezza io posso dire che il tuo romanzo Cascara lo possiedo, l’ho letto e riletto; quindi qualsiasi cosa tu ti appresti a scrivere vai sicura che cose importanti da dire ne hai, eccome. La tua prospettiva di un Natale in baita con la neve è veramente fiabesca. Dalle mie parti neve al momento non se ne vede ma pioggia si e tanta, ininterrotta da diversi giorni. Da parte mia non chiedo nient’altro che ricominciare a scrivere e anche a leggere in maniera più costante e, nell’immediato, di rivedere un tiepido sole.
Cara Paola, un onore sapere che ricominci dalle Volpi, bentornata! Spero che la distanza sia dovuta a una scelta e nona una costrizione. In ogni caso, felice che tu possa tornare alle tue letture, significa che c’è spazio nel tuo cuore per accogliere leggerezza. Sono lusingata per le parole lusinghiere che riservi al mio romanzo Càscara, che scopro hai letto più volte e davvero sono emozionata, grazie di cuore, sono parole che fanno bene, in qualunque momento dell’anno. Un regalo di Natale! Siamo abbastanza vicine quindi penso che la tua pioggia sia quella che vedo io da qualche giorno. Spero che dalle mie parti si trasformi in neve ma se dalle tue esplodesse il sole ne sarei davvero felice. Il suo calore e il suo colore vivido riempie il cuore di speranza. Ti auguro davvero ogni cosa bella per queste festività e tanta serenità che permette di scrivere e leggere con dedizione e piacere. Durante l’anno, per una ragione o per l’altra, vengono a mancare. Che Babbo Natale sia generoso con te cara Paola. Auguri
Credo che la scrittura sia un’attitudine, un modo di esprimersi: se è già in te, non può sparire.
Poi, le delusioni, la stanchezza, la mancanza di tempo possono influire, ma si tratta soltanto di momenti.
Coltiva la tua vecchia amica, la fiducia in te stessa, e la sua cugina prima, la signora autostima.
Continuerai a scrivere, non necessariamente un altro romanzo, o un altro manuale, se non è questo il momento. Ma scrivere è un po’ come leggere, o respirare: come si può farne a meno?
Per Natale, il regalo l’ho già ricevuto: abbiamo organizzato tre giorni via, tutti insieme in famiglia, figliola compresa! Per me stare con lei …è il vero Natale di felicità.
Tempo insieme, affetti e serenità: non potrei chiedere di più!
Adoro questo commento Brunilde, lo salvo e lo rileggerò più e più volte. Coltiverò l’amica e la cugina, senza aspettarmi nulla in cambio, proprio come si fa con le persone cui vuoi più bene. Felice che il tuo Natale sia già stato così bello. Ho avuto la fortuna di conoscervi entrambe, vi abbraccio e vi auguro ogni cosa bella che ancora non possedete.
I miei commenti continuano a sparire. Mi spiace ma non riscrivo più.
Tutto ciò è abbastanza strano, Sandra, mi spiace molto. Dal back end vedo i tuoi commenti e le mie risposte, poi vado sul sito e non ci sono più. Approfondisco, capisco il disagio. Ti chiedo scusa, spero di risolvere
Vorrei regalarmi tanto riposo e serenità e un po’ di tempo per me
Carissima @Giulia, se avessi il potere di regalarti ciò che chiedi, lo farei immediatamente, tanto è il bisogno percepito da parte tua, che trapela sempre, nei nostri scambi di commenti qui e da te. Il tempo è diventata la risorsa più preziosa e scarsa per tutte noi. Ma queste festività cadono in giorni della settimana che permettono week end più lunghi. Ne approfitterai?
prova
Scrivo un lungo commento e va in errore, faccio la prova e lo pubblica. Grrrr
Conosco la frustrazione di cui parli, ma non ci racconti di più sullo sfioramento della Big?
Felice che tu ora ne sia fuori e possa goderti il periodo festoso come più ti aggrada.
Ho già riconquistato la voglia di scrivere, dopo numerosi down, spero duri e vorrei solo tranquillità e salute per Natale.
Non è la prima volta che a te capita di avere problemi con i commenti, cancellata la prova :). Che devo dirti di più, Erickson mi ha tenuta in sospeso tre mesi, senza sotterfugi o proposte strambe, io ero molto contenta perché l’avevo proprio confezionato come un manuale apposta per presentarlo a questa casa editrice con cui avrei pubblicato con gioia e che si era mostrata molto interessata. Ma poi l’ultima decisione del comitato editoriale mi ha spiazzata. Pazienza. Ora però ha una voce più mia. E tra poco riproverò con altri editori. Barcollo ma non mollo! Ti auguro la tranquillità e l’ispirazione che meriti per il tuo Natale, Sandra