Scrivere la dedica dell'autore per i lettori ~ Volpi
Scrittura creativa

Scrivere la dedica dell’autore per i lettori

 

La scorsa settimana ho presentato il video su “La storia interna e la storia intorno, in cui parlo di come presentare la storia che raccontate nel vostro romanzo in modo originale.

 

Oggi invece parliamo di uno dei momenti più ansiogeni delle presentazioni in pubblico dei nostri romanzi: il momento della dedica dell’autore, il così detto firmacopie, ovvero il momento in cui le persone che hanno deciso di acquistare il vostro romanzo, al termine della sua presentazione, si avvicinano al tavolino dove ne avete ammonticchiati ordinatamente almeno una decina (con gli altri proprio dietro le spalle, per scaramanzia 😉 ) per chiedere la dedica.

 

Per sé, per i propri amici, per un parente lontano.

 

Dopo lo scoglio della presentazione del romanzo, che potete superare tranquillamente guardandovi questa serie di video che ho preparato sull’argomento, ecco che arriva la dedica.

Come scriverla? Di cosa parlare? Dove lasciare traccia?

Di tutto questo si parla in questo post. E in questo video… Pronti a seguirlo?


Scrivere la dedica dell’autore per i lettori


Dedica dell'autore

 

Per chi ha scritto un libro, c’è un problema che rischia di diventare ostico: quale dedica scrivere a chi lo acquista?

Durante la presentazione, c’è un momento importante e troppo spesso trascurato: quando ci chiedono, dopo aver acquistato il nostro romanzo, una dedica originale scritta apposta per loro.

Ho realizzato un video in cui vi spiego come scrivere una dedica dell’autore ai lettori. E’ parte di una lunga serie che parla di come presentare un libro in pubblico. Guarda tutti i video!

 

Ah, dimenticavo… Avete una penna speciale con cui scrivere la vostra dedica?

Può sembrarvi cosa trascurabile, ma non lo è. Avere una penna portafortuna, che vi appartenga, non solo è utile per evitare perdite di tempo, ma darà a chi vi guarda l’impressione che abbiate curato anche questo dettaglio della presentazione.

Quella che mostro nel video è un regalo cui sono molto legata. E sapete che vi dico? Le parole sono più belle scritte cos!.


Come scrivere una dedica dell’autore – Il video



Dedicate del tempo, seppure poco, a ciascun lettore

Superate la fretta di spedire tutti a casa e prendetevi del tempo. Guardate negli occhi chi si rivolge a voi con questa richiesta e cercate un contatto. Uno sguardo, una parola, un gesto. Nel frattempo, con calma, trovate mentre ascoltate le sue reazioni e le sue aspettative, generate dalla presentazione, le parole giuste per una breve ma significativa dedica.

 

Evitate parole come stima, amicizia, affetto, se è la prima volta che vedete la persona in questione.

 

Potete usare invece simpatia, sintonia, affinità. Se chi avete davanti è persona di levatura, potete usare anche rispetto, considerazione.

 

Chiedete e scrivete il nome di chi lo riceve

Non è un dettaglio. Il libro è un oggetto che, se personalizzato, amplifica la sua potenza. Specie se devono regalarlo, dedicare a una persona in particolare quel libro renderà anche più semplice scrivere la dedica giusta.

Cosa vuole comunicare chi regala il libro alla persona che lo riceverà? Potreste usare questo gancio per scrivere una dedica appropriata!

 

Quali domande ha esposto il lettore che ora chiede la dedica?

Avete percepito un certo interesse nelle domande a voi rivolte? Vale la pena di segnalarlo o di scrivere la dedica che tenga conto di quella emozione o sensazione che vi hanno regalato.

 

Sono soltanto alcuni dei suggerimenti che nel video potete ascoltare per prepararvi al meglio. Soprattutto su cosa scrivere e perché.

 

Naturalmente tutto è più complicato ora che le presentazioni in presenza sono interrotte da questa terribile pandemia.

 

Non demordete e fate tesoro di ciò che avete imparato. Se scrivete e pubblicate, prima o poi vi serviranno.

 




 

Niente ansia al firmacopie

Spero che questo video e alcuni suggerimenti che ho trascritto in questo post possano aiutarvi a combattere l’ansia della prossima presentazione.

 

Ricordate che chi acquista il vostro romanzo e vi chiede di autografarlo stabilisce un rapporto speciale, quasi esclusivo con voi. Si tratta di un istante, ma è quello il momento in cui lascerete un’impressione. Bella o brutta, dipende da voi.

 

Ora tocca a voi, care Volpi. Avete mai provato l’ansia da dedica dell’autore?

Cosa scrivete di consueto e quali sono le dediche che ricordate con più affetto?

 

Articoli i cui contenuti cito in questo post

25 Comments

  • Marina

    Uh, Elena, che bella novità, questa del video: trovo che sia un’evoluzione del moderno blogging. Complimenti, sei spedita e molto naturale, cose che a me mancherebbero per mettermi davanti a una telecamera. Ora mi aggiorno con il precedente video.

    Per quanto riguarda l’argomento, hai dato consigli condivisibili, soprattutto quello di evitare la formula banale: “con affetto, amicizia, simpatia”, ecc ecc, tristi. Io ho sempre ricevuto dediche carine, che mi hanno gratificato. Ecco, una dedica deve gratificare chi la riceve. Quando ho scritto le mie, ai tempi della presentazione del mio romanzo, ho avuto solo la difficoltà di formulare all’impronta una frase originale e sentita, ma grosso modo me la sono cavata.
    Mi piace anche l’idea di chiedere alla persona: “cosa ti è piaciuto, cosa ti ha colpito di più?”, mi sembra un buon modo per avere il giusto input per una buona dedica.
    Alla prossima.

    • Elena

      Ciao Marina e bentornata. Soprattutto sono felice che tu abbia superato i problemi con la pubblicazione dei commenti . Per il resto ti ringrazio per le tue parole care, non so se sia un’evoluzione ma mi andava di provare. Per quanto mi riguarda per taluni argomenti preferisco vedere un video che leggere. E poi nella pratica si mettono in atto le idee e i suggerimenti, vale per tutti ed anche per me!
      Trovare una frase originale è difficile, ma almeno differenziare all’interno di una stessa presentazione sarebbe saggio
      Preparati perché ogni tanto ne pubblicherò qualcuno… . A presto

  • Sandra

    Io addirittura ho sbagliato a scrivere pasticciando no guarda sono terribile! Una scrittrice si era fatta fare un timbro carino di quelli che asciugano subito con tampone incorporato, io adoro i timbri e ne ho un sacco, anche con scritto GRAZIE che sarebbe perfetto ma col cuscinetto a parte, però forse ci penso a portarlo la prossima volta.

  • rosaliapucci

    Grazie Elena per questi tuoi consigli azzeccatissimi! Quando capiterà, cercherò di ricordare le tue parole. Speriamo che l’emozione non mi faccia brutti scherzi. Non amo la mia grafia, magari finirò a scrivere banalità per di più illeggibili 😀

    • Elena

      Ciao Rosalia, ehm io mi sono soffermata sui contenuti, perché se parliamo di grafia….. . Mica per niente mi sono fatta regalare la penna d’ordinanza, nella speranza di scrivere meglio! Sono felice che ti sia utile, oggi o domani, l’importante è che sia presto

  • Brunilde

    Ho letto questo post e lo prendo come un incentivo: prima bisogna arrivarci, al firmacopie !
    ( Non so perchè ma gli editori non fanno la fila per pubblicarmi…)
    Comunque, ricordo con molta simpatia una chiacchierata estemporanea con Alicia Gimenes Bartlett, alla quale mi ero avvicinata con la scusa della dedica: cominciammo a parlare fitto fitto in un misto di italiano e spagnolo e non la finivamo più! Credo che sia esattamente questo che il lettore cerca, attraverso la dedica, un contatto personale con l’autore .

    • Elena

      Ciao Brunilde, saranno editori senza gusto! . Ecco, è proprio questo che intendevo. Lasciare qualcosa di personale, lasciarsi conoscere, contattare. Chi ci legge in qualche modo vuole entrare nel nostro mondo. Basta poco. Sono assolutamente d’accordo sull’augurio, a te e a tutti noi. Dai che sto video ci porterà fortuna…

  • silvia

    Utilissimo spunto di riflessione. Nonostante io abbia fatto pochissime presentazioni, mi è capitato che alcune persone mi abbiano contattata privatamente dopo che avevano acquistato il mio libro per avere una dedica. E se le si conosce poco o per nulla, come ben dici tu, si rischia di cadere nei soliti “con stima…”, “con amicizia…”, “con simpatia…”.
    Credo che puntare sulla personalizzazione sia un’ottima risorsa, non solo per togliersi dall’impaccio ma anche in prospettiva di costruzione di una base di fan.

    • Elena

      Io non avevo dato la giusta importanza alla dedica. Invece ci sono lettori che amano collezionarle e vengono alle presentazioni apposta! Così meglio accontentarli, anche per ottenere, come giustamente osservi, una sólida base di fan. Che ti seguirá per quello che scrivi e per quello che sei. Per questo tengo molto alla presentazione, è il nostro biglietto da visita…. A volte non sono esaltanti, magari c’è poca gente o è disinteressata. Ma è l’unica occasione che abbiamo per mostrare di che pasta siamo fatti

  • Barbara

    All’estero vanno quasi di più gli eventi “firma copie” che né le presentazioni. Ovviamente l’autore firma solo le copie acquistate lì in loco (ehehe, non è un caso…). Penso agli eventi “firma copie” organizzati da Diana Gabaldon, ma forse nel suo caso le presentazioni sono pure inutili visto il marketing che le ruota intorno, piuttosto trasformano il panel in un lungo Q&A (Question & Answer, domande e risposte) col pubblico. A tal proposito, oggi ha annunciato che sarà al LivreParis a Marzo, la settimana dopo il nostro Tempo di Libri (perché Corbaccio non la invita in Italia?? E’ lì!!) Se riesco a incontrarla, studierò le sue dediche! 😉

    • Elena

      Brava Barbara, in missione speciale. Non sono molto addentro alle abitudini yankee, in effetti ora che mi ci fai pensare nei film vedo questi eventi firma copie. Ma sono per personaggi “costruiti” da un buon lancio, sono sostenuti da autentiche macchine da guerra commerciali . Inoltre siamo al top della valorizzazione del personaggio più che del libro, non trovi? Noi poveri tapini scrittori italiani, specie secondo poco conosciuti, dobbiamo proprio farci spazio tra la folla. E tentare di lasciare un segno se ci riusciamo. Non è semplice

  • Banaudi Nadia

    Ascoltato con piacere.
    Io le copie che ho firmato le ho sempre collegate al libro e alla sua dedica in prima pagina. Ho in un certo senso fatto diventare personale quella dedica generica, utilizzando il nome del lettore e il mio augurio personale.
    In effetti però non è affatto semplice e nei momenti di concitazione finale, rischia di mancare la concentrazione necessaria. In aggiunta io regalo sempre a chiunque è intervenuto un segnalibro con la medesima copertina del libro dove si trovano anche i miei riferimenti.

  • Marco Freccero

    Lo guarderò con piacere. Sono quasi precipitato nel panico quando mi hanno chiesto di firmare le copie, quando con la mia collega Morena Fanti abbiamo fatto la presentazione a ottobre. Non ci avevo pensato!

    • Elena

      In effetti Marco è successo anche a me! Si fa una presentazione, si riesce a superare la fifa, l’ansia, agitazione che sia e quando finalmente il conduttore saluta il pubblico e invita ad acquistare le copie lo scrittore si sente sollevato. Mi ricordo la mia prima volta, dissi tra me “L’ho sfangata!”. E invece… C’era ancora quell’ultimo, importantissimo scoglio. Ne ho fatto un video perché ho partecipato ad altre presentazioni e ho notato che è un momento che si trascura parecchio… Fammi poi sapere se ti è stato utile, mentore (sei tu che mi hai fatto decidere di buttarmi sui video.. , i tuoi sono proprio interessanti)

Che ne pensi? Dimmelo qui!

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