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Il rapporto tra lettura ed emozioni

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Perché un post per indagare il rapporto tra lettura e emozioni?

C’era un gioco cui i “grandi” giocavano di continuo e che mi metteva fortemente in imbarazzo: era il gioco del “Cosa vuoi fare da grande?”, una domanda ricorrente, che divenne un must quando superai il secondo anno delle medie. Su questo blog ho ospitato un guest post di una cara amica in cui racconta, per la rubrica Storie di donne, la sua esperienza in proposito.

E’ molto gustoso, lo trovate qui.

Non avevo le idee chiare, non ho mai saputo rispondere a quella domanda. Perché avrei dovuto? Ero solo una ragazzina che pensava di avere il mondo nelle mani.

Questo mese è passato quasi senza accorgermene: giorni frenetici che si sono portati via quel poco di buone abitudini che avevo attivato (mannaggia!): lo yoga mattutino, la meditazione, le camminate veloci.

Per contro, mi sono iscritta da qualche settimana a una palestra on line e ho scoperto la ginnastica posturale, che adoro (anche la mia schiena apprezza molto :) ).

Ho anche ripreso a leggere di buon grado, terminando in un paio di settimane il romanzo Il profumo di Süskind .

Questa lettura ha ridestato in me la voglia di scrivere, voglia che dopo la pubblicazione di Càscara si era un po’ sopita. Ho pensato che la miriade di nuove emozioni che questa lettura mi ha sollecitato abbia avuto un effetto positivo sull’intera me.

Proprio per questo ho selezionato 10 domande: indaga il rapporto tra lettura e emozioni per capire come i libri influenzano il tuo umore e persino le più consolidate abitudini.

Indaga il rapporto tra lettura ed emozioni

Torno a scrivere di emozioni e in particolare del rapporto tra lettura e emozioni. Per una lettrice come me, incline allo studio e all’approfondimento, la componente emotiva della lettura è qualcosa di impercepito, di talmente naturale da non essere mai al centro dell’attenzione ma, semplicemente, vissuto.

Mi rendo conto di quanto sia importante percepire ed essere consapevoli della qualità delle emozioni provate, anche quando sono suscitate da un testo scritto da altri, ecco perché indagare il rapporto tra lettura e emozioni è un viaggio interessante dentro noi stesse e le origini delle nostre scelte.

Indaga il rapporto tra lettura ed emozioni
Un luogo intimo, con luci soffuse e sufficienti, rappresenta lo spazio d’elezione per leggere essendo guidate dalle emozioni

1) A proposito di rapporto tra lettura ed emozioni: ti consideri una lettrice che si fa influenzare dall’umore? Quando ti senti giù preferisci leggere libri allegri, tristi o neutrali?

Certamente! Leggo generi differenti a seconda della condizione emotiva che attraverso. Per esempio, quando sono alle prese con un passaggio delicato della mia vita, metti una nuova consapevolezza o un nuovo ostacolo da superare, di solito leggo saggi che mi aiutino ad approfondire il problema e ampliare la mia “cassetta degli attrezzi”.

Vai dunque con saggi sul comportamento, approfondimenti tematici, testi semi scientifici e divulgativi (mai troppo specialistici, a meno che non si tratti di una mia speciale competenza già posseduta) capaci di accompagnarmi lungo la strada della crescita e dell’approfondimento.

(Ultime proposizioni di di lettura da questo punto di vista? Steiner)

Quando sono giù desidero leggere libri che abbraccino la mia sofferenza. Come quella intorno alla perdita del padre, alla sofferenza e alla povertà che descrive il grande Verga nella sua novella Rosso Malpelo.

Il mio rapporto con la narrativa pura è però di norma legato a periodi in cui sono serena, felice, soddisfatta. In questi momenti leggo romanzi, fino all’anno scorso soprattutto classici (Melville, Simenon, per esempio) dall’inizio dell’anno soprattutto contemporanei (Basso, La Gioia, Di Pietrantonio, altri).

Nella lettura dei romanzi cerco distrazione. Amo immergermi nella storia per trarne come beneficio consapevolezza, leggerezza, divertimento. Cerco personaggi capaci di farmi da specchio.

Mi piacciono le storie che propongono nei contenuti e nello stile qualcosa di complesso, articolato, a me sconosciuto. Quando sono euforica contatto autori apparentemente lontanissimi. E ne sono di solito entusiasta.

Quando ho necessità di evasione, ovvero quando sono oppressa da situazioni mentali molto cariche, vado di gialli (o thriller o noir). Non leggo romance, se non in alcuni, limitatissimi, casi.

Un’ultima cosa: ricordo di aver passato un periodo sentimentalmente molto difficile della mia vita, una quindicina di anni fa. Mia zia mi regalò Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, di John Gray. Mi ha fatto sorridere.


2) Crei delle liste di lettura sull’onda delle emozioni? Riesci a rispettarle?

Magari! Sono così piacevoli e ti danno un senso di poter tenere tutto sotto controllo… Ma non riesco a farle funzionare. Ne ho compilate alcune, all’inizio della mia esperienza di lettrice, ma difficilmente riesco a portarle a termine.

La condizione emotiva per me è essenziale. Quando compilo le ipotetiche liste sono in un mood che di solito è diverso da quello che provo quando toccherebbe a quel determinato libro. Così, lo scarto, lo tralascio, ne leggo un altro che in lista non era.

Non perché non mi piacciano più, quelli tornano tra gli scaffali della mia libreria da dove sono venuti (non riesco a buttarli o regalarli), piuttosto perché fuori dal contesto emotivo che ne ha generato l’acquisto o in attesa di terminarli nelle condizioni più favorevoli.

E’ di solito la situazione dei libri in attesa nel Kindle. Al momento:

  • Una avventura, di Gian Paolo Marcolongo
  • L’amore assoluto, di Alfred Jarry
  • Memoriale, di Paolo Volponi
  • Liberati della brava bambina, di Andrea Colamedici e Maura Gancitano
  • L’ombra del lupo, di Luca Cozzi
  • E una serie di romanzi di Henry Potter che avrei sempre voluto leggere ma non mi decido a farlo.

Altra cosa sono i libri delle TBR che comincio ma che, per una serie di ragioni, non finisco e che finiscono nella pila di libri che troneggiano sul comodino.

Quali sono le ragioni? Faccio fatica a superare lo scoglio dei primi capitoli oppure, è il caso della pila attuale, la loro densità richiede una lettura più meditata.

Libri attualmente sul comodino:

  • L’eroe dai mille volti, di Joseph Campbell
  • Upanisad
  • Respira che ti passa, di Jayadev Jaerschky
  • Il libro dei chakra, di Anodea Judith

Prima o poi li finirò tutti, perché leggo quasi tutti i libri che acquisto. Solo che l’ordine di lettura e i tempi per farlo cambiano.

Mi sa che le liste TBR non fanno per me :)


3) Le atmosfere dei libri quanto ti emozionano?

Sono pochi i libri che mi entrano sotto pelle e che diventano perciò capaci di toccare le intime corde dell’anima. Spesso sono quelli che non mi aspettavo.

Un esempio è Comédia Infantil, di Henning Mankell, un grande romanzo sulla capacità salvifica dell’immaginazione che mi ha profondamente commosso.  Ricordo ancora lo stato di confusione emozionale in cui sono rimasta per qualche giorno, non mi era mai capitato. E dire che l’ho scoperto per caso, dopo aver letto il Mankell giallista.

Riservo eterna gratitudine a Marsilio Editore per averlo inserito nel suo catalogo.

Anche perché provare emozioni leggendo aiuta anche a trasmetterle quando si scrive, attraverso lo storytelling. Leggi qui.


4) Usi la lettura per evadere, imparare qualcosa o riflettere in senso critico?

Riflettere in senso critico. Sono sempre alla ricerca di spunti per spingere più in là la mia conoscenza del mondo. La lettura di libri, romanzi, saggi, racconti, memoriali e tutto il resto è uno straordinario strumento sempre a disposizione per farlo.

Anche per riflettere in senso critico su me stessa.


5) Qual è il libro che ti ha fatto ridere di gusto?

Il cretino cognitivo, di Daniela Maddalena. La ragione? Ne ho riconosciuti tanti intorno a me. MI ha fatto bene prendere questa terribile realtà con un goccio di ironia. Consigliato.


6) Qual è il libro che ti ha fatto piangere o che ti ha commossa?

So che non dirò nulla di nuovo per tutti voi che lo avete letto, ma il libro che più mi ha fatto piangere in questi ultimi anni è Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini.

Non ho letto altro di lui, forse per non perdere la bellezza di quel ricordo. Ho fatto bene?


7) Il libro rispetto al quale non riesci proprio a capire quali emozioni ti ha trasmesso

I libri di Hernán Huarache Mamani e in particolare La profezia della curandera. Ho letto per la prima volta questo autore molti anni fa, in un contesto spirituale molto forte cui avevo preso parte, e ne sono rimasta positivamente colpita.

Con il tempo, rileggendo, ho assunto un certo distacco: non dai temi, sempre incentrati sul ruolo potente del femminile e della sua scoperta e riscoperta, ma dal modo in cui sono stati trattati. Forse, da lui.

Sono piuttosto incerta se si tratti di sincera visione o di una qualche forma di manipolazione. C’è qualcosa di artificiale in ciò che percepisco in questo autore che non riesco a decodificare.

Quindi, per rispondere alla domanda, è questo un autore, un libro, per cui non riesco a capire come mi fa sentire.

Può un uomo pensare di conoscere cosa nel profondo può generare la dea interiore? Ditemi voi…


8) Preferisci leggere in un giorno di sole o di pioggia?

E’ abbastanza indifferente.

Amo la pioggia, è più probabile che trovi il modo di uscire quando piove piuttosto che restare rintanata in casa a leggere.

Il sole invece mi fa venire in mente la spiaggia e lo sdraio, connubio perfetto per la lettura.

Anche se i libri li proteggo come fossero oggetti sacri da sabbia e salsedine!


9) Ti piace creare l’atmosfera quando leggi? Musica, luci, profumi…

Amo molto le luci soffuse, compatibilmente con la vista che cala inesorabilmente.

Brucio dell’ottimo palo santo, incenso dal profumo straordinario, che crea una bella atmosfera, ripulendo l’aria da ogni altro pensiero teso o negativo.

Adoro la musica di sottofondo, ma non per la lettura e tantomeno per la scrittura.

Diciamo che riesco a concentrarmi su una forma artistica alla volta :)


10) Passi da un titolo al successivo o hai bisogno di una pausa tra una lettura e l’altra?

Questa è una domanda che si applica con fatica al mio modo di leggere, perché io ho sempre più di un libro da portare a termine (vedi risposta n.2)

Di solito comunque ho bisogno di una pausa, che sarà tanto più lunga quanto il libro ha suscitato in me emozioni. Come se passare ad un’altra storia violasse l’intimo patto tra di noi che la lettura ha creato.

Qualche volta prima di cominciare un libro aspetto anche qualche settimana… Oppure mi dedico a letture meno emotivamente sensibili.


Ebbene care Volpi, le mie risposte terminano qui.

Quali di queste domande hanno sollecitato in voi una riflessione, un sorriso, un’identificazione?

Quali sono le emozioni che guidano le vostre letture?

Aspetto il vostro punto di vista nei commenti. Buona giornata!

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Cristina
4 anni fa

No, non ho mai letto il Faust di Goethe. Invece avevo letto da ragazzo il Doctor Faustus di Thomas Mann e penso che sia stata una delle letture più pesanti e ostiche della mia vita, al di là del fatto che non mi ricordo nulla!!
Sono del tutto d’accordo di assegnare a Luana il premio di suggeritrice di titoli dell’anno. :) La sua bravura consiste nel fatto di suggerire dei libri senza indicare troppo nella trama, e quindi non ti fa perdere la curiosità e la voglia di leggerlo.

newwhitebear
4 anni fa

Murakamo? Cosa non mi va? È un po’ tutti. Non riesco a calarmi nel suo mondo, come in quello degli altri scrittori giapponesi. Sono troppo distanti dalla mia visione della vita e poi quel continuo rimuginare la stessa idea alla fine mi infastidisce. Capita anche con gli scrittori russi, a parte Gogol e Cechov. Troppo prolissi.
Scrivere un post? potrebbe essere un’idea.

Cristina
4 anni fa

Bella questa proposta relativa ai libri, che sono sempre i nostri beniamini. :) Provo a rispondere in maniera scientifica alle domande.
1) Devo dire che leggo indipendentemente dall’umore, anche se, com’è ovvio, quando sono alle prese con un romanzo impegnativo, ci sono giorni in cui faccio più fatica e altri meno.
2) Creo delle liste o, meglio, ho il quaderno dove segno i titoli dei romanzi che mi piacerebbe leggere. Tuttavia non riesco mai a rispettarle, sia perché attualmente hanno la priorità i saggi universitari sia perché ho poco tempo. Quindi in realtà aspetto che i romanzi balzino fuori dal quadernino in maniera indipendente… mi è capitato con “La bambinaia francese” di Bianca Pitzorno che avevo segnato da una recensione di Luana Petrucci, e che mi ha raggiunto in tempi recenti.
3) Mi riempiono di gioia quegli autori che riescono a immergermi nelle atmosfere delle loro storie, ed è davvero emozionante. Il primo libro che lessi quest’anno “Il re e il suo giullare”, un romanzo storico che narra la vita del re Enrico VIII per bocca di lui medesimo, mi fece proprio quest’effetto: luci, suoni, odori, sensazioni tattili. L’autrice è superlativa in tutti i sensi.
4) A parte i saggi, che naturalmente hanno scopo di apprendimento, leggo per evadere, anche se dev’essere un’evasione intelligente e che quindi mi dia anche qualche spunto di riflessione. Non sopporto i libri fini a se stessi.
5) Ridere proprio non mi è capitato, ma due libri gustosissimi e che consiglio sono “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” di Roy Lewis e quello che sto leggendo ora, “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba, che tra l’altro mi ricorda la miniserie della mia infanzia.
6) Direi che a emozionarmi sono stati molti libri, l’ultimo che ho letto e che mi ha destato echi molto profondi è “Novantatré” del grande Victor Hugo, nella scena finale sono rimasta sconvolta. Nella mia lunga carriera di lettrice, anche “Centomila gavette di ghiaccio” mi ha commosso quasi alle lacrime e in generale tutte le testimonianze delle guerre mondiali.
7) “Trilogia della città di K.”, un romanzo di Ágota Kristóf. Non riesco neanche a capire se mi sia piaciuto o meno, sicuramente mi ha destabilizzato.
8) Leggo con qualsiasi clima! :)
9) Anche se sono in casa, non sento il bisogno di creare particolari condizioni di benessere. Ho la fortuna di leggere anche in mezzo al frastuono, in metropolitana, con la televisione accesa, nel chiasso. Anzi, più c’è rumore e più mi concentro. :)
10) Una volta avrei detto di leggere un libro di seguito all’altro, di recente ho preso l’abitudine di cominciarne tre o quattro e portarli avanti in parallelo, ma devono essere di generi diversi per mantenerli ben separati anche fisicamente. Quindi ne ho uno in borsa, uno sul comodino, uno in sala e uno in studio.

Grazia Gironella
4 anni fa

(Grazie di avermi nominata!)

Grazia Gironella
4 anni fa

Di Khaled Hosseini ho letto anche Mille splendidi soli. Vale la pena, anche se forse non arriva ai livelli de Il cacciatore di aquiloni. Buone Upanisad! ;)

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