Di recente ho fruito di tre giorni di formazione in ambito professionale su un tema sfidante per la mia organizzazione. Un tema che non avevamo mai affrontato e che in futuro sarà centrale.
Non era programmato e l’invito a partecipare è stata un’autentica sorpresa. Ma tutto, si sa, accade con uno scopo, anche se noi non lo conosciamo.
Erano molti, troppi anni che non venivo chiamata a una formazione specifica sui contenuti del mio lavoro. Non fraintendetemi, partecipo a una miriade di seminari, riunioni, non ho mai smesso di studiare, anche se non colleziono titoli di studio (mi basta la Laurea che presi a tempo debito) e sono attenta ai cambiamenti.
Ma un corso tutto per me, no. Un regalo, dunque, che ha mostrato anche un lato parecchio faticoso. Non sono più una ragazzina!
Di tutte le giornate, molto utili e interessanti, vorrei soffermarmi in particolare su quella mattina che ha ispirato l’idea di questo post e che ha modificato in parte ciò che avevo scritto sulla formazione nel post Perché la formazione è importante (mica solo nella vela) , che infatti ho poi modificato.
Uscire dalla comfort zone con la formazione e i Ching
quella mattina il Professor Di Nubila teneva la sua lezione sulla formazione e sul significato della partecipazione.
Invece di spiegarvi a parole, vi posto la foto dei miei appunti, mi pare più significativo:
Le parole chiave di quella sessione erano e sono fondamentali:
- La formazione è un percorso di trasformazione, in cui si entra in un gioco più grande di noi che ci rinnova, ci cambia, nel profondo
- Assoluto umano, la cifra distintiva di ogni percorso di crescita, la centralità dell’essere umano nei processi
- I cambiamenti personali determinano i cambiamenti organizzativi, l’aspetto forse più sfidante, visto che siamo abituati a indicare agli altri come devono cambiare piuttosto che partire da noi stessi.
- Tocca le corde intime che erano tese e le scioglie, cioè compie un miracolo. Scioglie i nodi e le questioni irrisolte perché la formazione, un percorso di crescita li individua e ci offre gli strumenti per affrontarli e slegarli.
Queste parole guida che trovate anche in quella foto di appunti, hanno risuonato dentro di me talmente forte che mi sono commossa. Pubblicamente.
Quel corso è stata l’occasione per riflettere sulle mie competenze e fare un bilancio di ciò che conosco e di ciò su cui devo ancora investire.
Sembra banale, ma era davvero tanto tempo che non riflettevo sistematicamente su questo aspetto.
Siamo disabituati ad apprendere da noi stessi
Quando si fa una determinata professione per molto tempo tutta una serie di cose cominciamo ad essere scontate: cosa sappiamo fare, cosa dobbiamo fare, cosa riusciamo a fare.
Riassumo questo pensiero con un termine, una comfort zone professionale in cui sappiamo chi siamo, siamo riconosciuti e dunque ci sentiamo protetti, accettati.
Ma cosa succede quando questa condizione, che sono certa non riguardi solo il mio ambito professionale, cede il posto a un momento di riflessione e di rimessa in discussione?
Succede forse quello che è successo a me.
Ci si commuove o, se preferite, ci si prende per mano e si ascolta quella parte di cuore che la comfort zone aveva sopito.
Quando decidiamo di aprire una finestra sulla parte intima che risiede protetta dentro di noi, individuiamo uno spazio che affaccia sul nostro mondo interiore e che ci permette di riflettere su come reagiamo, in particolare ai momenti difficili.
Vi siete mai soffermati a pensare come reagite quando siete in un momento difficile, di quelli in cui siete smarriti e non sapete che pesci pigliare?
Io prendo fiato, razionalizzo ed esamino la questione come se fossi una chirurga, e consulto i Ching.
Il conforto degli oracoli e dei Ching, il Libro dei Mutamenti
Sebbene abbia un’autentica passione antropologica per le scienze divinatorie, non sono arrivata al Libro dei Mutamenti che da qualche anno.
Culturalmente complesso e molto distante dalla mia quotidianità, ha richiesto molte successive letture per comprendere la cosmogonia di questo testo.
Avvicinarsi ai Ching con apertura e fiducia riserva sorprese strabilianti.
Ciò che mi colpisce di più di questo testo, molto antico, forse uno dei libri di sapienza più antichi del mondo, non è tanto il carattere divinatorio che ad esso si attribuisce, quanto la sempre precisa indicazione che l’esagramma che consegue al tiro, per sei volte, delle tre monete, offre sul momento che si sta attraversando.
Le immagini che l’interpretazione offre sono talmente precise da apparire strabilianti.
Come quando dovetti decidere il titolo del mio primo romanzo e uscì il Creativo, il numero uno, che nella descrizione parla di un cielo di nuvole che torna sereno, indicandomi con precisione il “consenso” al titolo che avevo in mente. Così passano le nuvole (che mi ha portato fortuna).
Di certo non sono l’unica a credere negli oracoli in merito alla scrittura. Giulio Mozzi ci ha scritto un manuale di cui ho parlato qui: Scrittore esordiente? Chiedi aiuto all’Oracolo.
Conviene darci un’occhiata.
L’esagramma 22, la Grazia, ovvero io alla fine di un ciclo
Quando sono andata a cercare il significato di questo esagramma, mi sono trovata di fronte a un muro. Il testo era per me incomprensibile.
Cosa c’entra la bellezza mentre io sto cercando di capire cosa devo fare ora della mia vita professionale?
Cosa c’entra con il mio lavoro, con me, con i miei dubbi, proprio ora?
Leggo e non comprendo. Quante volte capita. La chiave per comprendere il mistero di noi stessi non è mica sempre disponibile. A volte è nascosta e bisogna cercarla bene.
Così nei giorni a seguire ho continuato a cercare quella chiave, fino a quando non l’ho trovata in un sito che approfondisce da tempo la lettura dei Ching.
Eccola l’interpretazione dell’ Esagramma 22 che mi ha fatto pensare.
Vi riporto solo alcune frasi, che sono state per me illuminanti ( e che in credibilmente non sono più disponibili nello stesso formato su quel sito fortuna che l’avevo scaricato!):
Non è il momento di agire per grandi cambiamenti, non se ne ha forza.
Un ciclo è finito, bisogna ora mettere ordine
Si va senza bisogno di nessuno. Il passato esaurisce la sua influenza, si è ora su una nuova strada: sii più semplice, da’ tregua alla mente. Staccati un po’ dal ‘grande affare’ e opera con tocco lieve tra le cose. Splendido chiarore si mostra a chi nulla cerca e nulla pretende di dare. Molla la presa.
Quello che mostriamo agli altri è tranquilla leggerezza, preservando l’intimità di ciò che accade dietro le scene.
Trovo questi insegnamenti straordinari. Queste poche frasi suggeriscono cosa mi è capitato dentro, ovvero una rivoluzione, la luce che squarcia il buio della mente, la strada che mi calza a pennello. La mia strada ora.
Nel mio correre quotidiano di giornate sempre più intense, non è difficile smarrire la serenità, a volte la via. Non il senso. Si dimentica il soggetto, il chi compie l’azione e non il perché o verso dove si sta andando.
E io, dopo tanto tempo, potevo fermarmi e chiedermi chi ero e quali talenti avevo sviluppato. E non poteva essere il momento migliore.
La mia profonda gratitudine va oltre il mio percorso professionale. Tocca il cuore.
E voi, care Volpi, da quanto tempo non frequentate un corso di formazione? Avete mai usato i Ching per divinare?




Ho scoperto questo blog proprio cercando interpretazioni dell’esagramma 22 e mi è stato utile.
Mi fa molto piacere. Grazie per questo feedback
Forse ne avevo sentito parlare ma non ho mai approfondito l’argomento.
Nei momenti “critici” normalmente mi butto a capofitto senza nè pensare nè fermarmi. Lo faccio dopo quando sono stremata e magari mi rendo conto che potevo anhe agire diversamente.
C’è un detto Patricia che dice più o meno così : prima di prendere una decisione importante, dormici sopra. Credo che questi libri antichi di sapienza servano proprio a questo. A rallentare la corsa e fermarsi a riflettere. Anche in questo periodo per me molto faticoso, l’insegnamento del passato è utile. E i Ching hanno detto esattamente questo : fermati. C’è chi riesce da solo a comprendere quando c’è bisogno di fermare il treno. A volte ci riesco. Quando non succede mi aiuto con quel che ho a disposizione . Ti ci vedo a capofitto nelle cose in cui credi
Se ho dubbi su qualcosa non interrogo nulla, mi arrovello fino a quando stremata tiro fuori una soluzione, non è detto che sia quella giusta.
Cara volpe, mi hai convinto e incuriosito, andrò a cercare il libro che non ho mai letto, anche se di I Ching avevo sentito parlare.
La cosmogonia cinese e il pensiero filosofico mi sono un po’ familiari, in quanto studio e pratico Thai Chi, ho appena sostenuto l’ esame del quinto anno ( adesso sono imbranata come prima ma ho la fascia rossa di secondo livello, roba seria! ).
E’ davvero un mondo diverso , profondo e affascinante, un’altra chiave interpretativa della vita e dell’universo.
Il Tai Chi viene definito ” meditazione in movimento”, ho inziato perchè volevo lavorare anche sul corpo, ed è stato un bellissimo percorso.
L’obbiettivo è sempre e comunque aprire la mente, porsi in ascolto, capire se stessi per vivere in equilibrio e con pienezza.
Certamente la tua pratica di Tai Chi è un buon viatico. Recentemente vedo molti cinesi che praticano nei parchi, molto affascinante, si tratta della stessa cosa? I Ching sono davvero un libro misterioso. Il titolo è tutto un programma : libro dei mutamenti. Ogni cosa è in divenire, noi stessi siamo in divenire. Eppure tendiamo a percepirci come soggetti immutabili. Difficile lasciarsi andare, specie ai cambiamenti… Se leggerai sarà interessante sapere che ne pensi. Cambiando discorso, hai ricevuto la mia risposta per mail?
Molto bello quello che è venuto fuori rispetto alla situazione che volevi chiarire. Da parte mia invece Tarocchi for ever, se ho qualche dubbio, mentre con i Ching ho sempre avuto un pessimo rapporto. In sostanza mi sembra sempre che parlino ostrogoto! Penso che ognuno abbia il suo personale metodo per fare chiarezza dentro di sé o per cercare indicazioni superiori. L’importante alla fin fine è la ricettività, no?
Beh hai semplificato molto bene il senso della complessità de i Ching! :D. Un tempo, molti anni fa, mi appassionai di cultura esoterica e simbolismo e mi avvicinai ai tarocchi. Lessi molto, specie di Jodorowsky, e cominciai un percorso. Quando una mia cara amica si offese per un responso molto doloroso che si rivelò negli occhi anni veritiero, mi fermai. Me ne accorgo solo ora…
Posso capirlo. Certi responsi fanno male, anche se l’ambasciatore non dovrebbe portare pena, in questo caso i tarocchi. Io evito di farli per le questioni troppo delicate, salute, per esempio. E quando me lo chiedono mi rifiuto, perché dare certe notizie è terribile. D’altra parte fare una lettura da soli è difficilissimo, perché non sai mai se l’interpretazione è viziata. Ma del resto questo avviene anche per altri mezzi di divinazione.
Col senno di poi anch’io avrei dovuto rifiutare. Specie se hai di fronte persone sensibil che si fanno condizionare troppo. Io l’ho sempre preso come un gioco. Serio ma da prendere con leggerezza…