Il segreto per scrivere
Scrittura,  Speaker's Corner

Tre segreti per scrivere

Qualche giorno fa una delle mie più care amiche mi ha posto la seguente domanda: come va la scrittura?

Poi, incuriosita, mi ha chiesto: quali sono i tuoi segreti per scrivere?

Non ci avevo mai pensato. La scrittura è un progetto ambizioso per cui occorre un notevole slancio creativo e ognuno possiede un suo segreto per esercitare la scrittura al meglio. Parto sempre un certo entusiasmo che accompagna la prima idea per una storia o un articolo del blog, il che mi dà l’energia per cominciare qualcosa di nuovo. Il punto non è cominciare, ma completare un lavoro di scrittura. Esiste un segreto per farlo?

Io penso di sì e mentre ve ne parlo mi viene in mente un termine inglese che in italiano si potrebbe tradurre con consistenza, ovvero la capacità di arrivare fino in fondo senza distrazioni.

Se senti che quella forza iniziale via via è scemata, sostituita magari da sprazzi passeggeri di ispirazione, seguiti da tentativi più o meno riusciti di riacchiapparli, allora sei nel posto giusto.

Sì perché ci sono già passata. E’ così che ho scoperto i tre segreti per scrivere meglio. Te ne parlo in questo articolo.

Davvero esistono segreti per scrivere meglio?

Quali sono i segreti per scrivere al meglio delle nostre possibilità e giungere alla fine del nostro importante lavoro?

Mi sono a lungo interrogata se ci fosse addirittura un lavoro che più di altri favorisca la possibilità di tentare il mestiere dello scrittore e ho cercato in rete alcune risposte che mi hanno lasciato a bocca asciutta.

Qualcuno sostiene che ci sia un tempo standard quantificato e quantificabile da dedicare alla scrittura per finire ciò che abbiamo cominciato, o che esistano strumenti che magicamente ci supportano nel raggiungere il nostro obiettivo. Mi sono occupata di alcune di queste cose e in particolare di come allenare l’immaginazione per essere più creative nella scrittura. Ma nulla di tutto ciò mi aiuta quando non riesco a essere consistente, quando non riesco d andare fino in fondo.

Cosa ci serve quando tutto ciò ci accade? La risposta è semplice e a portata di mano: possiamo usare meglio ciò che già abbiamo a disposizione. Vediamo come. Ma prima chiariamo una cosa: il lavoro migliore per scrivere non esiste!

Scrivere nei ritagli del lavoro

A patto che non siate già professioniste della scrittura, il miglior lavoro per scrivere non esiste. E se anche esistesse non avrebbe senso rincorrerlo, piuttosto usare bene il tempo che abbiamo già a disposizione.

Per i comuni mortali appassionati di scrittura e che devono arrivare in qualche modo a fine mese, il lavoro è il principale responsabile della stanchezza e/o della difficoltà di scrivere.

Alcune di noi hanno fatto scelte molto forti, come richiedere un part time. Altri hanno redditi che non dipendono dal lavoro o sono persone ultra coraggiose che hanno mollato tutto e cui va tutta la mia stima. Quando si crede veramente in sé stessi, tutto è possibile. E’ la mentalità vincente di Muhammad Ali

Tuttavia non sempre è così. Io stessa ho vissuto per molto tempo pensando che la seguente equazione fosse vera:

lavoro meno intenso e con meno responsabilità = più agio per la scrittura

ma ho cambiato opinione. Quando si devono accettare nuove sfide ogni giorno si apprende, si sperimenta, si “gioca”. Si vive intensamente. Dunque il materiale da raccontare aumenta.

La scrittura ha bisogno di nutrimento e una vita intensa è in grado di offrirlo. Il termine che ho usato, agio, mi piace perché credo si possa scrivere comodamente, essendo pienamente nel flusso e con la necessaria intensità, anche con poco, pochissimo tempo.

Mi è capitato di attendere ore per scrivere un solo paragrafo ma anche due fogli protocollo in cinque minuti; quando hai le idee chiare e la testa sgombra da altri pensieri la penna corre, il flusso creativo anche. Raro, ‘accordo, ma non impossibile.

Primo dei tre segreti per scrivere meglio: usa bene il tempo

Amico e nemico. Il tempo è per me quasi sempre troppo scarso e di solito è compresso dall’intensità del mio lavoro. Ne ricavo poco ma buono ma, diciamo la verità, posso fare di meglio.

Mi ci ha fatto pensare Nassim Nicholas Taleb, mentre leggevo il suo Antifragile, un tomo su cui ho lavorato per mesi e che prima o poi recensirò, perché ne vale davvero la pena.

Taleb in quel testo ha raccontato la sua personale esperienza con la scrittura: da adolescente pensava che il modo migliore per ricavare tempo per scrivere di filosofia o letteratura fosse abbracciare una pigra e poco impegnativa carriera diplomatica, come buona parte della sua famiglia, che aveva beneficiato della tradizione ottomana di affidare ai cristiani ortodossi il compito di emissari e ambasciatori. Un lavoro secondo Taleb ideale per scrivere perché a bassa intensità.

Così ci fece un pensierino. Quando prese atto che il mondo non stava girando bene per i cristiani e la minoranza ortodossa, cambiò strategia e si diede al trading, con un notevole successo, per giunta.

Ma come fa un genio della finanza, al lavoro con ritmi impressionanti, a scrivere i suoi saggi?

Il suo segreto è semplicissimo ed è il primo che offro a voi: dopo essere uscito dall’ufficio, Taleb abbandonava ogni pensiero relativo al suo lavoro. La sua attività professionale letteralmente scompariva fino al giorno successivo, e si buttava a capofitto nella scrittura.

Il primo segreto è buttarsi a capofitto nella scrittura, senza pensare a nient’altro. Né ai bambini da portare a scuola, né alle bollette da pagare e nemmeno all’ultimo incontro romantico. Far volare la fantasia richiede libertà e la libertà ha bisogno di una mente appunto sgombra da qualunque pensiero.

Ciò che consideriamo spesso un limite, come un lavoro impegnativo, può diventare addirittura un vantaggio se osserviamo la libertà che il lavoro ci regala di poter essere e creare ciò che desideriamo, quando lo desideriamo. Il vantaggio più grande che possiamo offrire alla nostra creatività.

Non saremo obbligate a produrre libri o romanzi a determinate scadenze, né ad approfondire o essere sempre aggiornate sulla materia specifica in cui ci siamo specializzate.

La nostra creatività non vivrà di riflesso ma spazierà e contatterà ogni terreno, narrativo o scientifico che sia, con l’unico vincolo che ciò ci renderà felici.

Segreti per scrivere meglio: scrivi con intensità

Non solo scriverai senza pensare ad altro ma lo farai con intensità. Ogni attività fatta con concentrazione, passione e intensità produce effetti molto maggiori della medesima attività svolta con un impegno fissato ogni giorno in modo ordinario. Penso ad esempio alla regola dei dieci minuti al giorno o delle tre pagine, regola che, per inciso, non ha mai funzionato con me.

La mia creatività ha bisogno di totale libertà e passione. Queste emozioni non scaturiscono a comando ma se le liberiamo ecco che producono intensità che è causa ed effetto del nostro modo di vivere: nel lavoro, nelle relazioni, nella scoperta del mondo che ci circonda. Ogni cosa fatta con intensità produce effetti straordinari su noi stesse. Perché non dovrebbe produrle nella scrittura?

Seneca fece dapprima una vita molto attiva e avventurosa, in seguito si ritirò a vita contemplativa. Fu in questa seconda fase che con passione e, oggi diremmo, totale focus si mise a scrivere e a filosofeggiare. L’una ha prodotto l’altra. Ad azione pura segue riflessione pura. Questo è vivere intensamente!

Volete un altro esempio?

George Simenon, di cui ho recensito Lettera al mio giudice, si dice scrivesse soltanto sessanta giorni all’anno. Sapete come passava il resto del tempo? Nel dolce far niente. Che poi non era altro che preparare la mente a quella full immersion nella scrittura che gli ha permesso di essere uno dei più prolifici e apprezzati scrittori del novecento, con all’attivo più di duecento romanzi.

Mettete tutte voi stesse in quello che fate e fatelo alla grande.

Il segreto definitivo: dai tutto alla scrittura

Come fare?

  • fermati
  • cancella e spegni tutti pensieri tranne quelli che riguardano la tua storia
  • respira profondamente, se lo fai dal naso otterrai calma e concentrazione
  • aspetta in silenzio che la tua migliore idea ritrovi il suo spazio dentro di te. Non avere fretta
  • Ora, scrivi senza mai interromperti

Ricorda che se siamo obbligate a timbrare il cartellino al lavoro non è detto che dobbiamo farlo anche per scrivere!

Prova a cambiare prospettiva. Ogni momento può diventare lunghissimo e produttivo se stiamo davvero lì con la nostra creatività, senza distrazioni e senza pensare ad altro che a trasformare le nostre idee in qualcosa di fruibile anche per gli altri.

Non è difficile. Quando perdiamo questo focus possiamo ritrovarlo abbandonando ogni cosa che non conta, telefoni, libri, musica, televisione, fare un bel respiro e gettarci nel mondo che amiamo di più, la scrittura.

Contribuirà non poco alla nostra felicità.

E se vuoi una guida per imparare a focalizzarti, puoi usare questo script che ho preparato apposta per te a questo link.

Buon lavoro con la tua scrittura 😉


Avete un segreto speciale che vi aiuta nello scrivere?

Quali altre tattiche mettereste in campo per riuscire ad essere più produttive nella scrittura e nella vita?


Come sempre sono curiosa di leggere che ne pensate nei commenti a questo articolo. A presto!

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11 Commenti
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Grazia Gironella
7 mesi fa

😀

Marina
7 mesi fa

Per scrivere è necessario avere tempo e concentrazione, ma non può mancare l’elemento primario: il desiderio di farlo, che di solito diventa fonte di ispirazione. In pratica devi disporre di molte ore, se parti solo dal desiderio ma l’ispirazione è scarsa oppure mettere a frutto il poco tempo che hai, se alta è la concentrazione e vibrante l’ispirazione. Insomma, come la mettila metti, scrivere è difficile. A me manca tutto: tempo, concentrazione, ispirazione… Riempio giusto la finestra del blog perché buttare giù un post non richiede un impegno estremo e rimane una cosa divertente. Mentre la scrittura è anche sofferenza! 🙂

Grazia Gironella
7 mesi fa

Sono d’accordo con Sandra sul fatto che non esistano formule. Ho capito però come funziona per me: sono riuscita a scrivere fino a quando credevo di poter diffondere le mie storie; ho smesso quando ho capito che le mie storie non si diffondono affatto, e inoltre sono pressoché irrilevanti per il mondo. Per scrivere si sacrifica tanto tempo, tanta vita. Lo si fa con entusiasmo, ma arriva il momento di chiedersi: davvero voglio questo? Non ti dico quante righe sto cancellando, perché quella della scrittura, mi rendo conto, per me è una ferita ancora aperta. Perciò no, non voglio più cercare metodi e strategie per continuare a scrivere. Quando una parentesi si chiude, per un motivo o per l’altro, credo sia meglio accettarlo e andare avanti. Se la scrittura vuole tornare, tornerà. (Sto facendo la revisione di un romanzo che ho scritto, e qualche giorno fa pensavo di partecipare di nuovo a IoScrittore, pensa! Ma credo che siano solo ricadute. Chissà.)

Giulia Mancini
Giulia Mancini
7 mesi fa

Qual è il segreto per scrivere, bella domanda Elena. Ammetto che, i primi tempi, quando avevo in testa una storia, la scrittura era quasi un pensiero fisso, talvolta dopo il lavoro riuscivo a mettermi davanti al pc, nonostante la stanchezza e magari andavo avanti fino a mezzanotte. È importante usare bene il proprio tempo, giusto e io ho scritto con estrema costanza tutti i week end ma dopo anni di questa vita la mia passione scrittoria é scemata parecchio. Infatti é un po’ che non scrivo, per ora mi godo la pausa. Posso dirti però quello che ho imparato in questi anni, è importante mantenere l’esercizio della scrittura, essere metodici (anche senza scrivere tutti i giorni ma avere un appuntamento periodico almeno settimanale) progettare una storia riga dopo riga e passare delle ore davanti al pc per scrivere, con disciplina, un po’ come quando si studia per un esame.
Io ho scritto così tutti i miei romanzi, ben dodici anche se uno è un romanzo breve.

newwhitebear
7 mesi fa

Taleb descrive un qualcosa che praticavo quando lavoravo. Dalle sette e trequarti fino alle diciotto avevo una sola priorità. Uscito dall’ufficio o rientrato da una trasferta spegnevo l’interruttore. Il lavoro era spento e mi dedicavo agli hobby. Leggere ed esplorare il mondo dell’informatica. Allora non scrivevo. Altre attività possibili: sport, passeggiate, vivere la famiglia. Sabato e domenica facevo di tutto fuorché occuparmi del lavoro, diversamente da molti colleghi che andavano in ufficio.
Adesso che sono in pensione il tempo si è ristretto. Scrivo a volte con fatica per mancanza di tempo, leggo nei ritagli di tempo. Insomma fatico a conciliare la giornata con la scrittura.

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