Scrittura

La prima revisione del romanzo


Alle prese con la prima revisione del mio nuovo romanzo confesso che al secondo giorno di lavoro mi sono impantanata.

Confusione, preoccupazione, sottostima, paura di non farcela. Le ho provate tutte e forse anche qualcos’altro.

La revisione di un romanzo è differente dalla correzione di bozze, poiché interviene su “la cura redazionale di un testo per la pubblicazione, cioè lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna, l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni scientifiche, storiche” – Treccani

Dunque un lavoro che lascia per il dopo la correzione dei refusi e altri interventi di minor impatto sulla struttura del testo e che richiede una grande energia e concentrazione.

A seguito delle esperienze precedenti di scrittura e revisione di testi, mi ero costruita una sorta di tabella di marcia che ho descritto nell’articolo Come revisionare un romanzo. 

Sono certa che alla fine di questa esperienza sarà il primo pezzo di questo blog che aggiornerò, perché, per fortuna, c’è sempre qualcosa d imparare e lo si fa soltanto con l’esperienza.

Dopo aver atteso un mese dal termine della prima stesura, come vi avevo raccontato qui, grazie agli ottimi suggerimenti di Stephen King nel suo spettacolare On Writing (che mi sono sorbita in inglese perché in formato ebook in italiano non esiste!) ho cominciato l’arduo mestiere della prima revisione.

If it looks like an alien relic bought at a junk-shop or yard sale where you can hardly remember stopping, you’re ready.

King, Stephen. On Writing: A Memoir of the Craft

King ha ragione: davanti a me avevo un lavoro pieno di cose da sistemare e il peggio era che le vedevo tutte insieme in una sola volta!

Ma il peggio è che mi è sembrato scritto da un’altra persona, tanto avevo lasciato in quel cassetto le atmosfere di quella narrazione. L’impatto non è stato facile ma poi ho capito che era proprio quello di cui avevo bisogno!


La prima revisione del romanzo, la più difficile


Decisa a non complicarmi la vita, ho selezionato solo alcuni dei tanti aspetti da tenere in considerazione per una revisione, lasciando gli altri a una seconda, terza o ennesima revisione.

Mi sono appuntata su un foglio le cose da fare in questa prima fase e sono partita.

  1. Coerenza e la fluidità tra i capitoli. Spesso, se scriviamo in tempi diversi, il legame tra i capitoli viene perso. Anche in caso di flash back il tema deve in qualche modo collegarsi al resto, per non spiazzare il lettore
  2. Tagliare il troppo o l’inutile. A volte ci affezioniamo alle parole che scriviamo che in alcuni casi non giungono nulla alla storia. Anche se fa male, vanno eliminate. Io lo sto facendo senza troppo dolore, grazie alla presa di distanza di cui vi ho parlato. Alla fine è persino divertente!
  3. Eliminare gli errori ricorrenti che conosco e che la mia beta reader mi ha segnalato, dopo la lettura della prima stesura del romanzo. Ognuno ha i suoi, io ho il problema della E maiuscola accentata, della d eufonica e degli avverbi. Maledetti! 👿
  4. Descrivere meglio che si puo’ personaggi e scene senza eccedere in troppi particolari che disturberebbero l’eventuale lettore.
  5. Evitare più che si puo’ il passivo, per la sua mancanza di forza e immediatezza.

Revisione, che fatica!


Nonostante la scelta di ridurre i fattori critici su cui lavorare, questa revisione, ancora in corso, mi sta costando fatica, al punto che i primi giorni ero così abbattuta che non volevo più andare avanti.

Mi sono chiesta se stessi esagerando, ma il punto era un altro: il lavoro mi stava portando via tutte le energie e la produttività diminuiva.

Questo ha amplificato la mia ansia. Ho pochissimo tempo da dedicare alla mia passione e vedere il lavoro fermo a un palo non mi ha dato certo sollievo.

Così ho passato un intero giorno in burned out!

Poi ho respirato a lungo, ascoltato gli incoraggiamenti di qualche amica e sono ripartita.


Ripartire dopo uno stop


Essere saldi sui propri obiettivi

Ho deciso di non modificare il mio piano di lavoro. La ragione è semplice: è un ottimo piano.

Dunque il problema è soltanto la mia motivazione e la mia energia, così è su queste cose che ho lavorato, attraverso vari strumenti che già utilizzo nella mia vita quotidiana, quando lo stress cerca di prendere il sopravvento.

Ferma sulla mia idea iniziale ho tenuto alta la fiducia in me stessa e ho modificato il modo in cui stavo portando a termine il mio piano.

Stampare il manoscritto

La correzione su PC mi stava facendo perdere il senso del lavoro da fare.

When you write a book, you spend day after day scanning and identifying the trees. When you’re done, you have to step back and look at the forest.

King, Stephen. On Writing: A Memoir of the Craft

Per fare ciò che suggerisce il maestro, avevo bisogno innanzitutto di avere ben presente la foresta. Così ho deciso di rompere gli indugi ambientalisti e collocarne un derivato sul mio tavolo di lavoro!

Ho stampato il manoscritto e, con i dovuti margini e interlinee, ne è venuto fuori un coso di più di 500 cartelle.

Ho cominciato a correggere a matita (perché la matita? Non lo so!) seguendo i punti che ho precedentemente descritto, decisa a compiere tutto il lavoro di correzione cartacea in una sola volta, per poi passare alle correzioni sul file.

Errore tremendo 🙁

Non funzionava. Mi sono accorta che la mole di carta pasticciata di fronte a me cresceva troppo in fretta e insieme a lei la mia ansia da prestazione.

Allora ho cambiato di nuovo metodologia, anche perché le correzioni erano davvero tante e la matita tipo HB si stava accorciando parecchio!

Ho cominciato a correggere su file mano a mano che procedevo con la correzione del capitolo su carta e, puff, la situazione è cambiata!

Mi sono sentita più sicura delle correzioni che avevo apportato, rendendomi conto subito che erano efficaci e che miglioravano il testo! Viva!

Questo ha contribuito a migliorare l’autostima e la forza di volontà e a farmi ripartire con il piede giusto.

Non mi illudo di certo che il lavoro, solo grazie a questo piccolo escamotage sia diventato improvvisamente più semplice.

Di sicuro non lo sarà, sono soltanto all’inizio, ma almeno ho trovato abbastanza presto una soluzione che mi permette di andare avanti più motivata di prima.

Felice che il romanzo stia migliorando parecchio, insieme al mio umore e alla voglia di andare avanti nel difficile mestiere che è quello dello scrittore, perennemente esordiente 🙄

E voi care Volpi, avete mai dovuto affrontare una prima revisione così faticosa?
Quali sono le strategie che avete messo in campo per uscirne vive?

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Calogero
Calogero
5 anni fa

@ Elena: Come direbbe L’uomo bicentenario di Asimov nella trasposizione cinematografico con protagonista il compianto Robin Williams “Uno è lieto di poter servire” 🙂

In realtà, su fogli usati ci ho vergato a matita un’intera trilogia… il fatto è che poi il testo ho dovuto anche batterlo a pc. ‘Na sudata…

mariateresasteri
5 anni fa

Capisco in pieno lo stress, l’ansia e il sentirsi sopraffatti. Direi che hai affrontato tutto brillantemente! Mi piace l’elenco che hai fatto, direi che è un’ottima sintesi delle questioni da affrontare in una revisione.
Anche per me la revisione è una fase impegnativa, passo e ripasso sui capitoli molte volte fino a quando non sono “abbastanza” soddisfatta. Forse il problema principale per me è proprio capire quando mettere fine a questo lavoro. A volte faccio troppe modifiche e soprattutto aggiunte. Da qui i miei scritti prolissi 😛
Per fortuna la revisione è una di quelle attività in cui l’esperienza insegna molto 🙂

mariateresasteri
Rispondi  Elena
5 anni fa

Eh magari, no, io sono ancora molto lenta, impiego tantissimo tempo a fare questa benedetta revisione. Però c’è anche da dire che per me la revisione termina quando do in lettura il libro ai beta reader. E quindi sono spronata a finire proprio per farlo leggere 🙂

Barbara
5 anni fa

Quando arriverò alla revisione, te lo saprò dire!
I racconti non fanno testo, essendo brevi la revisione la fai in un batter di ciglia, una due tre quattro volte. A ogni nuovo paragrafo scritto, revisioni i precedenti e proseguo. Il finale, il più delle volte, è il primo ad essere scritto.

Rosalia Pucci
Rosalia Pucci
5 anni fa

Coraggio Elena, la fase della revisione è la più dura, non c’è più il trasporto della prima stesura, avere a che fare con l’io censore può demoralizzare. Per me anche se faticosa, è la fase più bella, nella revisione è come lavorare di scalpello. Mano a mano che procedo, il romanzo assume la forma che aveva nella mia mente. Una faticaccia che dà un’enorme soddisfazione. Non ti scoraggiare e vai avanti!

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