Up to you, Mrs President!

Le prove, si sa, non finiscono mai, e proprio quando si pensa di essere “al buono”, ci si accorge di avere ancora molta strada da fare.

Accade anche a voi?

Forse perché più impariamo e più misuriamo i nostri limiti. Questo è il bello di un percorso di : non sentirsi mai arrivati, essere sempre in viaggio.

Up to you, Mrs President

Questo week end ero a Domaso, alle pendici della Valtellina, zona tanto amata dalla nostra amica Sandra.

Mi trovavo a presiedere la regata zonale di RS Feva e RS 500, valida anche per le selezioni del Trofeo CONI.

6 prove con uno scarto previsto, percorso tecnico a bastone, 2 giri per i feva e 3 per i 500. Partenza con la Papa, che dovremmo conoscere tutti eppure qualcuno in OCS è rientrato dagli estremi.

Se avete dubbi sul significato della bandiera Papa, potete leggere questo articolo.

Non ho avuto tante opportunità di presiedere regate e dunque ogni occasione per me è buona per utilizzare al meglio l’esperienza già fatta e cercare di fare un buon lavoro. Ci sono riuscita?

La commissione più severa è formata da me medesima. Il resto non sta a me dirlo.

Anche perché quest’anno, come vi annunciavo in questo post, dovrò sostenere a fine agosto, a Viareggio, l’esame per il passaggio a Ufficiale di regata Nazionale, passaggio per cui mi sto preparando da più di due anni.

Diventare una Ufficiale di Regata Nazionale

Certe volte me lo chiedo.

Cosa mi spinge a fare un ulteriore salto di qualità e diventare un Ufficiale di regata Nazionale, ovvero un giudice di regata titolato a gestire e partecipare a regate di carattere nazionale, di complessità e importanza diversa da quelle gestite dalle Zone o dai circoli direttamente?

Credo che la risposta stia nella mia indole: se qualcosa mi appassiona voglio andare fino in fondo, comprenderne i tratti completamente.

Con la vela è così: voglio essere in grado di affrontare situazioni sempre più complesse e sfidanti. Non sono certo una che si siede su ciò che ha conquistato.

Per questo mi sono buttata in questa avventura.

Il percorso per diventare UdR Nazionale

  1.  svolgere per un periodo congruo (almeno due anni) il ruolo di Ufficiale di Regata Zonale e partecipare a un numero adeguato di manifestazioni come UdR
  2. seminario di preparazione per il percorso nazionale residenziale di tre giorni, cui si accede su ammissione in base a titoli, referenze di Ufficiali Nazionali o Internazionali, e pratica sul campo. Il mio è stato a Tirrenia
  3. regate di formazione in cui il Presidente svolge un’attenta valutazione sulla preparazione del candidato in merito alla gestione della regata
  4. esame per il passaggio a UdR Nazionale, che consta di una valutazione in campo di regata, nel quale, se non ho capito male, dobbiamo svolgere ogni ruolo possibile in capo a un ufficiale di regata e sostenere un test finale e un colloquio orale.

Non vi nascondo che si tratta di un percorso oneroso e graavoso, per il quale mi sto preparando da tempo.

Qual è il ruolo di presidente in una regata?

Dopo aver fatto regate di formazione importanti come quella di Dervio dell’anno scorso e quella di Genova del CICO quest’anno, mi mancava aggiungere un po’ di esperienza come presidente di Comitato di Regata.

Insomma, sabato e domenica stava a me dirigere la regata e l’ho fatto in condizioni molto difficili, tanto per cambiare 😳

Circolo organizzatore l’associazione Per Sport di Matteo Migliavacca, le barche RS Feva e RS 500 di matrice inglese, uniche barche in doppio su cui possono correre un adulto e un bambino.

Armo spinnaker per i Feva, gennaker per i 500, queste barche possono far sperimentare una conduzione tecnica notevole, compreso il trapezio per il prodiere.

Mi sono subito resa conto della complessità del ruolo. Per darvi un’idea e in modo del tutto non esaustivo (quando avrò più esperienza magari ci scriverò un post apposito), vi elenco i compiti di un presidente di comitato di regata:

  1. Controllare e rilasciare al Circolo che le pubblica le Istruzioni di Regata, ovvero il modo in cui si disputerà la gara
  2. Verificare l’assistenza in acqua, la disponibilità di tutto ciò che serve alla regata, verificare elenco iscritti
  3. Posare il campo di regata così come previsto dalle Istruzioni, gestendo il coordinamento dei posaboe, che fisicamente posano le boe in acqua, lo abbiamo spiegato qui, e contestualmente assegnare compiti e funzioni agli UdR presenti in Comitato. Cos’è un Udr? Scoprilo qui.
  4. Prendere tutte le decisioni relative alla gara, quali: gestire la partenza, l’eventuale cambio di direzione di vento, monitorare la conduzione equa della regata, i tempi limite e i tempi target
  5. monitorrae lo stato del campo di regata, ad esempio la tenuta delle boe
  6. Prendere gli arrivi (una regata non si puo’ rifare, bisogna prenderli tutti e nel giusto ordine!)
  7. Preparare le classifiche
  8. Se il comitato è unico, discutere le proteste, ovvero dirimere le quetsioni tra i concorrenti
  9. E vabbè, la cosa più divertente e leggera: premiare i vincitori!

Non ho detto tutto, soprattutto non ho citato il compito più complesso: coordinare e sovrintendere a tutti i compiti svolti dagli altri!

Che ve lo dico a fare, ovviamente tutte queste attività mi spaventano sempre non poco, ancora non ci ho fatto l’abitudine. Chiedete a chi vive con me quanto ho rotto le scatole con dubbi, verifiche, anticipo di eventuali problemi.

Il quid del Presidente

Già perché una delle più importanti caratteristiche del Presidente di Comitato di Regata è la capacità di prevedere gli eventi prima che accadano. E mettere in campo le manovre eventualmente correttive.

Anche a costo che tutti ti guardino come una menagramo o una Mrs President eccessivamente pignola!

Ma il segreto è proprio questo, ed è proprio questa, insieme alla capacitò di avere una visione “alta” della regata, la caratteristica che intendo affinare prima di agosto.

Certo dovrò studiare un bel po’, ma non c’è niente di meglio che sapere di non sapere. E non fermarsi mai.

Il bello è che non siamo mai soli

E questo è vero, anche se a volte non ce ne accorgiamo. Potenzialmente intorno a noi ci sono mani tese, sta a noi vederle e, se serve, afferrarle.

E allungare la nostra anche quando non sarebbe compito tuo.

Un Presidente è un Presidente, non un Papa. Possiamo anche dare una mano a fare le classifiche quando l’organizzazione è in difficoltà, dividere in due le salamelle per la grigliata della sera con i regatanti, o aiutare il posaboe quando, da solo, a fare tutto non ce la fa.

Per la vela facciamo anche questo. Niente puzza sotto il naso, almeno, non io.

E sapete cosa resta quando mi rimetto in auto per fare (tanti) chilometri stanca per tornare a casa?

Riconoscere di aver ricevuto il prezioso supporto di qualcuno che in acqua vigila perché tutto ti vada bene (grazie, Carlos!)

O che a bordo cerca di fare del suo meglio per dare il suo contributo alla buona riuscita della manifestazione che ti è stata assegnata (grazie Francesco e Francesco! A me assegnano UdR con lo stesso nome, così, anche se non rimba, non mi confonco 😆 )

Up to you, Mrs President!

Insomma, anche questa è andata.

Se ho fatto tutto come volevo? No.

Ma 6 prove erano previste e 6 prove abbiamo disputato.

Con un campo con condizioni, soprattutto sabato, di vento instabile che mi ha costretta a cambiare il campo ogni santa prova, ma che ha visto i ragazzi divertirsi, fare tante scuffie (il vento non era niente male ) e partire quasi sempre bene, nonostante le condizioni di onda e la corrente.

E guardate un po’ la coppia che ha vinto la regata, come arriva bene a tagliare la linea di arrivo!

Ora mi manca solo di arrivare sana a fine agosto! Ci proviamo, care Volpi!

 

Commenti

  1. Complimenti Elena, hai svolto un compito difficilissimo al meglio, brava! Non mi stupisce, anche se non ci conosciamo dal vivo, mi sembra di capire che sei una gran professionista e che metti passione e dedizione in tutto ciò che fai. Un bell’esempio per tutte noi;)

    1. Ciao Rosalia, diciamo che non mi piace fare le cose tanto per farle… Chissà se all’Elba organizzano regate, magari se divento nazionale ci sarà occasione

  2. Brava Elena
    Io sono UdR Nazionale e sono riuscito, con fatica, ad appasionare qualche amico a diventare UdR; in particolare la sorella del Presidente del mio Circolo che è UdR zonale e non riesco a convincerla a dare esame per quello Nazionale. Spesso stiamo insieme e mi chiama “maestro”; un po’ la prendo in giro per tale epiteto che mi ha affibbiato. Sono stato su vari laghi e parti di Italia; anche sul Lago Maggiore e, se ti capita di essere chiamata, ti consiglio di andarci. A Luino ed al Circolo di Stresa ho incontrato persone squisitamente gentili e disponibili per chi scrive che viene dal sud (Napoli). Cordiamente

    1. Buon giorno Domenico, grazie per la tua testimonianza e benvenuto nel blog! Sai in questo come in altri mestieri quando incontri qualcuno che ti dona ciò che sa con generosità e umiltà te lo tieni stretto! Capisco la tua amica e nostra collega. Quando devi gestire situazioni nuove, sapere che hai qualcuno accanto che non fa le cose per te ma che ti sostiene, è molto importante. Per il resto la scelta di andare avanti matura da sé. Confesso che se non fossi stata spronata da una collega e dal mio capo sezione penso che non mi sarei ficcata in questo guaio dell’esame da Nazionale! Poi ti aggiorno su com’è andata! Buon vento!

  3. Mi piacerebbe proprio vederti in tenuta da Presidente di regata! Ti capita mai di passare per il lago di Garda? Se mai, fammi un fischiolo che in un’oretta ci sono veloce veloce! 😉

    1. Oddio, ho penzoloni al collo ogni genere di dispositivo, non sono tutto sto gran che!
      Al Garda sono venuta a fare l’esame da Zonale a Salò. Se mi chiamano (per me è fuori zona) contaci!

  4. Sì, è vero non sei per nulla vicina alle mie zone del cuore – grazie per la citazione – io in quel lago ho fatto diversi bagni, ma soprattutto molti giri, passeggiate e gelati. Bravissima tu che ti metti alla prova, con prove tanto difficili.
    Un bacione e a presto su questo lago

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