Scrittura creativa

Cambio io, cambia anche il blog

La scorsa settimana il blog ha compiuto 7 anni. Un traguardo importante per me anche se è passato in sordina, per via di tante cose che stanno accadendo nella mia vita, non tutte eccelse a dir la verità. Una fase di cambiamento che coinvolge anche ciò che scrivo.

Cambio io, cambia anche il blog. E dire che non sono superstiziosa! Giunta fino a qui, ora devo solo trovare l’energia per superare la più classica delle crisi coniugali, quella del settimo anno!

Mi piace questa metafora del matrimonio, rileggendo ho deciso di tenerla perché il blog per me è un po’ la stessa cosa: mi ci sono innamorata a prima vista, sull’onda dell’entusiasmo ho dedicato tempo, amore, cura, attenzione. Anche fatica, perché la relazione con i lettori cresce costantemente e dev’essere sempre nutrita, vivace, attiva.

Un blog può subire dei rallentamenti energetici, proprio come un matrimonio. Può invertire la sua rotta e percorrere strade inedite, entusiasmarsi e consolidarsi, nell’ambito di un rapporto che diventa una sorta di impegno costante per ciascun blogger. Lo è anche per me.

Tenere viva questa relazione, superando gli ostacoli e gestendo i picchi e i cali di energia, è un compito che mi affido giorno per giorno, anche se ormai da tempo esce solo un articolo a settimana. Scriverlo richiede un pensiero attento a cogliere ogni sfumatura del tema che ho scelto lungo tutto l’arco della settimana. Solo chi ha un blog può comprendere l’impegno che occorre.

Tranquille, Volpi. Oggi la riflessione non riguarda l’ipotesi di chiusura del blog, anche se sull’onda degli avvenimenti degli ultimi mesi, per la prima volta l’idea mi è balenata in testa. Ma sono ancora qui.

Piuttosto mi chiedo come poter far entrare nella casa di questo blog il cambiamento che si sta facendo strada dentro di me.

Cambio io, cambia anche il blog

Cambio io, cambia il blog

La scorsa settimana è stato il momento in cui ho portato a termine un percorso ricchissimo: il Master per ottenere le credenziali di Coach PCC certificato. Un lavoro su me stessa cominciato in pandemia, che questo mese troverà, mi auguro, compimento.

Durante il faticoso esame scritto di sabato mattina, 3h15 ininterrotte di risposte sui temi affrontati nel corso, ce n’era una che mi ha riguardata molto da vicino: Cosa hai imparato da questo Master su te stessa?

Nell’eseguire il compito assegnato mi sono accorta che i cambiamenti sono stati così ampi e significativi da richiedere molte risposte, non una soltanto.

Qui le sintetizzo selezionandone alcune, per non ammorbarvi e al solo scopo di condividere con voi cosa ho appreso e cominciare a segnare una strada di cambiamento che non può escludere la mia scrittura e quindi il mio blog.

In questi due anni di Master ho imparato a:

  • ascoltare e ad ascoltarmi
  • non identificarmi con qualcuno o qualcosa, ma semplicemente essere
  • riconoscere le mie convinzioni limitanti e a trasformarle in forza, per andare avanti su nuovi terreni
  • smascherare schemi di comportamento vecchissimi che non “funzionavano” più e a sostituirli
  • scoprire nuove abilità e capacità
  • celebrare e valorizzare la mia eleganza, la mia radiosità
  • capire che posso essere forte senza difendermi perché non c’è nessun attacco se non lo percepisco come tale
  • acquisire il famigerato coaching mindset, che mi sarà molto utile per affrontare le prossime sfide della vita

ma, soprattutto, ho imparato a

  • guardarmi con gentilezza e amore
  • a essere ciò che desidero, perché ho contattato le risorse per farlo

Tutto ciò entrerà nella mia vita, è già entrato, e dunque sarà nel blog, che subirà dei cambiamenti, in particolare in due direzioni:

  • la voce e il modo in cui esporrò i miei contenuti
  • l’aspetto del blog

Cambierà la voce del blog e il modo in cui tratterò gli argomenti

Non vi nascondo che la prima cosa che ho pensato, possedendo un dominio a mio nome, è stato immaginare una rubrica esclusiva dedicata al coaching.

Esiste già una pagina, questa, e una mia biografia, qui, in cui evidenzio alcune parti di me che si esprimono all’interno di questo blog.

Creare una rubrica ad hoc come quella sulle Pillole d’Autore ad esempio, potrebbe essere utile a chi non conosce il coaching e vuole approfondire l’argomento. O magari per lettori più recenti che sono interessati alla crescita personale piuttosto che alla scrittura, una delle categorie più seguite del blog.

Potrei addirittura collegare una mailing list dedicata, in modo tale che chi lo desidera possa ricevere solo gli articoli relativi al coaching.

Ma ho veramente le risorse per curare nel lungo periodo una rubrica dedicata? E con quale scopo? Far diventare il blog una sorta di “lavoro”? Di vetrina? Mah.

No, non mi convince. Ora come ora sono propensa ad escludere questa opzione.

Forse non si tratta di creare una nuova rubrica. Forse il punto è cambiare il tono di voce del blog e lasciare che questo cambiamento arrivi anche nel modo in cui tratto i miei contenuti tradizionali, ovvero scrittura e comunicazione.

La comunità di lettori si modifica di continuo, c’è sempre un prezioso zoccolo duro che mi segue, ma c’è sempre qualcuno che se ne va. E’ il normale corso delle cose. La mia attenzione particolare va soprattutto ai miei lettori e alle mie lettrici più affezionate, quelle che mi seguono da anni e che leggono ciò che scrivo perché si riconoscono.

Questo rapporto privilegiato non è un monolite. I nostri cambiamenti, impercettibili ma costanti, sono già presenti in ciò che scriviamo, anche senza accorgercene, lo testimoniano i primi articoli di questo blog.

Il mio sguardo sulla scrittura è sempre meno rivolto alla promozione dei miei romanzi e sempre di più allo scrivere come atto in sé, come libera espressione di quel potere della comunicazione che è insito in ciascuno di noi e che dobbiamo soltanto scoprire.

Il mio lavoro sulla comunicazione emotiva, sulla potenza delle immagini letterarie, sul senso e sul contenuto della vita e di come non disperderlo, saranno nutriti da quell’elenco di cose che ho imparato dal coaching che ho illustrato poco sopra (vai a rivedere l’elenco).

Cambio io, cambia il blog. Ma non sarà stravolto.

Come entrerà il coaching mindset in questo blog? Questa è la sfida dei prossimi mesi. Starà a voi dire se la percepite e soprattutto se vi convince.

Cambiare l’aspetto del blog

Primum filosofare, deinde cambiare l’aspetto del blog!

Questa riflessione sul cambiamento mi porta a pensare di fare qualche modifica anche all’aspetto del blog.

Non avrei potuto immaginarla senza che tutto ciò di cui vi ho parlato fino ad ora si palesasse consapevolmente dentro di me.

C’è un’esigenza che voglio cogliere e che viene da un esercizio di focusing fatto proprio per capire meglio cosa stesse succedendo dentro di me. E’ emersa una parola bellissima: leggerezza.

Ed è proprio quello che farò: con i miei tempi (sono come sapete un’autodidatta del web) donerò più leggerezza al blog.

Ci sarà sempre la call to action alla fine di ogni articolo e mi adopererò per fare in modo che il contenuto sia sempre più coinvolgente, ma alleggerirò giudizi e commenti personali per allargare lo spazio a voi lettori.

Aggiungere leggerezza significherà probabilmente cambiare i colori fondamentali del blog, togliere cose che non servono, e forse, in barba alla SEO, alleggerire anche gli articoli in termini di lunghezza e dunque di “peso”.

Resterà soltanto ciò che non può essere rimosso: il cuore e la testa della vostra Volpe di casa. Quelli vi garantisco che continuerete a riconoscerli.

Cambia il blog, cambierete anche voi?

Questo è il vero tema, quello che per certi versi più mi preoccupa.

Se cambia il blog, cambierete anche voi? Ovvero resterete o fuggirete per altri lidi?

So bene che quando cambiamo, anche il mondo intorno a noi cambia. Persone si avvicinano, altre si allontanano, non c’è niente da fare, chissà quante volte vi sarà capitato di osservarlo, nella vostra vita.

Qualcuno potrebbe non apprezzare un cambio di tono e decidere di andare. Molti lo hanno già fatto. Non provo nessun risentimento, anzi, colgo l’occasione per ringraziarli comunque della strada che abbiamo fatto insieme.

Una ricchezza cui tutta questa riflessione è dedicata.


Cari lettori, affezionati o passeggeri, vi chiedo di offrire il vostro punto di vista su questa riflessione.


Cosa vi piace e cosa non vorreste veder cambiare?

Cosa non consultate o leggete proprio mai?

Quali colori vi attirano e quali vi respingono?

A proposito di colori… a me leggerezza in questo momento fa venire in mente un bell’arancio caldo o un verde prato al posto del fucsia e del carta da zucchero. E a voi?

Attendo vostre. Un saluto, care Volpi!


24 Comments

  • Marco Freccero

    Io non scapperò altrove, continuerò a bazzicare da queste parti 😉
    L’arancio potrebbe essere un buon colore. Per il resto: questa è casa tua. Fai quello ch ritieni più giusto per te. Se qualcuno non gradirà la rotta: pazienza. Non possiamo piacere a tutti.

    • Elena

      Grazie Marco. Arancio caldo e forse un po’ di verde
      Farò qualche prova, stai certo che ci vorrà tempo ma il cantiere, almeno l’idea di cantiere, è aperto! La mia casa l’ho aperta al pubblico 7 anni fa, bisognerà che ci badi il giusto

    • Elena

      Tengono molto in considerazione i tuoi problemi suggerimenti, dall’alto dei tuoi, quanti sono, 10 anni di blogging? Di più? Sei una highlander della rete
      Sai che forse sono proprio i traguardi che vedo sfocati? Se mi volto indietro non ci credo che sia passato già così tanto tempo! Ma è già buono pensare di andare avanti, non lo do affatto però scontato. Grazie

  • Luz

    Io sono convinta che ogni cambiamento sia una necessità e sia doveroso, senza tradire il nostro progetto iniziale. Io resterò fedele alla Elena Ferro che ho imparato a conoscere, quindi buttati. Se devo dirti qualche mia preferenza, io detesto il rosa, ecco. 🙂 Mi piacciono in generale i post sulla scrittura, sugli interessi personali, recensioni, viaggi, ecc. Non apprezzo molto la lunghezza eccessiva, la ridondanza, ma questo è un principio generale che segnalo senza per forza riferirmi a te, ovviamente. Buona nuova avventura!

    • Elena

      Ciao Luz, grazie per il prezioso contributo. Mentre ti leggevo pensavo che in fondo il cambiamento è già in atto, pensare ai colori significa che in parte è già avvenuto. Ho adorato il rosa Schiapparelli ma ora non lo reggo più e non vedo l’ora di trovare una soluzione più adatta alla me del momento. Sono contenta che tu stia apprezzando diverse tipologie di post, non ho intenzione di variare i temi o ridurli ma snellirli sì. Trovo sempre più faticoso leggere post molto lunghi con molti temi proposti, qualcosa che qualche volta mi riguarda e su cui voglio lavorare. In fondo è un momento di crescita generale, voglio coglierne ogni aspetto. Un abbraccio e grazie per esserci (e bello che mi hai chiamata per nome ☺️)

  • franco gabotti

    Scriverti per dire che sei brava non ti servirà un gran ché perciò evito i complimenti, se non altro mi aggancio a quelli impliciti che non esprimo per assicurarti il mio interessamento anche nel futuro.
    Da parte mia penso che rimarrò in punta di piedi come un ospite ma goloso di ciò che il blog offre.
    A proposito di blog quello delle Volpi è l’unico che frequento perché ne apprezzo la qualità, mi incuriosiscono gli argomenti, tutti, ed il modo di proporli.
    Se hai maturato l’esigenza di un cambiamento mi sembra comunque un buon segno di per sé e so che mi posso fidare.
    Forse un clima diversamente funzionante potrebbe essere quello che prevede una maggior interazione incrociata tra i frequentatori ma ciò prevede anche una reciproca conoscenza che non c’è, almeno nel caso che mi riguarda.
    A me piace tanto anche il rosso inglese (più caldo del fucsia) semmai si potesse pensare ad un accostamento bicolore un po’ osé, come se l’arancio vitale potesse spiccare sulla sua parte che rimane in ombra riflessiva.

    • Elena

      Ciao Franco, grazie di cuore per le tue parole quelle esplicite e quelle implicite! Mi lusinga sapere che mi segui con tanta attenzione e fiducia, mi impegno a esserne all’altezza, davvero. Sarebbe molto bello se i lettori interagissero di più tra di loro, non so se esista un format dei commenti che faciliti questa condivisione, cercherò. Intanto forse potresti cominciare tu, magari rispondendo a qualche commento che ti stimola. O in che altro modo?
      Infine, grazie per la dritta sui colori! Non conoscevo il rosso inglese, o meglio, non sapevo che quella tonalità si chiamasse in quel modo… Se capisco bene suggerisci due colori… sto pensando a qualcosa che sappia di ombra… vediamo cosa ne viene fuori.

  • Giulia Lu Mancini

    Sette é un bellissimo numero, è il mio numero preferito anche se non so bene perché, non ha un significato particolare ma mi piace, quindi buon settimo anniversario. Se il cambiamento non lo si subisce ma nasce da dentro è sempre positivo, nel tuo caso mi sembra sia così e quindi ben venga. Sui colori il verde prato è bellissimo, io amo i colori pastelli, tipo azzurro, verde, celeste (si vede anche dal mio blog che ha un colore azzurrino). C’è anche l’arancio volpe che nel blog ci può stare…

    • Elena

      Ciao Giulia, bella questa discussione sui colori, dicono tanto di noi e del momento in cui siamo. Penso che l’arancio caldo stia prendendo sempre più piede. Il verde si abbina molto bene ma che ne pensi del rosso inglese proposto da Franco? Quanto al 7, vai di cambiamento allora! Era un numero che fino a ora non mi aveva mai colpito più di tanto ma dopo il tuo entusiasmo lo riconsidererò di certo e sulle Volpi sarà sempre il simbolo del cambiamento

  • newwhitebear

    Cambia il blog? Ok ma le persone non cambiano e ti seguirò nel nuovo corso. Leggo quello che mi piace e mi mi trovo bene.
    Colori? Suggerimenti? Zero. Segui le tue inclinazioni su questo versante. La qualità del blog non si definisce coi colori ma con i suoi contenuti.

    • Elena

      Ecco, un pò di sano pragmatismo ci voleva! Sarà una cura quotidiana quella sui contenuti, ma lasciami svolazzare un pò sui colori e vediamo cosa ne viene fuori. C’è qualcosa di cui non ho parlato nel post e che senti di suggerirmi?

  • Sandra

    Parto dai colori e appoggio la scelta del verde, che veicolerebbe anche un messaggio di sostenibilità green.
    Vedo ovunque grandi cambiamenti, io per prima. Credo che i due anni appena trascorsi abbiano condizionato tutti noi, era inevitabile, un cliente di Milano che ha lavorato in smart working nella campagna toscana, al momento di rientrare si è licenziato! Questa è una situazione un po’ estrema, ma rende l’idea del processo evolutivo in atto un po’ per tutti, per chi ha voglia di coglierlo perlomeno. Come Luz, anch’io non amo i post troppo lunghi, questo in generale in tutti i blog, anche se capisco bene come per molti argomenti i temi da trattare siano diversi ed è bene approfondirli. La sintesi va fatta bene altrimenti si rischia di scrivere un post tronco. Credo profondamente nell’autenticità in rete, segui e fai ciò che senti tuo e che ti fa stare bene.

    • Elena

      Ciao Sandra, sto lavorando ai colori e per ora l’arancio caldo è in pole ma ho un bozzetto verde che mi piace molto. Vedremo. Si, tempo di cambiamenti, una delle poche cose positive che questo lungo inverno dell’umanità ha portato con sé. Andrà tutto bene dicevamo, ricordi? Ci credevamo tanto e nonostante tutto è stato così. La cosa importante è essere sempre in sintonia con se stesse, anche se per farlo occorre trovarci. Un lavoro faticoso, ma tu lo sai bene. Il post che sto preparando per la prossima settimana voleva essere più breve ma risulta sempre un pò lunghetto . Su questo devo ancora lavorarci…

  • Marina

    Bel traguardo, sette anni! Sai che nella Bibbia, sette è il numero della perfezione, della completezza, della totalità? Quindi, per me, un cambiamento ci sta tutto: raggiunta la “perfezione”, si va verso un nuovo traguardo da perfezionare. Spingere il piede su tematiche nuove può essere rinvigorente e appoggio anche l’idea di cambiare grafica e colori: il verde mi piace. Io, se proprio devo dirti la mia, trovo troppo come dire freddo, didascalico, il carattere dei testi, ne sceglierei un altro, ma i contenuti sono tutti pienamente godibili. Insomma, carica e propositiva e,soprattutto, congratulazioni per il conseguimento del certificato.

    • Elena

      Ciao Marina, non conoscevo il significato simbolico del numero 7, ti ringrazio per averlo segnalato. Dalla perfezione sono lontana ma la completezza, nel senso di sentirmi un intero, a quella mi sento più vicina. Ci sono voluti anni per capire cosa volevo dal mio punto blog e sono giunta alla conclusione che non voglio nulla! Non sempre è necessario avere un obiettivo cui tendere, si può scrivere solo per il piacere di farlo e di essere letta da chi lo desidera. Raggiungere questa serenità mi ha aiutata in questi anni difficili per tutti in cui ho capito una cosa : voglio fare ciò che amo e basta. Qualche volta mi va di sperimentare e lo faccio, altre mi accoccolo nelle rubriche consolidate del blog. Alcuni temi sono passati, inevitabilmente trascurati causa modifiche allo stile di vita (es, vela). Ma sono spero solo stop temporanei. Sarò ogni settimana ciò che ho voglia di essere senza aspettarmi nulla. E se il tempo e le risorse mi accompagneranno, continuerò a studiare. Non ho mai smesso. È l’attività più bella della mia vita. Grazie per le congratulazioni e per l’incoraggiamento. Ps: ho cambiato carattere, non so se si nota. Fammi sapere

  • mattinascente

    “… voglio fare ciò che amo e basta …” Approvo pienamente!!! Fai ciò che ti dice il cuore; le capacità, la sensibilità, la curiosità, mi sembra proprio che non ti manchino, quindi vai … Colori? Sono una fanatica dell’arancio!!! Buon cambiamento e buon fine settimana.

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