Aiuto, non riesco a leggere in quarantena!
Storie libri e racconti

Aiuto, non riesco a leggere in quarantena!

Condividi

 

Ho la possibilità di lavorare agile ed esco di casa solo per gettare l’immondizia o per recarmi al lavoro quando è necessario.

Non possiemo un animale da compagnia, non ho figli, le mie attività in settimana sono tutte incentrate sul mio lavoro.

Di tanto in tanto svolgo pulizie approfondite della casa che da anni non faccio, non mi vergogno a dirlo. Oppure faccio manutenzione al blog.

Domenica scorsa mi sono spuntata i capelli (ma vado meglio come panettiera) e fatto giardinaggio (il gelsomino era stremato, di sicuro non peggiorerò la situazione).

Quando stavo pensando di smettere di scrivere e ritirarmi alla vita di sempre, mi è persino venuta una nuova idea per un romanzo.

Insomma, non ho tempo di annoiarmi, mi sono buttata a fare tutto.

Tutto, tranne leggere.

 

Aiuto, non riesco a leggere in quarantena!

 

Le ultime parole famose

Finalmente avrò tempo di leggere i miei libri preferiti

 

L’illusione è durata qualche giorno appena. Sul mio comodino il saggio sul digiuno cui mancano solo una decina di pagine, sulle oltre duecento in inglese che ho già letto. Mi ci sono messa d’impegno l’altro giorno, ma accidenti, che fatica!

Sul tavolino del salotto invece dimorano le riflessioni di Sant’Agostino (che mi avevano ispirato questo post sulla pigrizia e l’ignoranza) e un libro sull’iconografia magica nella storia dell’architettura scriotto da un amico, che avrei voluto cominciare già due settimane fa. E invece.

Noia?  Stanchezza?

Perché diavolo proprio ora che ne avrei il tempo, non riesco a leggere in quarantena? Aiuto!

Così ci ho pensato su e queste sono le mie (tristi) ragioni per cui leggere in quarantena si rivela più faticoso che mai.

 

Perché non riesco a leggere in quarantena

 

Ci ho provato. Immergermi in una storia nuova, che mi trasporti altrove… sembrava un’idea fantastica per affrontare la quarantena.

Ma non ci riesco. Non c’è verso.

Pensandoci bene, c’è una differenza sostanziale tra l’atto dello scrivere e quello del leggere:

:arrow:  scrivere significa liberare la mente dai pensieri che la occupano e dalle storie che la popolano, per metterli nero su bianco e affidarli alla vita degli altri.

:arrow:  leggere al contrario significa accogliere la fantasia degli altri, nel bailamme di pensieri di questi giorni. Significa riempire un vuoto, soddisfare uno spazio rimasto vacante.

Ma spazio oggi non ce n’è, almeno nella mia testa. Forse è per questo che preferisco scrivere e non leggere in questo preciso momento.

Scrivere per me in questo momento significa liberarsi di qualcosa che spinge per uscire.

Un gesto che alleggerisce, purifica, monda i miei pensieri e li trasforma in storie che prendono la loro via, leggere come gli uccelli, unici abitanti del cielo.

Per leggere invece, occorre prima fare spazio.

Forse la mia mente è troppo piena. Di paure, di informazioni che faccio sempre più fatica a gestire e a selezionare, ma che servono a me per proteggermi.

Piena di molteplici pensieri per il futuro e di ricordi di un passato che ormai sembra lontanissimo.

Fare spazio tra questi pensieri in questo momento fa paura.

E il silenzio che di tanto in tanto ricerco come una fonte di ricarica essenziale, oggi assorda le strade della mia città e delle case delle persone sole, cui ho dedicato una parte di riflessione in questo post.

Un po’ me ne dolgo. Perché ne abbiamo bisogno ma spesso non riusciamo a sostenerlo.

 

Siete come me o riuscite a leggere, approfittando del tempo passato in casa?

 

Risorse per leggere, MLOL

 

Prima di lasciarvi ai commenti che mi auuro vorrete fare, desidero condividere con voi una iniziativa che ho scoperto soltanto adesso ma che mi pare davvero straordinaria, specie in questo momento.

MLOL, acronimo di Media Library On Line, è un sistema che mette in rete una quantità enorme di risorse accessibili gratuitamente attraverso le biblioteche fisiche italiane.

A questo link qualche informaizone sul sitema MLOL.

Esiste anche la possibilità di sottoscrivere abbonamenti, utili ad accedere a titoli in più e, soprattutto, a sostenere le biblioteche pubbliche e private che svolgono un ruolo fondamentale nei nostri paesi e nelle nostre città.

Come vedete, le soluzioni per leggere non mancano affatto, anche senza uscire di casa.

Bisogna solo averne la voglia, il tempo, e ora l’ho capito, anche lo spazio mentale necessario.

 

 

Condividi
0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami per
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

25 Commenti
Recenti
Vecchi Più votati
Barbara
6 anni fa

Dopo un febbraio partita bene con la lettura (nonostante il tempo risicato del nuovo contratto senza permessi), con l’arrivo dello smart working e della chiusura delle scuole mi sono bloccata. All’inizio perché ero sommersa dalle attività extra (nel gruppo delle peakers che seguo si sono dimesse 4 admin, la metà, quindi tutto si è addensato sulle altre rimaste, compresa me), poi le videochat per calmare le amiche in crisi di panico, la riorganizzazione della palestra, il caos… perché io sono abituata a lavorare da casa, ma a qualcuno è crollato il mondo addosso, e lo capisco (spero che come sindacati, quando sarà ora, ci andiate giù col martello pesante: le aziende devono prepararsi meglio a quest’evenienza, non è possibile che in Italia siamo rimasti all’informatica del dopo guerra). Quando mi sono riorganizzata e gli animi si sono un pochino tranquillizzati, non riuscivo più a leggere, una fatica! Pensavo fosse il periodo, e invece era il libro sbagliato (per la cronaca: Il monaco che vendette la sua Ferrari di Robin Sharma… soporifero!)
Finito a testate sul muro, mi è capitato tra le mani La forma del’acqua di Del Toro – Krauss (regista e scrittore hanno portato avanti film e libro in contemporanea)
Divorato in 3 giorni netti signora mia!
Sono andata in apnea anch’io.
Adesso, per andare sul sicuro, ho ripreso in mano la saga della Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, me l’ero tenuta da parte per i momenti peggiori. Mi sa che la finisco tutta d’un fiato, come una medicina. :)

Rebecca Eriksson
6 anni fa

Da circa 8 mesi dedico più o meno lo stesso spazio nella giornata alla lettura: poco ma costante. Ciò che forse è cambiato è il tipo di letture che cerco, qualcosa di leggero e poco impegnativo.
Quando ho avuto periodi di forte stress lavorativo non riuscivo proprio a leggere: la mente stanca non voleva proprio concentrarsi.
Ora più che mai dobbiamo fare ciò che ci fa stare bene.

Luz
6 anni fa

Son fortunata, riesco a leggere! Anch’io temevo di non riuscire, ma sta andando invece molto bene. La mia giornata è scandita fra la didattica a distanza al mattino e i libri al pomeriggio. Mi sento e sono attiva, riesco a fare spazio fra i miei pensieri, cosa che descrivi molto bene, esaminando il perché tu non riesca a farlo adesso. Sta andando bene perché mi sono imposta di non lasciarmi prendere dalla noia o dall’annichilamento. Ne potrei morire, e non me lo posso permettere, ricadrebbe anche sul mio lavoro. Insomma, incrocio le dita. A volte non mi basta neppure la giornata. Sono per altro come te, senza figli, animali, ma al momento anche senza un giardino da curare, quello lo avrò alla casa dove non riesco a traslocare ancora.

Giulia Lu Dip
Giulia Lu Dip
6 anni fa

Riesco a leggere abbastanza bene, soprattutto thriller che fanno tanta paura perché mi distraggono dal pensiero del presente che stiamo vivendo. Per la scrittura ho finito la revisione del mio romanzo (prima che mi passasse la voglia) adesso lo lascio decantare un po’. Per il resto il mio tempo non è aumentato, anzi. Tra lavoro e spesa è tutto più impegnativo. Comincio un po’ a sentirmi in gabbia…

25
0
Che ne pensi? Dì la tua!x