Della formazione e de i Ching

Care Volpi,

recentemente ho fruito di tre giorni di formazione in ambito professionale su un tema sfidante per la mia organizzazione.

Un tema che non avevamo mai affrontato e che in futuro sarà centrale.

Non entro nel merito dei contenuti, vorrei piuttosto fare con voi una riflessione su un aspetto che quel breve corso residenziale di tre giorni ha prepotentemente posto alla mia attenzione.

Quel corso è stata l’occasione per riflettere sulle mie competenze e fare un bilancio di ciò che conosco e di ciò su cui devo ancora investire.

Sembra banale, ma era davvero tanto tempo che non riflettevo sistematicamente su questo aspetto.

Quando si fa una determinata professione per molto tempo tutta una serie di cose cominciamo ad essere scontate: cosa sappiamo fare, cosa dobbiamo fare, cosa riusciamo a fare.

Riassumo questo pensiero con un termine, una comfort zone professionale in cui sappiamo chi siamo, siamo riconosciuti e dunque ci sentiamo protetti, accettati.

Ma cosa succede quando questa condizione, che sono certa non riguardi solo il mio ambito professionale, cede il posto a un momento di riflessione e di rimessa in discussione?

Succede forse quello che è successo a me.

Ci si commuove o, se preferite, ci si prende per mano e si ascolta quella parte di cuore che la comfort zone aveva sopito.

La parte intima di me, ovvero il mio personale modo di dirimere le questioni che riguardano la mia esistenza

Ho deciso di aprire una finestra sull’intimo me, cosa che faccio di rado, come sapete bene. Durante il divertentissimo gioco E voi, come mi immaginate?, che abbiamo fatto poco tempo fa insieme, avevate individuato questa parte di me che tende a riservare nel privato molta parte delle mie emozioni.

Avevate ragione, e ve l’ho anche riconosciuto!

Ma c’è qualcosa che non vi ho ancora svelato. Ne trovate traccia nella pagina About me, anche se non ho mai affrontato l’argomento sul blog.

Quando siete in un momento difficile, di quelli in cui siete smarriti e non sapete che pesci pigliare, voi come reagite?

Io prendo fiato, razionalizzo ed esamino la questione come se fossi una chirurga, e consulto i Ching.

Io e i Ching, meglio noto come Libro dei Mutamenti

Sebbene abbia un’autentica passione antropologica per le scienze divinatorie, non sono arrivata al Libro dei Mutamenti che da qualche anno.

Culturalmente complesso e molto distante dalla mia quotidianeità, ha richiesto  molte letture per comprendere la cosmogonia di questo testo.

Per poi scoprire che, in realtà, avvicinarsi ai Ching con apertura e fiducia riserva sorprese strabilianti.

Ciò che mi colpisce di più di questo testo, molto antico, forse uno dei libri di sapienza più antichi del mondo, non è tanto il carattere divinatorio che ad esso si attribuisce, quanto la sempre precisa indicazione che l’esagramma che consegue al tiro, per sei volte, delle tre monete, offre sul momento che si sta attraversando.

Le immagini che l’interpretazione offre sono talmente precise da apparire strabilianti.

Come quando dovetti decidere il titolo del mio primo romanzo e uscì il Creativo, il numero uno, che nella descrizione parla di un cielo di nuvole che torna sereno, indicandomi con precisione il “consenso” al titolo che avevo in mente. Così passano le nuvole (che mi ha portato davvero fortuna).

L’esagramma 22, la Grazia, ovvero io alla fine di un ciclo

Quando sono andata a cercare il significato di questo esagramma, mi sono trovata di fronte a un muro. Il testo era per me incomprensibile.

Cosa c’entra la bellezza mentre io sto cercando di capire cosa devo fare ora della mia vita professionale?

Cosa c’entra con il mio lavoro, con me, con i miei dubbi, proprio ora?

Leggo e non comprendo. Quante volte capita. La chiave per comprendere il mistero di noi stessi non è mica sempre disponibile. A volte è nascosta e bisogna cercarla bene.

Così nei giorni a seguire ho continuato a  cercare quella chiave, fino a quando non l’ho trovata in un sito che approfondisce da tempo la lettura dei Ching.

Eccola l’interpretazione dell’ Esagramma 22  che mi ha fatto pensare.

Vi riporto solo alcune frasi, che sono state per me illuminanti ( e che in credibilmente non sono più disponibili nello stesso formato su quel sito fortuna che l’avevo scaricato!):

Non è il momento di agire per grandi cambiamenti, non se ne ha forza.

Un ciclo è finito, bisogna ora mettere ordine

Si va senza bisogno di nessuno. Il passato esaurisce la sua influenza, si è ora su una nuova strada: sii più semplice, da’ tregua alla mente. Staccati un po’ dal ‘grande affare’ e opera con tocco lieve tra le cose. Splendido chiarore si mostra a chi nulla cerca e nulla pretende di dare. Molla la presa.

Quello che mostriamo agli altri è tranquilla leggerezza, preservando l’intimità di ciò che accade dietro le scene.

Bastano queste poche frasi per suggerirvi cosa mi è capitato dentro.

Una rivoluzione, una luce che squarcia il buio della mente, una strada che mi calzava a pennello. La mia strada ora.

Cosa c’entra il corso in tutto questo?

Tutto accade con uno scopo, anche se noi non lo conosciamo.

Così il corso giunge in questo modo a me e si mostra come autentica rivelazione.

Erano davvero molti anni che non venivo chiamata a una formazione specifica sui contenuti del mio lavoro. Non fraintendetemi, partecipo a una miriade di seminari, riunioni, non ho mai smesso di studiare, anche se non colleziono titoli di studio (mi basta quello che presi, a tempo debito) e sono attenta ai cambiamenti.

Ma un corso tutto per me, no. Un regalo, dunque, che ha mostrato anche un lato parecchio faticoso. Non sono più una ragazzina!

Di tutte le giornate, molto utili e interessanti, mi soffermo in particolare su quella mattina che ha ispirato l’idea di questo post e che ha modificato in parte ciò che avevo scritto sulla formazione nel post  Perché la formazione è importante (mica solo nella vela) , che infatti ho modificato.

L’incontro con un mentore

Il Professor Di Nubila teneva la sua lezione sulla formazione e sul significato della partecipazione.

Invece di spiegarvi a parole, vi posto la foto dei miei appunti, mi pare più significativo:

Della formazione e dei Ching

Le parole chiavi:

La formazione è un percorso di trasformazione

Assoluto umano

I cambiamenti personali determinano i cambiamenti organizzativi

Tocca le corde intime che erano tese e le scioglie

Parole guida che hanno risuonato dentro di me talmente forte che mi sono commossa.

Nel mio correre quotidiano di giornate sempre più intense, non è difficile smarrire la serenità, a volte la via. Non il senso.

Si dimentica il soggetto, il chi compie l’azione e non il perché o verso dove si sta andando.

E io, dopo tanto tempo, potevo fermarmi e chiedermi chi ero e quali talenti avevo sviluppato. E non poteva essere il momento migliore

Così ho visto. E ho saputo che posso fare perché sono

La mia profonda gratitudine va oltre il mio percorso professionale. Tocca il cuore.

Non è poco.

E voi care Volpi, avete mai usato i Ching per divinare?

 

Commenti

  1. Forse ne avevo sentito parlare ma non ho mai approfondito l’argomento.
    Nei momenti “critici” normalmente mi butto a capofitto senza nè pensare nè fermarmi. Lo faccio dopo quando sono stremata e magari mi rendo conto che potevo anhe agire diversamente.

    1. C’è un detto Patricia che dice più o meno così : prima di prendere una decisione importante, dormici sopra. Credo che questi libri antichi di sapienza servano proprio a questo. A rallentare la corsa e fermarsi a riflettere. Anche in questo periodo per me molto faticoso, l’insegnamento del passato è utile. E i Ching hanno detto esattamente questo : fermati. C’è chi riesce da solo a comprendere quando c’è bisogno di fermare il treno. A volte ci riesco. Quando non succede mi aiuto con quel che ho a disposizione . Ti ci vedo a capofitto nelle cose in cui credi

  2. Se ho dubbi su qualcosa non interrogo nulla, mi arrovello fino a quando stremata tiro fuori una soluzione, non è detto che sia quella giusta.

  3. Cara volpe, mi hai convinto e incuriosito, andrò a cercare il libro che non ho mai letto, anche se di I Ching avevo sentito parlare.
    La cosmogonia cinese e il pensiero filosofico mi sono un po’ familiari, in quanto studio e pratico Thai Chi, ho appena sostenuto l’ esame del quinto anno ( adesso sono imbranata come prima ma ho la fascia rossa di secondo livello, roba seria! ).
    E’ davvero un mondo diverso , profondo e affascinante, un’altra chiave interpretativa della vita e dell’universo.
    Il Tai Chi viene definito ” meditazione in movimento”, ho inziato perchè volevo lavorare anche sul corpo, ed è stato un bellissimo percorso.
    L’obbiettivo è sempre e comunque aprire la mente, porsi in ascolto, capire se stessi per vivere in equilibrio e con pienezza.

    1. Certamente la tua pratica di Tai Chi è un buon viatico. Recentemente vedo molti cinesi che praticano nei parchi, molto affascinante, si tratta della stessa cosa? I Ching sono davvero un libro misterioso. Il titolo è tutto un programma : libro dei mutamenti. Ogni cosa è in divenire, noi stessi siamo in divenire. Eppure tendiamo a percepirci come soggetti immutabili. Difficile lasciarsi andare, specie ai cambiamenti… Se leggerai sarà interessante sapere che ne pensi. Cambiando discorso, hai ricevuto la mia risposta per mail?

  4. Molto bello quello che è venuto fuori rispetto alla situazione che volevi chiarire. Da parte mia invece Tarocchi for ever, se ho qualche dubbio, mentre con i Ching ho sempre avuto un pessimo rapporto. In sostanza mi sembra sempre che parlino ostrogoto! Penso che ognuno abbia il suo personale metodo per fare chiarezza dentro di sé o per cercare indicazioni superiori. L’importante alla fin fine è la ricettività, no?

    1. Beh hai semplificato molto bene il senso della complessità de i Ching! :D. Un tempo, molti anni fa, mi appassionai di cultura esoterica e simbolismo e mi avvicinai ai tarocchi. Lessi molto, specie di Jodorowsky, e cominciai un percorso. Quando una mia cara amica si offese per un responso molto doloroso che si rivelò negli occhi anni veritiero, mi fermai. Me ne accorgo solo ora…

      1. Posso capirlo. Certi responsi fanno male, anche se l’ambasciatore non dovrebbe portare pena, in questo caso i tarocchi. Io evito di farli per le questioni troppo delicate, salute, per esempio. E quando me lo chiedono mi rifiuto, perché dare certe notizie è terribile. D’altra parte fare una lettura da soli è difficilissimo, perché non sai mai se l’interpretazione è viziata. Ma del resto questo avviene anche per altri mezzi di divinazione.

        1. Col senno di poi anch’io avrei dovuto rifiutare. Specie se hai di fronte persone sensibil che si fanno condizionare troppo. Io l’ho sempre preso come un gioco. Serio ma da prendere con leggerezza…

  5. Ciao Elena, ricordo che avevi parlato dei Ching anche a proposito del titolo del blog, che trovo azzeccatissimo. Io non ho mai fatto uso di testi divinatori. Amo molto i Libri sapienziali della Bibbia, il libro di Qoelet o Ecclesiaste che trovo di una poesia ineguagliabile. Molto interessante il corso tenuto dal professor Di Nubila, in particolare mi ha colpito la definizione di formazione come trasformazione, davvero illuminante;)

    1. Ciao Rosalia, si la lezione è stata illuminante, mi è tornata la voglia di studiare con un docente, a proposito di guru… Sui Ching ti ricordi benissimo, è proprio così. Non ne sono dipendente ma quando mi manca chiarezza cerco di capire meglio. Mi aiutano. Così come qualunque altro libro sapienzale. Ogni giorno cultura si affida a segni differenti per comprendere la sua condizione. La bibbia è stracolma di questi simboli… Una lettura molto interessante…

  6. Conosco I Ching da… Il manuale della Giovani Marmotte! (e quindi, da quando avevo dieci anni?!) Lì ovviamente la spiegazione era basilare e giocosa. A casa da qualche parte devo avere invece un testo più approfondito, anche se quando ne hai bisogno… non trovi mai la monetina! 😀 Ecco perché in genere uso altri due libri: Il manuale del guerriero della luce di Coelho e Il libro delle Risposte (senza autore?) Formulo la domanda e apro uno dei due a caso e leggo: c’è sempre una risposta. Però tutto questo suona come l’oroscopo del quotidiano al bar: spara sul mucchio e di sicuro qualcosa trova. 😉

    1. Ma dai, le Giovani Marmotte?! Non lo sapevo, che avanti che è Walt Disney! Le monetine sono tre, mi raccomando!
      Anch’io ho goduto della lettura del Manuale di Coelho, ne ho anche aprlato in una pillola, tempo fa! Devo dire che mi piace ma si percepisce di molto la lettura occidentale degli insegnamenti cinesi. Una sorta di occidentalizzazione del pensiero che ne assume i fondamenti e lia datta alla comprensione dei molti. Sono entrambe letture molto interessanti, con livelli di complessità e profondità però molto differenti.
      Il Libro dei Mutamenti è strumento di consocenza del mondo, ha una sua cosmogonia e un suo universo simbolico potentissimo. Non l’ho ritrovato in nessun altro testo, fino ad ora. Il libro delle risposte non lo conosco, ma se è come l’oroscopo meglio lasciar peredere. Non mi è mai favorevole!!!!

  7. Come sai, è da un po’ che ho in sospeso l’acquisto de I Ching. Ora parto. 😉 Posso solo immaginare l’intensità dei tuoi sentimenti al corso, e lo… sfrizzolamento mentale del vedere con chiarezza ciò che fino a poco prima era oscuro. Sono momenti importanti della vita, questi. 🙂

    1. A proposito, tu che edizione hai del libro? Esito tra italiano e inglese… in inglese trovo prezzi migliori e grande scelta di edizioni, ma riduco la possibilità che mio figlio lo usi. Mumble…

    2. Ciao Grazia, trovo assolutamente interessante questa contaminazione e sprone tra di noi che ci aiuta a raggiungere le nostre mete, fosse anche cominciare uno studio di una disciplina antichissima come i Ching. Sono andata a riprendere in mano il libro che sta sempre sul comodino perché non ricordavo l’edizione!!! Si tratta de Gli Adelphi, la scelsi apposta proprio per la credibilità dell’editore.
      Se pensi che la traduzione e l’adattamento è a cura di Richard Wilhelm, allievo di venerabili saggi cinesi profondi conoscitori del Libro dei Mutamenti, che ha saputo apprendere la filosofia alla base di questo testo e adattarla. nella prefazione Jung (C.G) dice : ” Tra gli studiosi occidentali si è diffusa la tendenza a liquidare quest’opera come una raccolta di “formule magiche”, per alcuni troppo astrusa per essere intelligibile, per altri priva di qualsiasi valore. Per più di trent’anni mi sono interessato a questa tecnica oracolare, o metodo di esplorazione dell’inconscio, perchè a me sembrava di non comune importanza. Non è molto facile trovare il giusto accesso a questo monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare”.
      Diciamo che è un percorso iniziatico a tutti gli effetti. In inglese non so se trovi una traduzione a te più congeniale. La grande difficioltà a mio avviso sta nell’entrare nello schema di ragionamento cinese e nell’interpretazione delle sentenze.
      I CHing come sai sono il frutto di un’antichissima sapienza rimaneggiata di secolo in secolo. Anche Confucio ha provato a dare il suo contributo di conoscenza, ne troverai traccia in questa edizione.
      Quanto al corso, vedere con chiarezza dove sei e chi sei è stato davvero illuminante. Poi sono tornata al tran tran quotidiano 🙁

        1. Felice di averti ispirata. Visto che sembriamo rincorrerci con le riflessioni non vedo l’ora di conoscere le tue su i Ching!

  8. Non li conosco e non li ho mai usati, ma immagino che come i tarocchi e gli altri sistemi di divinazione abbiano una loro pratica tipica e se affini a chi ne fa uso diventino rassicuranti. Il fatto che tu legga la risposta utile a risolvere la situazione che ti preoccupa ne rende valida la funzione. In questo caso ti spronano a seguire la tua predisposizione, e questo è sempre utile. Mi pare siano rafforzatrici di autostima.

    1. Ciao Nadia, sì i CHing possono essere utilizzati o come strumento di divinazione o come strumento di profonda conoscenza e di meditazione sul sè e sul mondo. Inutile dirti che mi ha attirata la prima ipotesi e poi la seconda. Avevo forti dubbi sul grado di affidabilità dell’oracolo, ma ti assicuro che seguento il rituale per la definizione del responso ciò che ne ricavi è sempre illuminante. Di fronte amolti che mi spornavano a fare, a muovermi per ottenre delle cose e di fronte alla mia decisione di non muovermi, perché non era tempo, a un certo punto sono andata in crisi. L’esagramma 22, con tutta la sua complessità, mi ha ispirato una strada che era già dentro di me, soltanto che non la riconoscevo appieno.
      Per me sono una lettura illuminante sull’esistenza umana e la conosxenza del mondo. Una saggezza talmente ricca e antica che rapisce.
      Il combinato disposto con un corso di formazione particolarmente inatteso mi ha fatto riflettere sulle sincornicità e sulle cose che ci accadono intorno. non sono mai dettate dal caso. Ogni cosa ha un senso. Non trovi, amica mia?

La tua opinione scrivila qui :)

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.