Domani è una data importante per le Volpi: il 18 aprile del 2015 infatti questo blog vedeva la luce con il suo primo articolo, Guardare al futuro.
In occasione del suo terzo compleanno, ne approfitto per fare un bilancio di questi tre anni incredibili e per fare qualche confessione. Tra amici si puo’ fare, o no?
Perché diavolo ho aperto un blog
La nuda verità? Volevo promuovermi.
Avevo appena pubblicato Così passano le nuvole e avevo bisogno di farlo conoscere e di far conoscere me nella veste inusuale dell’autrice. Sono una persona che non parla volentieri delle cose che la riguardano, ma dopo molto peregrinare, ero finalmente riuscita a pubblicare il mio romanzo!
Solo che non avevo la più pallida idea di come promuoverlo oltre la mia cerchia di conoscenze.
Così mi sono detta:
Apro un blog, che ci vuole?
Beata ignoranza…
Scrivere per un blog è tutta un’altra cosa
Avevo scritto un romanzo e aveva avuto un buon successo. Bene. E dunque? Una volta trattati i temi del romanzo, che si scrive in un blog?
Questa era la domanda che mi assillava, non dico quotidianamente ma quasi.
A parte le innumerevoli ore rubate al sonno solo per capire come presentare al meglio l’immagine del blog sotto il profilo tecnico, dovevo imparare, anzi re-imparare a scrivere.
Perché una cosa l’ho capita subito: non ci si può avventurare in questi lidi applicando le tradizionali regole della scrittura che vigono altrove. Non c’è niente di più sbagliato!
Ho confidenza con le parole, scritte e parlate, ma scrivere per un blog, il tuo blog, è tutta un’altra cosa.
Un blog si scrive e si legge con un ritmo, con una scorrevolezza e con una serie di accorgimenti che devono essere specifici per il web. Persino la punteggiatura o il famoso a capo per generare “spazio visivo” è inconcepibile in un testo, sia esso un documento, un racconto, un romanzo.
Ho dovuto imparare, anzi, re imparare, a scrivere e a comunicare.
Poi gli argomenti mi hanno preso la mano
Per fortuna avevo moltissime cose da dire, intendo oltre i temi e le presentazioni del mio romanzo. E meno male, perché, resti tra noi, dopo un pò venivano a noia pure a me.
E poi dentro sentivo tante altre cose che avevo bisogno di comunicare!
Così il mio blog è diventato lo spazio in cui, improvvisamente, è arrivata la discussione, i primi commenti, le prime mail.
È diventato vivo, non solo letto, ma discusso, vissuto. E ha cominciato a regalarmi enormi soddisfazioni.
La mia fortuna è stata quella di aver abbandonato quasi subito l’idea del piano editoriale.
All’inizio mi sono dannata e non poco a tentare di programmarne uno, utilizzando matite colorate e una piccola agenda con la data prevista per la pubblicazione dei post, uno per ogni categoria da distribuire adeguatamente nell’arco delle settimane
Ma non era quello che volevo.
Io volevo scrivere l’incipit di un racconto che doveva durare nel tempo, che avesse un filo conduttore, e che non annoiasse nessuno, in primo luogo me.
Ho sempre creduto piuttosto nella periodicità dei post.
Prima scrivevo quando avevo voglia, poi tre volte a settimana, al momento siamo a due. Ma sempre nelle stesse giornate.
Costa fatica, lo so, ma è una disciplina cui non voglio rinunciare.
Ho passato momenti di crisi, fino a pensare all’abbandono
Quando ti sembra che ogni sforzo sia vano, i commenti non arrivano e le visite languono, ti chiedi se quello che stai facendo ha un senso.
Non è detto che ce l’abbia in effetti, mettersi in discussione è sempre un lavoro ben fatto.
Io mi ci sono messa, perché più pensavo a cosa scrivere e a come ottenere visite, più pensavo a trovare la mia voce in mezzo al rumore delle altre e a ottenere consensi, specie sui social, e meno riuscivo a concentrarmi sui contenuti e sul blog, e a divertirmi, a godere di ciò che stavo facendo.
Ero a un soffio dal mollare. Poi accadde che un commento, inconsapevolmente, cambiò la prospettiva. E allora, ho rivisto tutto, il nero all’orizzonte si è diradato ed è spuntato un tiepido sole.
E poi, è tornato il sereno.
Proprio nel momento di crisi, ho trovato la chiave di volta
Così sono ancora qui.
Ho capito che non dovevo preoccuparmi del romanzo, né proporne temi attuali ma distanti da me.
Non dovevo scrivere per cercare il consenso degli atri ma solo scrivere ciò che sentivo urgente, significativo, per me in quel momento.
Oggi non scrivo di cose pensate o scritte da altri.
Scrivo soltanto di cose pensate da me.
Non troverete nient’altro in questo blog, in nessuna delle categorie in cui vorrete sbirciare. Niente, se non me stessa
Perciò, se vi state chiedendo se sono pronta per un altro anno di Volpi che camminano sul ghiaccio…
La risposta è assolutamente sì. E voi?
Ho tantissime idee in testa e circa un centinaio di bozze che devono prendere vita.
Così festeggio il mio, il nostro terzo compleanno.
Auguri a tutte le Volpi che mi hanno accompagnata fin qui, sperando che restino con me ancora a lungo. Un abbraccio.
Ora vado a coprirmi, questa nuda verità mi ha fatto venire un freddo … :mrgreen:
Confessate: avete mai intrapreso una strada in salita che non pensavate di percorrere fino in fondo?
Volete curiosare su gli ultimi due compleanni del blog?
Ecco quello del 2017 Buon compleanno blog!
e il primo anno Un anno di blogging




Auguri, cara Elena e altri cento di questi anni di blogging.
Anch’io ho cominciato usando il blog come vetrina per il mio romanzo, ma mi sono resa presto conto che non poteva essere solo quello, anzi che non doveva essere proprio quello e ho cambiato rotta.
Scrivere ha molte forme: io amo quella che mi porta a pubblicare i post, è un modo per stare vicina alla gente, comunicare senza fingere personaggi o situazioni. È bello avere la possibilità di scegliere a quale tipo di scrittura dedicarsi. Avere un blog è un impegno bellissimo.
Buon inizio di quarto anno, allora!
Cara Marina, una vera epidemia queste autrici che aprono blog x promuovere i loro libri ! Si la scrittura è espressione della nostra libertà ed è giusto che ognuno cerchi la forma che la rappresenta di più. Non esiste una formula, esiste il percorso che abbiamo intrapreso. Non mi pare vero di essere in rete da 3 anni ma è così. Significa che i cambiamenti in me, nella mia scrittura e nella mia personalità sono stati capiti. Certo, non da tutti i lettori, che piacere a tutti è impossibile. Ma alle Volpi sí. E siete bellissime! Grazie per esserci
Ogni impresa importante richiede frequenti messe in discussione e aggiustamenti di rotta, e il blog sicuramente è una di quelle. Ascoltare il tuo racconto mi suscita una sequela di “ah, io invece” e “sì, anch’io”. Per esempio a me piace molto riportare sul mio blog le parole di altri. Ho sempre considerato importante la funzione di chi fa da megafono per le idee. Può sembrare un modo per farmi trainare, lavorando di meno, ma per me non è così. Anche il mio manuale di scrittura è nato su queste basi. Figurati se potevo inventarmi qualcosa di originale, dopo solo pochi anni di scrittura! (Sarebbe comunque impossibile, ma diventa un discorso ingombrante…) Comunque leggere manuali mi aveva dato qualcosa di importante, e mi sembrava di doverlo rendere disponibile a tutti in forma semplice. Però ultimamente mi pongo domande proprio su questo punto: il mio diffondere idee che trovo interessanti non nascerà anche da una sfiducia nelle mie? Meditate, gente, meditate… ;)
E tanti auguri alle Volpi, naturalmente! :)
Ciao Grazia, le esperienze sono tutte diverse ma ognuna di noi con un blog credo passi attraverso gli stessi ostacoli, l’identificazione è facile ;).
Quanto alla presunta originalità dei temi trattati, la mia frase “Oggi non scrivo di cose pensate o scritte da altri. Scrivo soltanto di cose pensate da me. Non troverete nient’altro in questo blog, in nessuna delle categorie in cui vorrete sbirciare. Niente, se non me stessa”, l’ho scritta un giorno in cui avevo letto troppe pagine web con articoli che richiamavano concetti e strumenti inventati da altri. Non si può essere originali in assoluto, sono d’accordo, ma ogni cosa può essere vista da un particolare punto di osservazione, il nostro. Ripetere a manetta contenuti espressi da altri non mi pare costruttivo o comunque non è la strada che ho scelto per il blog. Significa correre un rischio? Certo, mi pare anche tu lo faccia, non lesini certo la tua interpretazione. Una delle cose che mi hanno insegnato tre anni di avventura in rete e che mi ero scordata di segnalare, è proprio questa_ ho imparato ad avere più fiducia in me stessa, anche questo è stato la svolta di cui parlo nel post. Perciò ti ringrazio per gli auguri e per avermi fatto tornare in mente qualcosa che avevo dimenticato. Scoprire le proprie idee davanti a un pubblico non è semplice ma molto, molto liberatorio. E al di là delle differenze, credo sia questo che costruisce una relazione. Grazie per gli auguri, spero di passare un intero anno insieme!
Sento la vicinanza; non c’è contrapposizione, ma completamento, come se ognuno possedesse una tessera del mosaico, non è così? Mi auguro che passeremo insieme più di un anno, cara Elena. :)
Anche io cara Grazia. La tua sensazione è condivisa e mostra tutta la tua capacità poetica. Un abbraccio grande grande
Buona sera signore volpi. Questo luogo é molto interessante e formativo complimenti . Ho appena pubblicato il mio primo romanzo e grazie ai video tutorial della nostra padrona di casa sto organizzando una presentazione . Che paura!!!
É davvero un sollievo trovare qualcuno in grado di istruirti e , con le sue dritte, incoraggiarti.
Buona sera Alvaro, innanzitutto benvenuto nel blog e tra le Volpi! La padrona di casa è un’apprendista stregona molto lieta di essere stata utile alla tua prima presentazione! Sono super curiosa di sapere com’è andata, devi assolutamente raccontarcela. Non credo di poter istruire qualcuno, ma di certo non mi manca l’entusiasmo, ed è quello che mostriamo intorno al nostro libro, al nostro lavoro che fa la differenza. Questo è proprio un bel commento di buon compleanno, grazie!
Grazie Nadia per le tue parole di incoraggiamento. In effetti ho investito molto perché potesse diventare uno spazio dedicato allo scambio e alla divulgazione. A volte me ne esco con qualche post di attualità perché ci sono alcune questioni di cui non si parla e io mi sono messa in testa di fare la mia parte! Abbiamo discusso più volte del fatto che un blog ha senso se ha commentatori, pareri, discussione. Altrimenti è un sito fine a se stesso, mi verrebbe da dire morto. Come è stato il mio per molto tempo, fino a quando non ho capito che non potevo scrivere solo per me ma che dovevo farlo anche per chi mi leggeva. Piano piano sono arrivati i primi commenti e ricordo bene che tu sei stata tra questi, portata qui da Anima di Carta.
E poi ho trovato la mia beta reader. Insomma, tre anni di blog sono ben serviti a qualcosa… :)
Auguri dunque a te e al tuo blog. Sei stata la prima a seguirmi nel mio ultimo nato, ricordi? Un abbraccio
Ciao Eletta, certo che me lo ricordo. Ora è decollato perché merita l’attenzione di tutti. Da quando ho capito l’importanza di ricevere voci e segnali di vita anche io sono più attenta agli spazi degli altri. A proposito, è un po’ che non visito il tuo, devo rimediare :) Abbraccio ricambiato
non preoccuparti. Ciao cara