Non sopporto gli anniversari, tanto più questo.
Date colorate di arancio nella mia agenda digitale che spiccano mesi prima di accadere, perseguitandomi, mentre scorro in anticipo i giorni per sapere cosa mi aspetta.
Sono date che non passano né si cancellano; tornano sempre, anno dopo anno, mese dopo mese.
Oggi è il 13 febbraio, l’anniversario della morte di mia madre. Era il 2023 e Paola era già da giorni in un letto d’ospedale, consumata dalla sua malattia, raschiata dentro.
Quel letto era diventato una frontiera che nei suoi ultimi giorni di vita voleva a tutti i costi attraversare.
Aveva negli occhi una fretta che non capivo, o che forse non volevo capire, perché era evidente che l’altrove la chiamasse più forte di noi. Così restavo, con le mani inutili e piene d’amore, a massaggiarla con gli oli, a imboccarla, pettinarla, raccontarle della sua vita da bambina e promettendole gelati al pistacchio, quando fosse tornata a casa.
Eravamo lì quando è successo, e io ho sentito che stava arrivando il momento. Io e mia sorella ci siamo sedute accanto al letto, lei respirava in affanno e non sembrava presente. L’abbiamo accompagnata. L’ultimo viaggio non l’avrebbe fatto da sola.
Detesto gli anniversari.
Sono come il sale su una ferita ancora aperta: conservano, sì, ma bruciano.
Ti ricordano che il tempo non guarisce tutto, al massimo insegna a convivere con la cicatrice.
Oggi ricordo.
Un po’ soffro.
Un po’ elaboro.
E mi accorgo che un rapporto sano con la morte non l’ho ancora conquistato. Continua a sembrarmi un’interruzione violenta di una vita da cui abbeverarsi ancora.
Sarebbe bello poterla guardare come parte di un ciclo, di una trasformazione, in cui restare. Mentre per me è ancora in larga parte assenza.
Forse il lavoro da fare è questo: restare. Nel dolore senza farsene travolgere, nel ricordo senza trasformarlo in rim-pianto.
Oggi mi sa che provo a mettere una virgola.
Ma accidenti, quanto detesto gli anniversari!

Foto belle con la mia mamma



Ho perso mia madre 10 mesi fa, la ricordo ogni momento della mia giornata, la sento sempre vicina e la sogno quasi tutte le notti. Da quando mia madre mi ha lasciata, la mia vita non è più la stessa, cerco un senso alle mie giornate, ascolto la sua musica, la trovo in ogni angolo della mia casa. Lei vive ogni giorno insieme a me, mi manca moltissimo. Io vivo lontano dal mio paese, ma ho fatto l’impossibile per stare con mia madre, la portavo spesso a casa mia e quando arrivava era sempre festa. Oggi che lei non c’è più la mia vita ha perso il suo sapore, cerco di ritrovare un senso alle mie giornate, ma non lo trovo, ogni angolo della mia casa, della città in cui vivo mi parla di lei, ma niente e nulla è più lo stesso.
Cara Elena come ti capisco. Ritrovo nelle tue parole il mio dolore.
Buon giorno Catia, conosco bene quel senso di smarrimento e di sofferenza. Da adulte non cambia molto, siamo sempre alle prese con il dolore della perdita, di senso, di relazione, di abitudini. Esserci stata sempre anche dei momenti difficili probabilmente ti aiuta a non vivere con sensi di colpa. A me è accaduto. Quelle foto mi restituiscono l’immagine di lei che voglio ricordare. Il resto piano piano va via, perché in fondo no serve a niente…
Belle le foto e commovente il ricordo. Il nostro rapporto con la morte è sempre conflittuale e raramente siamo in grado di recepire che è un momento di trapasso tra la vita e la non esserci più. Crediamo sempre che abbiamo ancora molto da dire e da fare in vita senza capire che è una ruota che gira e macina i giorni.
Molto belle le foto che hai messo, assomigli moltissimo a tua mamma, e questo è bello, lei in fondo continua a vivere attraverso te e il ricordo che hai di lei
È vero, gli anniversari sono tremendi ma non è la ricorrenza che porta il dolore, é l’assenza di chi non c’é più. Ma l’amore resta per sempre. Quando ho perso mia madre avevo 31 anni e la mia vita non é stata più la stessa senza di lei, ma l’ho sempre sentita vicina in ogni momento importante o difficile della vita. Ti abbraccio
Cara @Giulia, ho passato gran parte della mia vita a distinguermi da lei per rendermi conto, da adulta, che la verità è quella che tu hai sottolineato: ci somigliamo molto e non solo nell’aspetto. La storia con mia madre è lunga e devo ancora ripercorrerla tutta. Ma so che mi voleva bene, nel suo strano modo. Gli anniversari mi costringono a prendere atto delle cose accadute e non ne ho sempre voglia. Ma questi commenti devo dire mi stanno aiutando, perché parlarne e ricevere ascolto e comprensione è davvero ciò che serve in questi momenti. Ti ringrazio e ringrazio tutt3 voi
Neppure io!
Ti abbraccio forte.
Ecco. Ti abbraccio forte forte anche io @Sandra
Ricordo bene questa tua perdita, mia madre se ne andò un anno dopo, proprio in questi giorni di febbraio. Ora sono trascorsi due anni, senza di lei non è lo stesso, Mi manca non solo la sua presenza ma tutto ciò che rappresentava, il senso più totale dell’appartenenza alla propria famiglia d’origine, una casa, un ritorno, profumi, odori. Un “tutto” che segna per sempre e della quale assenza si percepisce sempre.
Posso dire, a differenza tua, che io invece ho fatto pace con la morte. La percepisco come facente pienamente parte di questa cosa chiamata vita. Sarà che ho vissuto traumi inenarrabili, mi sono fatta le ossa a riguardo.
La tua accettazione della morte mi fa invidia @Luz, anche se è arrivata passando attraverso “inenarrabili” traumi. Ricordo bene la morte della tua mamma, a stretto giro dopo quella della mia, ricordo le nostre parole incrociate e i nostri ricordi e il dover assistere a grandi sofferenze. Senza di loro no, non è proprio lo stesso. In parte per me un sollievo, perché la sua vita negli ultimi anni non era per lei degna e lo sapeva. Quei suoi tentativi continui di strapparsi l’alimentazione forzata e i farmaci dal braccio per me avevano quel significato
Ieri, nel momento in cui Sanremo è cominciato, mi sono commossa a sentire la vecchia sigla di Baudo. Mi ha riportata alle sere in cui lo guardavo con lei. Per lei era un’istituzione. Ricordi struggenti per me. Mi capita di chiedermi “chissà cosa avrebbe pensato, come avrebbe commentato”. Mi manca tantissimo in questi giorni…
Cara @Luz, ho guardato il Festival con curiosità ma senza affiliazione e ho notato che quest’anno erano moltissime le canzoni dedicate o comunque ispirate alle mamme. Alcune più esplicite, come quella di Serena Brancale, che ha una melodia difficile da acchiappare ai primi ascolti, Arisa, sempre stupenda e nostalgica, e in generale i molti baci, ricordi, abbracci e affettuosità varie dedicati alle mamme. Credo sia una di quelle trasmissione che per la generazione delle nostre madri fosse una specie di appuntamento fisso. Mia madre poi amava molto cantare e sono certa che dopo i primi ascolti avrebbe accennato qualche nota alata. Lei era così. Manca anche a me