Nel momento in cui è scoppiato, l’affaire Boccia – Sangiuliano somigliava al solito calesse scambiato per amore: durato lo spazio di un’estate, poi deflagrato in un conflitto tra personalità apparentemente asimmetriche in termini di potere.
Sappiamo che non è così. Non è gossip, è potere. Un potere asimmetrico, se lo confrontiamo con quello di qualunque suo collaboratore, compresa la Dottoressa Boccia (uso il titolo perché ristabilisce un minimo di equilibrio d questo punto di vista).
L’aspirante consulente appare imbufalita più che per la rottura della “relazione” per aver perso l’occasione su cui stava lavorando da tempo, una consulenza al Ministero della Cultura.
Come abbiamo appreso dalla lunga e controversa intervista di Aprile e Telese su La7, sembra sia stata costretta ad ascoltare in diretta telefonica (ma senza che l’interlocutrice al telefono, “l’altra donna”, lo sapesse) la richiesta, poi accettata dal Ministro, di stracciare il suo contratto di consulenza già firmato.
Come sappiamo, ogni contratto di consulenza, peraltro già firmato, è improbabile che si possa rescindere semplicemente strappandolo. Staremo a vedere.
Tra gossip e potere
Il ministro, anzi, l’ex Ministro, aveva molto a cuore i consulenti, anzi, le consulenti: ne ha nominati ben 18 qualche minuto prima di consegnare la lettera di dimissioni.
Visto, malelingue? Lui era ben consapevole di aver tanto bisogno di aiuto sul tema cultura. Solo che Geppi Cucciari lo ha reso pubblico, allo Strega, e come dimenticarcelo?
Ma a dimostrazione che non si tratta (solo) di gossip ma anche di potere, rispondete a questa domanda: può un Ministro della Repubblica permettersi di usare la propria posizione per agire al di fuori non solo delle regole ma anche delle consuetudini istituzionali?
Non dovrebbe mantenere un profilo adeguato a rappresentare tutte e tutti noi e condurre un’azione di Governo coerente, seria e inattaccabile?
Certo che sì, infatti, tardivamente, si è dimesso. Ma per la ragione peggiore: non per manifesta incapacità di gestione del potere che gli abbiamo affidato, ma a causa di un gossip che nasconde ben altro.
Ipocrisie
Nei primi giorni d una vicenda di cui si conosce quasi tutto di ciò che al momento chi dirige i giochi ha voluto far sapere, siamo stati dirottati sulla rottura amorosa, cui di recente ci hanno abituato le alte cariche dello Stato.
Con una buona dose di ipocrisia, ciò che si declina nelle tesi e nei comizi politici viene smentito continuamente dai comportamenti individuali, di cui, in seguito, ci si fa addirittura vanto.
Con tutta evidenza, Dio, patria e famiglia d’estate vanno in vacanza e così si consumano, o meglio, si formalizzano, le rotture di relazione probabilmente consunte da tempo.
E’ successo alla Premier, a sua sorella e di conseguenza al Ministro dell’Agricoltura, anticipati dalle estati altrettanto brillanti del Ministro dei Trasporti di qualche anno fa. Ricordate il Papetee?
Che il modello Berlusconi abbia un po’ preso la mano? Non bastava il riferimento alla sua ars politica di dubbia efficacia, o alla sua attitudine al comando; si è andati oltre, ai suoi noti comportamenti, al gineceo di cui si circondava. inutile aggiungere altro.
La redenzione del maschio
Se è gossip allora corre l’obbligo di redimere la figura dell’uomo, descritto come competenze, almeno fin che è possibile. Poi si può scaricare anche lui, non prima di averlo incensato però, una pratica politica di dubbia serietà ma di assoluta consuetudine.
E’ il “sistema politico mediatico” – sono parole dell’ex Ministro – colpevole di diffondere l’odio nei suoi confronti. All’uomo non resta che l’epilogo peggiore, le scuse a chi ha subito passivamente le sue intemperanze. Due donne, ancora una volta: la moglie e la premier.
Per uscirne redento occorrono due cose: un giornalettismo amico e un buon avvocato che scovi qualcosa che non peggiori la sua situazione. Quanto al primo, non è difficile trovarlo, anche se l’imbarazzo ormai regna sovrano anche da quelle parti. Sul resto vedremo. Possiamo dare per certo che si trovi in buone mani.
Lo scontro tra modelli femminili
A mio avviso l’aspetto più deteriore della faccenda, oltre all’uso privato di un mezzo di comunicazione pubblico (vedasi intervista in prima serata su RAI 1 di un ex dipendente destinato a tornare tale) è lo stato di degrado delle istituzioni e il rischio oggettivo di drenaggio di informazioni riservate e risorse pubbliche attraverso relazioni poco trasparenti, che vanno oltre la storia tra i due e coinvolgono un intero entourage.
Tuttavia, ciò che mi ha colpito di più riguarda lo scontro di potere tutto al femminile sul campo minato della comunicazione che si è giocato tra Meloni e Boccia. Un campo che sembrava, fino ad ora, esclusivo appannaggio della premier, ora brillantemente insidiato dalla ex o aspirante consulente, ormai sua avversaria a tutti gli effetti.
Quanto a dialettica, storytelling, creazione di immagini potenti, self control e postura, non c’è gara tra le due.
A proposito di modelli femminili… Dai un’occhiata agli ultimi video sul mio canale che trattano proprio il tema dell’autonomia femminile…
Se l’arma sono le metafore
Che ne pensate della metafora del pugile suonato, mirabilmente parafrasata, con la quale l’aspirante consulente ha risposto all’ultimo tentativo di difesa della premier che ha tentato di screditarla come donna, in mezzo alla conferenza stampa di Cernobbio?
Potente.
Colpita e affondata sul suo terreno, i social. Lei, la prima Presidente del Consiglio che non si concede quasi mai alle domande dei giornalisti e che trasmette le sue ricette e i suoi rimbrotti via Facebook, battuta dalla lucida professionalità di un’aspirante consulente che non si tira indietro e che ha scaltramente, e vedremo se legittimamente, scandagliato e annotato ogni attimo o quasi della vita di un Ministro della Repubblica.
L’impressione è che la struttura di potere navighi senza una bussola con la tempesta che avanza. Se penso alle questioni economiche che dobbiamo affrontare, c’è da mettersi le mani nei capelli.
Certamente i fatti andavano verificati. Non fa bene a nessuno sapere che è possibile ingannare con false scuse o sconfessare un’Istituzione della Repubblica, in diretta tv o tramite Instagram.
In quel campo di chiari e scuri che è la politica, in mezzo a tanto fumo ognuno può vedere cosa vuole, solo gli organismi deputati potranno indagare più a fondo su quanto accaduto e sulle implicazioni che comporta.
Intanto la faccia è salva, e la nomina fulminea di un altro Ministro è apparecchiata, in tempo per tappare i buchi a pochi giorni dal G7 della Cultura.
La parola che serve adesso è responsabilità
Si sono spese molte parole ma ce n’è una che urge assegnare a entrambi, come un compito indifferibile, come una necessità: responsabilità.
Dovrebbero assumersela perché questo non è il back stage di Beautiful, com’è stato ironicamente definito, ma la vita di un paese che ha molti altri problemi di cui occuparsi e per farlo servirebbe una classe politica adeguata, che invece non esiste e non si può inventare così, su due piedi. Dovrebbero umilmente rendersene conto.
Vale la pena di sottolineare il buon gusto della signora moglie, che non mi risulta abbia commentato. E forse è l’unica persona che in questa storia è riuscita a portare a casa la faccia. Chapeau
la dichiarazione che merita la nostra palma di ghiaccio?
Mi sono dimesso perché preferisco mia moglie al Ministero
Sipario.
Conclusioni
Mi frulla in testa da un po’ la seguente domanda: che cosa sarebbe successo a parte invertite? Cioè se invece di un Ministro si fosse trattato di una Ministra? Quali sarebbero state le parole usate per epitetarla?
A voi l’ardua sentenza.
A me non resta che ribadire che non è sgomitando, scimmiottando i comportamenti maschili, specie in politica, né “pescando a strascico” (la definizione è di Massimo Magliaro) uno straccio di consulenza governativa che si esercita la leadership femminile. (Tema di cui ho già parlato qui).
La battaglia culturale per affermare la piena autodeterminazione delle donne, specie con questa destra, non passa certo di qui.
Occorrerà dunque attendere che altre donne vincano le battaglie che stanno conducendo per dimostrare che un altro potere è possibile, come ha provato a raccontare Giorgia Serughetti nel suo saggio Potere di altro genere. Donne, femminismi, politica che ho appena terminato di leggere e che consiglio.
A tutte e tutti noi il compito di liberare la strada e mantenerla sgombra da pregiudizi, stereotipi e intenzionalità da cui rendere le distanze.
Voi come la pensate?
Si tratta più di gossip o di politica? Dite la vostra come sempre nei commenti qui sotto!




Io me lo vedo questo qui, a cospargersi di cenere il capino calvo e chiedere in ginocchio perdono a sua moglie. Che figura, che pessima oscena figura. È stato il gran finale dopo tutte le str… che ha pronunciato in questi mesi, dalla sparata allo Strega fino a Colombo che consulta le carte di Galileo e molto altro. Stanno toccando veramente il fondo in ogni modo, loro che pretendono di insegnarci la vita, i custodi della tradizione, i protettori della famiglia. Divorziati, cornificatori, nepotisti, bugiardi, vili, ce n’è per tutti i gusti. In queste ore gli opinionisti creatori di contenuti si confrontano sul ridicolo video di Salvini che crede di essere in una puntata di CSI e orgoglioso condivide le parole di difesa dei maggiori fascisti d’Europa, come se potesse essere un vanto.
Mala tempora currunt.
Mala tempora currunt. La cosa non è finita ma è stata curiosamente insabbiata non appena si è capito che il “capino calvo” (mitica) non era che una copertura per i misfatti di Lollo e mogliettina, nonché sorella di cotanta. Insomma, altro che famiglia tradizionale, altro che etica. Non ce n’è uno che si salva
Personalmente il fenomeno inqueta e deprime. Un quarto d’ora di speciale sul Tg! con lacrime e scuse riporta ai livelli già estremi di Ruby nipote di Mubarak. Non si finisce mai di stupire purtroppo.. ieri Toti che rivendicava l’esattezza dei suoi comportamenti, Emiliaano che non sapeva che gli arredi della Regione li curassero i fratelli.. ognuno, ogni giorno, cade dal pero senza battere ciglio.
E io, ingenuo, che ascora aspetto che la Meloni tolga le accise, come promesso in mondovisione.
Viene voglia di Canada, di Norvegia, ma anche solo di Grecia.. :(
O di Spagna! Sai che ci penso continuamente? Il punto è che la caratteristica principale di un esponente politico-amministrativo dovrebbe essere il profilo etico, sia quando entri in politica che quando eserciti un ruolo di potere a nome e per conto di tutti. Invece abbiamo indagati, condannati, fraudolenti, misogini, puttanieri e chi più ne ha più ne metta. Non sono nemmeno per dire che sono fatti loro. No, il personale è politico. Dovrebbe esserci una sorta di pedigree del candidato obbligatorio. Affidarsi ai partiti, come abbiamo visto, è inutile e dannoso. Altro che accise caro @Franco (di cui però se non sbaglio dovresti chiedere conto a Salvini… :) )
Questa vicenda mi è sembrata davvero triste (e squallida) uso un termine già usato negli altri commenti sopra, ma non saprei definirla in altro modo. Il ministro della cultura del tutto ignorante già mi deprimeva di suo, ma deprime anche il modo in cui questa donna intendeva affermarsi. Concordo con Brunella, è sempre politica.
La parola squallido vince il concorso di più citata nei commenti! Scherzi a parte, avete ragione @Giulia e @Brunella, è politica, è responsabilità collettiva e individuale. La Costituzione prevede che si compiano i doveri dello Stato con disciplina e onore, vien da ridere solo a scriverle. Se penso che non è l’unico caso. Certo, rileggendo @Gian, la responsabilità è nostra che abbiamo permesso questa decadenza. Non personale nostra, io non li ho mai votati com’è noto, ma nostra collettivamente perché non stiamo mettendo in campo gli anticorpi. Nei costumi e nella pratica
Che dire? Tutto squallido. Da una parte una donna che prima ha irretito Lollobrigida (2023) e poi quel nanetto di Sangiuliano. Il tutto per avere uno straccio di consulenza e quindi di potere. Sull’altro versante un personaggio, Sangiuliano, che era squallido quando dirigeva il TG2, e che è peggiorato da quando è stato nominato Ministro della Cultura che l’impegno di ripristinare il triste bagaglio culturale vissuto nel ventennio.
Credo che a questa commedia non è stata scritta la parola fine, visto che invece di chiuderla si continua a battagliare a suon di comunicati, interviste e altro che fa pensare che dietro ci sia del marcio puzzolente molto maggiore di quello scoperchiato finora.
Abbiamo il governo che ci meritiamo visto che da trent’anni li votiamo. Sia chiaro che nemmeno chi sta all’opposizione, e ieri era al governo abbia fatto una figura migliore.
E’ così, triste ma vero, le responsabilità di questo declino sono ampie. Stasera Boccia bissa dalla Berlinguer su Rete4, cosa dirà lo sentiremo. Non è finita per niente
Una vicenda squallida, che a mio avviso merita poca attenzione. Troppo si è detto, troppi salotti apparecchiati, troppe persone chiamate a dare un giudizio sui fatti. Io, da cittadina che non ama più il suo Paese (e lo dico senza vergogna), provo imbarazzo per la miserabile figura di questo ex ministro e provo una stima strisciante per una donna (a quanto pare con delle competenze e capacità) che era convinta di avere trovato il galletto dalle uova d’oro. Alla faccia delle donne che si fanno largo senza “offrirsi” al potente di turno da cui ottenere qualcosa! Dai, è tutto uno squallore infinito!
Lo è. Ma non sono d’accordo con chi vorrebbe passarci sopra. La vicenda va indagata a fondo, non è l’unica. C’è un tema di sicurezza delle informazioni governative che fa paura, lo dico sul serio. Concordo che sia uno squallore infinito