Scrittura creativa

Il tono di voce nella scrittura

Voce e identità, un binomio inscindibile. Cos’altro ci rende più riconoscibili se non la nostra voce?

Nessuno di noi può controllarla al punto da modificare le emozioni che sottendono e che la rendono quel cocktail originale e unico che è poi l’impronta di noi stesse. Potremmo provare a falsarla, ma saremmo comunque smascherate!

La nostra voce resta, a differenza di un volto, un look, persino della nostra scrittura che con il tempo è facile cambi, radicalmente. Può assottigliarsi o irrobustirsi; può gracchiare, modificare l’estensione, nella stessa giornata può cambiare persino l’intensità con cui “emettiamo” i suoni. Anche il tono e il timbro possono essere modulati, più o meno consapevolmente.

Ma è l’insieme di queste caratteristiche che rende la nostra voce inconfondibile. Ci rende unici, riconoscibili persino a occhi chiusi. E’ ciò che ci permette di entrare in relazione con il mondo.

Ecco perché è molto importante capire qual è il tono di voce con il quale scriviamo, qual è la nostra cifra distintiva e come valorizzarla al meglio.

Vigliamo renderla originale e inconfondibile per navigare con il vento in poppa nel mare magnum del web e dell’editoria.

Vogliamo essere riconoscibili, cercati per chi siamo e non per chi vorremmo essere.

In questo articolo vi racconto quale percorso ho fatto io per riconoscere il tono di voce con il quale mi esprimo e come voglio valorizzarlo, a partire dalle pagine di questo blog.

Il tono di voce nella scrittura

Il tono di voce nella scrittura

Escludendo i contenuti, generalisti o di nicchia che siano, la nostra scrittura è riconoscibile soprattutto per il tono di voce con il quale ci rivolgiamo ai nostri lettori, che qualifica la nostra comunicazione pubblica.

Per comunicazione pubblica intendo il web copywriting, con riferimento a ciò che scriviamo sui blog ma anche sui social che abbiamo a disposizione e che ci permettono, con qualche distinguo, di offrire ai più il nostro punto di vista su un numero teoricamente infinito di argomenti.

Non solo a riguardo del nostro tempo libero ma anche, e soprattutto, la nostra comunicazione istituzionale, ovvero quando mostriamo ciò che ci interessa gli altri sappiano di noi per rafforzare la nostra immagine professionale o di autori.

Può trattarsi di promozione del nostro lavoro, di un servizio o di un prodotto che abbiamo creato e che intendiamo offrire, come i libri che scriviamo.

Le persone sono spesso attratte da chi siamo prima ancora da che cosa facciamo e cosa vogliamo proporre.

Riconoscerci dal tono di voce

Come possiamo riconoscerci dal tono di voce? Per introdurre il tema, userò un episodio personale per rendere al meglio ciò che voglio sottolineare.

Tempo fa mia madre ha avuto una pesante ricaduta della sua malattia e delle risultanze ad essa dovute. Raggiuta al telefono, la sua voce mi parve subito indicativa del suo stato di salute. Anticipava, senza che chiedessi altro, come si sentiva. La voce era flebile, sottile, calante, soffusa. Stanca.

Qualche giorno dopo, quando la terapia individuata le aveva offerto un attimo di tregua, la sua voce, sempre al telefono, comunicava l’esatto opposto: era per quanto possibile squillante, netta, orientata. Sonante.

Potete immaginare il mio sollievo, con una sola telefonata!

Ebbene, questa è la potenza della nostra voce!

Nella comunicazione scritta dovrebbe accadere ciò che è accaduto in questa telefonata: mancandoci la possibilità di osservare il corpo, le espressioni del viso, i colori e persino gli odori, la voce e il suo tono deve essere capace di esprimere le nostre emozioni, per dire a chi ci ascolta esattamente dove siamo, come stiamo, in quale contesto agiamo.

Parlereste a bassa voce nel pieno di una manifestazione per farvi ascoltare?

Oppure usereste un tono elevato dovendo scambiare qualche commento durante una funzione religiosa?

O ancora, parlereste con tono perentorio se la vostra intenzione fosse quella di tranquillizzare, accogliere, dare il benvenuto al vostro interlocutore?

Tutto passa nella scrittura. Il nostro stato d’animo passa nella scrittura. Talvolta è un bene ma attenzione all’effetto boomerang. Scrivere quando non siamo completamente consapevoli, padroni delle nostre emozioni, può generare fastidiose conseguenze e anche pesanti fraintendimenti.

Il tono di voce è, come ho scritto nella premessa, ciò che in una comunicazione pubblica ci caratterizza e ci rende riconoscibili tra centinaia di altri blogger.

Si tratta di una componente fondamentale della comunicazione, capace di dare un senso ai simboli che utilizziamo, le parole, in modo esplicito e implicito.

Ascoltiamoci per riconoscerci

Se non abbiamo mai fatto caso al nostro tono di voce, c’è un modo semplice per studiarlo e riconoscerlo: ascoltarci mentre parliamo.

I modi per farlo sono infiniti, ma giacché in questo blog tratto spesso i temi della scrittura, l’esercizio di leggere un brano ad alta voce registrandoci può esservi molto utile non solo ai fini di una correzione ma anche di renderci consapevoli del tono di voce che stiamo utilizzando e se questo risulta coerente con ciò che siamo o sentiamo di essere.

Proviamo dunque a leggere un testo e aggiungiamo un brano che contenga un dialogo dove ci sono alcuni dei nostri personaggi.

Potremmo leggere dapprima senza intonazione, senza pause, senza sentimento e partecipazione, usando lo stesso timbro e lo stesso tono di voce per ciascuno di loro.

Quale sarà il risultato? Molto probabilmente chi ascolterà farà molta fatica a seguire il dialogo e a riconoscere i personaggi. Sembreranno sempre lo stesso!

Un effetto terribile, sono sicura nessuno di noi vorrebbe essere colui o colei che ha scritto dialoghi siffatti!

Chi scive sceneggiature per il teatro sa che questa caratterizzazione è necessaria e la ciliegina sulla torta è l’iterpretazione dell’attore!

Ecco perché è importante riconoscersi usando uno specifico tono di voce, che prima dobbiamo appunto saper riconoscere.

Non è un gioco di parole ma una regola fondamentale nella comunicazione paraverbale. Il messaggio passa anche attraverso il suono che produciamo e che è in grado, se lo lasciamo fare, di empatizzare con chi legge, prendendolo per mano e accompagnandolo nel nostro mondo.

Quali altri strumenti per riconoscere il vostro tono di voce?

Ascoltarsi, non solo nella lettura ma nella vita di tutti i giorni. Fare caso a come risuonano le parole che usiamo quando siamo felici o quando siamo arrabbiati.

Portiamo attenzione in modo particolare ai momenti di gioia o di tensione: facciamo caso a come esprimiamo le nostre considerazioni, come ci relazioniamo, con quale intensità ci rivolgiamo all’altro.

Come sono state accolte quelle discussioni o quelle manifestazioni di gioia da chi era con noi?

Le emozioni espresse con la voce come hanno influenzato nel bene o nel male le persone intorno a noi e gli esiti di quelle discussioni?

Lo stesso è possibile fare per migliorare la nostra scrittura.

Il tono della nostra voce può avvicinare o allontanare, alleviare o sollevare, divertire o spaventare. La voce è tutto. Potente, leggera, pervasiva.

Ciò che arriva immediatamente dopo l’immagine, se siamo in grado di vederla.


Com’è la vostra voce? Come la state utilizzando?


Usare il nostro tono di voce nella scrittura

Ed eccoci alla parte più pratica. Come usare il nostro tono di voce nella scrittura.

Poiché come abbiamo visto ciascuno di noi è a suo modo un copywriter, il modo in cui ci rivolgiamo agli altri è il nostro biglietto da visita, la nostra identità social che, come sostenevo già in questo vecchio articolo, deve coincidere con quella reale e non solo per una questione di coerenza comunicativa.

Prendiamo un blog: ve ne sono molti che trattano temi simili, ma quelli più autorevoli si distinguono nella rete per il modo in cui trattano l’argomento, per lo stile di chi parla.

Il punto di vista da cui raccontiamo è importante, ma è il tono di voce che ci contraddistingue che ci rende unici e rintracciabili.


Ma come ottenere un tono di voce davvero unico, originale, riconoscibile?

Come ottenere un tono di voce unico e riconoscibile

La domanda è di semplice soluzione: per avere un tono di voce unico e riconoscibile occorre essere pienamente se stesse.

Non dobbiamo modificare nulla di ciò che siamo, né il modo in cui parliamo, solo renderlo fruibile in forma scritta, mantenendo tutte le caratteristiche che ci contraddistinguono nella vita reale e che ci rendono uniche e irripetibili.

D’altra parte, se anche decidessimo di modificarlo, risulterebbe artefatto, stucchevole, distanziante.

Io amo molto le similitudini e le metafore e parlo spesso per immagini, un po’ come il Nuovo Testamento 🙂

Allo stesso modo tento di offrire immagini nella forma scritta della mia comunicazione pubblica o istituzionale. Di solito ne uso una, al massimo due per articolo o capitolo. Credo che queste chicche di noi debbano essere somministrate ai lettori con moderazione, per evitare l’effetto opposto.

Lo stesso vale per uno stile ironico, comico o spiazzante. Lo apprezzo molto ma non mi è molto congeniale. Ma poiché ho notato ascoltandomi che il mio tono di voce è spesso serio e formale, qualche sprazzo di vitalità fuori dagli schemi non può che farmi bene. Così sto provando a introdurre qualche elemento di leggerezza. Chissà che un giorno non diventi capace anche di valorizzare la vena comica che è in me e che ancora non è emersa 😉

Di certo c’è che qualunque sia il nostro stile, teniamo in considerazione che ogni tono di voce ha il suo pubblico. Qualcuno che ascoltandoci sentirà il “clanc” che farà scattare la sintonia con ciò che diciamo e, parlando di tono di voce, come lo diciamo.

Allora sì che verrà a cercarti. Verrà a cercare la tua impronta.

Cheklist per valorizzare il nostro tono di voce

Infine, ecco una breve cheklist per valorizzare al meglio il nostro tono di voce.


  • Scrivi in modo autorevole e pacato, mai spocchioso;
  • Usa un tono di voce calmo e accogliente se vuoi dare il benvenuto a chi legge.
  • Non utilizzare forme aggressive, misura l’utilizzo di grassetto e ricorda che nella scrittura on line IL MAIUSCOLO EQUIVALE A URLARE QUALCOSA
  • Offri contenuti di valore all’interno del tuo settore di riferimento che siano riconoscibili attraverso il tuo punto di vista. Parla delle tue esperienze. non generalizzare.
  • Sii autorevole e competente nella tua nicchia, approfondisci gli argomenti, fornisci riferimenti e dimostra con i fatti (e non con le parole) di saper fare bene il tuo lavoro;
  • Evita di vantarti, per esempio utilizzando per descriverti titoli roboanti come guru, influencer, maestro, etc. Lascia che sia la tua fama a precederti.
  • Sii coerente e scrivi come parli. Dunque cerca di parlare in modo corretto 😉
  • Celebra le tue vittorie, manifesta la gioia, la soddisfazione, la tua energia quando serve. Non temere di metterti a nudo. La tua autenticità è il tuo abito su misura. Usala con orgolgio e consapevolezza.
  • Scegli il linguaggio adatto al pubblico che ti legge. Niente maestri né compagni di scuola. Trova un equilibrio tutto tuo e mantienilo.
  • Seleziona le tue inflessioni e i modi gergali che vuoi conservare per caratterizzare il tuo tono di voce. Non cancellarli, ma punta su di essi per definire la tua voce caratteristica.
  • Leggi ad alta voce prima di pubblicare, se vuoi ascoltarti e apprezzare la tua inflessione, il tono, la melodia della tua voce. Non è bellissima? Usala come si usa la metrica in una poesia!
  • Evita gli intercalari. Cose come “da questo punto di vista” oppure ” praticamente ” oppure “per come stanno le cose” ecc. sono insopportabili. Anche se alcuni li adoro. Il diciamo di Dalema, per esempio. Mitico.
  • Usa forme contratte e poche parole altisonanti. Ti aiuterà ad essere essenziale e ad andare dritta al punto.
  • Scrivi alla prima persona, singolare o plurale che sia. Avvicina di più il lettore. Se usi voi o tu è come se mettessi qualcosa tra te e chi ti legge. Non trovi?
  • Poni domande potenti che evochino consapevolezza. Questo è ciò che fa una buona coach. Non è necessario che tu prenda un Master in coaching per sapere che una buona domanda è il modo migliore per far ingranare una relazione. Come tra te che scrivi e chi ti legge;)
  • Se hai questa dote, non tralasciare di far sorridere i tuoi lettori. Può trattarsi di una battuta felice o di una sdrammatizzazione. Tutto ciò che è utile a sollecitare una pausa di leggerezza farà bene alla vostra relazione. Trova la tua modalità. Se è vero che un buon matrimonio si fonda sulla capacità di far ridere il partner, possiamo assumere che ciò valga anche per la relazione che si crea tra lettore e autore!
  • E per ultimo, quando scrivi usa l’hashtag #vero

Conclusioni

Forse stai pensando che sono poche, pochissime le persone che hanno una tale facilità di scrittura e che sono consapevoli del proprio tono di voce. Possibile. Ma ciò che ora sai è che anche tu puoi definirlo e non è nemmeno difficile!

Se ancora non ci avevi pensato, mi auguro che questo articolo ti abbia fornito qualche idea su come cominciare a lavorarci. Se invece conosci già il tuo tono di voce, forse ti andrà di raccontarlo e di raccontare come lo hai trovato.

Non perderti d’animo, mai. La maggior parte di noi deve scrivere, riscrivere, cancellare, correggere e poi scrivere ancora prima che tutto sia a puntino. Ma è proprio questo il divertimento!

Scrivi di te stessa e il tuo tono di voce apparirà.

15 Comments

    • Elena

      A me è stata utilissima la registrazione. Resterai sorpreso da ciò che scoprirai della tua voce ma non solo . Se provi, raccontamelo! Buona giornata Marco

    • Elena

      Spaventarti? Al contrario. La nostra voce è molto diversa da come la percepiamo. Io per esempio ho notato inflessioni di cui non era consapevole. Nel parlato mi è stato utile per correggerle. Ma ho scoperto qualcosa di nuovo per caratterizzare qualche mio personaggio. E poi credevo si sentisse molto di più la erre moscia… Che non ti nego mi ha sempre infastidita. Invece…

  • Giulia Mancini

    Credo che il mio tono di voce sia sempre pacato, ma non penso sia autorevole, almeno nel blog. Nei romanzi credo di modularlo a seconda dei personaggi, almeno spero. Mi lascio trasportare moltissimo dall’empatia e dalle emozioni, chissà se quesirà voce arriva però, non lo so. In ogni caso ho deciso da tempo di non farmi troppe domande per non paralizzarmi.
    Sull’ascolto della mia voce, devo ammettere che non mi piace per niente, quindi se posso ne faccio a meno…

    • Elena

      Beh anche se l’autorevolezza non era il nucleo fondante del post, qui io fornisco una mia interpretazione e lego l’autorevolezza al tono di voce personale di chi scrive. Ma l’argomento merita un approfondimento. La tesi del pezzo è che il tono di voce deve rispecchiare il nostro modo di essere la nostra originalità (oggi direi unicità dopo lo splendido monologo di Drusilla). Ma non basta
      Autorevolezza è anche capacità di offrire più punti di vista, sapere di avere indossato tutta la vita i propri indumenti ed essere pronti a levarsellli di dosso per abbracciare il contesto al fine di offrire una visione il più possibile approfondita e ampia del tema. Ma anche saper guardare con la lente una sola briciola di esso. La verità è che la formula magica non esiste e soprattutto non sta nel simulare o scimmiottare altri. Questo intendevo per blog autorevole. Mentre scrivo mi viene in mente Moz O”Clock. Non leggerei mai di fumetti, serie televisive e compagnia bella. Quando leggo lo faccio perché la voce di Moz è autentica. Forse è proprio questa l’autorevolezza. Tu che ne pensi?

  • Grazia Gironella

    Anche la voce sincera e autentica risulta autorevole, secondo me, sebbene in modo diverso da come lo intendiamo abitualmente (leggevo il commento di Giulia). Registrare la mia voce che legge una mia storia è un passo oltre le mie abitudini. Varrebbe la pena di provare.

  • Luz

    Con questo argomento mi porti verso una delle mie passioni. La mia voce per me è fondamentale, sia per il lavoro di insegnante che per il teatro. La voce è un potente strumento di assertività e mi piace scoprirne gli effetti, le potenzialità. Lavoro molto su sperimentazioni con gli allievi di teatro. Ho dovuto imparare a respirare bene per non logorarla, altro aspetto importante. È vero, la voce si coglie anche nella scrittura, e al contrario, la nostra scrittura è in grado di svelare la nostra voce. Leggo spesso miei brani a voce alta. Mi ha colpito la scrittrice Giulia Caminito che ha detto di aver letto e riletto il proprio romanzo a voce alta prima di tentarne la pubblicazione. La sua scrittura doveva “parlarle” attraverso la voce.

    • Elena

      Si, scrivendo di questo argomento confesso che ti ho pensata e ho atteso che tu arrivassi a commentare per conoscere il tuo punto di vista. Il respiro è fondamentale. Quando all’innizio della mia “carriera” politica usavo molto la voce ma senza controllo del respiro ho avuto molti accidenti professionali (quanto Bentelan per tornare a parlare nei momenti topici quando la voce, birichina mi mollava!). Da allora però ho imparato a modularla e a usare anche il tono in modo da favorire un certo tipo di comunicazione. L’idea di leggere un intero romanzo tutto subito spaventa ma se pensiamo di “revisionare” capitolo per capitolo allora diventa fattibile. E senza ombra di dubbio possiamo renderci conto di una cosa fondamentale nella scrittura: la sonorità del racconto. Dentro la testa del lettore, deve risuonare una sorta di musica E’ quello che cerco quando scrivo e i pezzi migliori sono quelli in cui questo equilibrio nel suono riesco a realizzarlo…

Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: