Sei nel bel mezzo di una bufera emotiva e c’è aria di tempesta in lontananza? Tutto sembra perduto?
Non c’è molto altro da fare se non resistere. A un certo punto la bufera passa e potrai fermarti e tirare il fiato.
E magari farti qualche buona domanda per capire dove sei e dove sei disposta ad andare.
Uscita da uno di questi momenti modalità montagne russe, mi sono messa a scrivere le domande che sono state per me illuminanti.
Sono 20 in tutto, puoi scegliere di rispondere a tutte o a un paio soltanto, oppure puoi memorizzarle e passare oltre, tornandoci sopra tra un po’.
Qualunque cosa decidi, leggile tutte di seguito, almeno una volta.
Sono una buona occasione per fare il punto nave e riflettere. Pronta? Cominciamo!
20 domande per conoscerti meglio
Innanzitutto è bene specificare che queste domande sono utili in qualunque ambito della tua esistenza, adattabili a qualunque situazione. Molte sono cliccabili, perché mi hanno così stimolata da produrre dei singoli post.
Eccole:
1) Ho raggiunto l’obiettivo che mi ero posta per quest’anno? Come ci sono riuscita?
2) Ho fatto tutto ciò che era in mio potere per raggiungerlo? Cosa potrei fare d’altro?
3)Sono ancora impegnata a soddisfare le mie aspettative e quelle degli altri?
4) Sono una persona armoniosa e collaborativa?
5) Ho preso l’abitudine di rinviare le cose, invece di affrontarle?
6) Ho lavorato sul miglioramento del mio carattere? In che modo?
7) Sono stata capace di prendere le mie decisioni con rapidità e precisione oppure ho preferito tergiversare?
8) Ho permesso che una o più delle mie paure limitasse la mia passione?
9) Ho sprecato le mie energie in qualcosa che non c’entra nulla con la mia passione?
11) Quanto hanno inciso le mie abitudini sul mio risultato?
12) Sono stata egoista?
13) Ho basato le mie opinioni e decisioni su prime impressioni, magari affrettate?
14) Mi sono attenuta al budget che mi ero imposta?
16) Mi sono comportata secondo coscienza e i miei valori?
18) Al posto di un mio lettore, sarei soddisfatta di ciò che leggo sul blog?
19) Sto inseguendo il sogno giusto per me o la mia vocazione è un’altra?
In ultimo e fuori sacco, quando avrai risposto a tutte queste domande, dovresti fartene una definitiva, legata al punto nave di cui parlavo all’inizio:
20) Se la passione che inseguo non è fatta per me, cos’altro potrei fare?
Bene, ecco il mio elenco di domande per orientarti nella tempesta. Che si parli di crisi dello scrittore o di insoddisfazioni sul lavoro, sono buone per mettere nero su bianco cosa senti veramente.
C’è una domanda che ti ha colpita di più? Ti va di segnalarmela nei commenti?
Alla prossima!




Ehhhhh, troppa roba! 19 domande, manco fosse un colloquio di lavoro! :D
Vediamo.
1.Non lavoro per obiettivi, ma per sistemi. E le motivazioni sono qui: https://www.webnauta.it/wordpress/obiettivi-contro-sistemi/ (scusa per il link, ma sarebbe lunga sennò). In particolare, voglio evitare il senso di delusione dal non raggiungere un singolo obiettivo. Ce l’ho già sul lavoro una certa pressione, la scrittura dev’essere fonte di divertimento, non di ulteriore ansia.
2.No, ma devo pagare bollette e mutuo…
3.Le aspettative degli altri chi? Perché ci sono anche quelli che non vogliono che io scriva eh! :D
4.Anche troppo in talune occasioni. Ma si vive meglio ad essere armoniosi e collaborativi, che stronzi e vendicativi.
5.No, anzi. Mi contestano che sono troppo un “risolutore”, ma in quanto a scrittura il rinvio è dovuto per altre urgenze.
6.Si, con il My Peak Challenge. L’attività fisica migliora non solo la resistenza ma anche l’emotività.
7.Vedi 5.
8.Paura? Limiti? I peakers non conoscono queste parole. Ehm, tranne di fronte ad un coso con le ali… :D
9.Si, la famiglia. Molto, ma molto triste da dire. Certi legami non sono amorevoli, ma tossici.
10.Credo di si, anche quando fa male. Molto dipende da come te le dicono le critiche.
11.E’ la scrittura che incide sulle mie abitudini.
12.Non abbastanza.
13.Sono un’analista professionista, vedi tu…
14.Dipende dai punti di vista, per me si, per la mia carta di credito no :D
15.Devo cambiare lavoro, forse.
16.E’ la coscienza che mi frena, quella che mi fa mettere la scrittura sempre per ultima…
17.Non credo. Sto sempre bene attenta a non infrangere i sogni altrui. I miei sono stati calpestati per molto tempo, quindi conosco il dolore lancinante che ne deriva. Nemmeno al peggior nemico.
18.Gran bella domanda. Non sono mai soddisfatta di quel che scrivo, ma i lettori mi dicono che vado bene. Mi fido?
19.Me lo chiedo sempre. Forse dovrei disegnare? Dipingere? Cantare? Aprire una palestra? Una libreria? Una cartoleria?
20.Rifarmi il foglio rosa e prendere la patente della moto? :D
Ma se le domande sono 20, perché il titolo dice 19?!
Perché l’ultima non era prevista. Non so come ci sia finita. Quando me ne sono accorta ho lasciato stare. C’è sempre un senso per ciò che accade, specie quando si tratta di inconscio. Anche se non l’ho ancora capito .
Risposte interessanti, come sempre. Mi ha fatto riflettere l’inversione di prospettiva della 11. È proprio ciò su cui sto riflettendo in questi giorni…
Impegnativo, ma provo lo stesso a mettermi a nudo. Mal che vada avrete qualcosa su cui predermi in giro :)
1) Sono in ritardo e, guardacaso, quest’anno che ho messo per iscritto i miei obiettivi (su tuo suggerimento ;) ) il tempo sembra aver accelerato per farmi dispetto.
2) Ce la sto mettendo tutta ma avrei bisogno di maggior collaborazione dai beta. Qualcosa comunque ho imparato e li ringrazio (in realtà una pecca la trovo: leggo testi vecchi e invece dovrei apprendere meglio la scrittura moderna [e infatti il prossimo romanzo sulla mia lista è l’Ulisses di J. Joyce, una robetta fresca fresca]).
3) Un conto è ripromettersi, un altro riuscire a mantenere. Al momento sto deludendo le mie aspettative e, penso, anche quelle degli altri. Stringo i denti e cerco di fare ‘meglio del mio meglio’, altrimenti non sarà sufficiente!
4) L’armonia cerco sempre di mantenerla ma patisco anch’io le debolezze e i difetti dell’umana condizione. Fare squadra ce l’ho nel DNA, anche se mi sento più condottiero che gregario.
5) Rinviare è una soluzione di comodo ma a volte è necessario. Lo faccio solo se sono costretto, se ho calcolato male i tempi, se sopraggiungono impedimenti incidentali.
6) A migliorare il carattere ci provo a livello inconscio, ché se il mio ego si accorge che cerco di condizionarlo ottengo il risultato contrario (come quella volta che mi sono ripromesso di stare più calmo e sono diventato irascibile nel giro di 2 giorni).
7) Tergiversare non mi piace. Purtroppo quando devo prendere una decisione pondero troppo e questo a volte mi impedisce di essere tempestivo.
8) Sì, l’ho fatto. Però ho capito. Me lo ha fatto capire S. King in un passo del suo On writing. Adesso scrivo senza preoccuparmi del giudizio dei vari bacchettoni, puritani, politicamente corretti, perbenisti (in pubblico! vorrei vederli nel privato) e ipocriti vari di quel genere.
9) Purtroppo non si può vivere di solo lavoro e scrittura. Molto altro richiede dedizione, ivi compresi i piaceri della vita, perché no?
10) I suggerimenti sulla scrittura che ho ricevuto (mai non richiesti, ché in troppi pensano che a insegnare qualcosa c’è il rischio che l’apprendista gli rubi il lavoro) sono perle di cui ho fatto tesoro. Per (loro) fortuna nessuno ha cercato di sviarmi con cattivi consigli (tanto l’avrei sgamato e gli avrei presentato il conto per il gioco sporco).
11) Non saprei, di preciso. Penso che l’abitudine di parlare usando intercalari e inframezzando i periodi con incisi abbia penalizzato il mio stile narrativo. Sto lavorando per eliminare questi difetti.
12) Non quanto avrei dovuto.
13) La prima impressione è quasi sempre quella sbagliata. Considero una emerita cretineria comportarsi come le ‘TDC dell’ufficio risorse umane’.
14) Ho sforato il mio ‘zero budget’ del minimo indispensabile. Arte di arrangiarsi, ragazzi: è fondamentale nella vita di tutti i giorni (quanta saccenza guristica, maffallafinita!!!)
15) Cavoli, non saprei proprio. Sto gia facendo i salti mortali con doppio avvitamento per starci dentro. Non mi rimane altro da tagliare che la mia presenza (minima) sui social e nella blogosfera.
16) Faccio fatica a ignorare i diktat della coscienza. In questi primi 3 mesi dell’anno ci sono riuscito una volta appena e sto lottando per farlo una seconda volta, giusto perché è necessario (questioni tra vicini di casa, senza scendere nei particolari).
17) Quando muovo una critica lo faccio con cognizione di causa e se mi capita di eccedere è solo per esasperazione.
18) In quanto autore sono il mio primo lettore e non sono soddisfatto di me stesso. Non basta avere una storia con i contro, bisogna svilupparla bene e scriverla meglio. Non a caso ritengo necessario procedere con una revisione del romanzo che mi porterà a riscrivere quasi tutta la prima parte.
19) Sto inseguendo il sogno che inconsciamente covavo da sempre. Rimpiango solo di non averlo capito prima.
20) Non voglio nemmeno prendere in esame l’eventualità, per quanto non sia impossibile. I want to believe!!!
21) Bisogna SEMPRE porsi domande e tornare al bivio precedente quando necessario (e con questa anche la mia saccenza si dimostra saccente).
Aggiungo soltanto che ho risposto con piena onestà intellettuale (mentire a me stesso sarebbe stato controproducente) e con il canonico cuore in mano, condividendo il mio reale pensiero, senza nasconderlo dietro affermazioni menzognere.
@Calogero: commentone! Allora, intanto non puoi cominciare facendomi subito sentire in colpa per averti invitato a darti degli obiettivi a inizio anno! :D Il trucco per non dover mai rispondere di nulla è prorpio non prendere impegni. Quando ne prendiamo, specie con noi stessi, allora dobbiamo farci i conti. Ma lameno, sappiamo dove stiaamo andando, non ti pare? Ho fatto un video su questo argomento, te lo linko qui. https://youtu.be/FsMJqelKiDE
La tua onestà ingtellettuale ti fa onore e grazie davvero per tutto il tempo che hai dedicato a questo commento e al modo in cui hai affrontato la risposta.
MI pare che al di là delle battute tu abbia le idee molto chiare: sapersi far aiutare è fondamentale e avere la capacità di riconoscere un fake guru è molto utile a evitare false piste. Alla fine la cosa più importante è continuare a scrivere. Senza fretta. All’inizio pensiamo che basti, ma mano a mano che procediamo nell’affinamento della nostra artigianità (non si dice ma mi piace) sappiamo che possiamo fare di meglio. DOBBIAMO fare di meglio. Il tempo ci aiuta, ma anche la consapevolezza e la forza d’animo. A te non manca! Buona scrittura, Cal!
Nessun senso di colpa, Elena: il modus operandi non me lo faccio imporre bensì lo scelgo ;)
Il video l’ho rivisto volentieri. Un ripassino non fa mai male.
Riconoscere i falsi maestri è un’abilità che ciascuno di noi ha sviluppato. Tutti quando abbiamo iniziato a lavorare o abbiamo cambiato lavoro siamo stati affiancati da colleghi anziani in veste di tutor obbligato. Gente senza onore che ha cercato di metterci i bastoni tra le ruote con falsi o zero insegnamenti per farci sfigurare (poverini non hanno altri modi per tenersi un lavoro).
Avere idee chiare e forza d’animo è alla base.
Grazie e buona scrittura anche a te, Elena :)
La mia scrittura in questi giorni è debole. Mi sa che ha preso l’influenza anche lei… Buona giornata!
Spero di riuscire a seguire tutti i post che hai messo in programma! Intanto rispondo alla domandona finale: quando si tratta di scrittura, mi pongo sempre tanti interrogativi: se stia andando nella direzione giusta o se stia disperdendo le risorse a disposizione. In questo momento, presa dai troppi impegni , la sto trascurando troppo, ritardando obiettivi e propositi dell’anno. Ho persino qualche senso di colpa che non mi permette di vivere la passione della scrittura con l’amore e la dedizione di prima. Credo che sia opportuno prendere delle decisioni drastiche, vedremo. Un abbraccio ;)
Accidenti Rosalia, un momento delicato, hai tutta la mia comprensione! Ho pensato a che punto fossi con la scrittura e sono venute fuori tutte queste domande. Ce la farò a rispondere a tutte? E chi lo sa. Tu comincia a a scaldare i muscoli degli occhi
Grazie per la comprensione, in realtà io nei momenti critici di il meglio di me, chissà che non ne nasca qualcosa di importante. Speriamo
Di solito è così. Se sia sufficiente non so ma la tua energia è nota, fa ben sperare. Avanti tutta Rosalia, abbraccio
I nostri dialoghi interiori sono mitici, sapessi descriverli ci farei un romanzo. Spesso cado in tentazione. Il punto è quando fermare le parole, prima che ci travolgono. Anch’io discuto spesso con Elena sulla sua scrittura. Certe volte forse dovrei scrivere, e basta
Non so se sarà sufficiente a fare il punto nave, ma anch’io rispondo solo a qualche domanda:
1) non mi ero posta un obiettivo
5) sono una rinviatrice professionale, è tutta la vita che ci combatto
7) ho deciso di uscire dal guscio, proporre quello che scrivo, e far pubblicare il mio primo libro affrontando l’incognita (e infatti: non pretendevo Mondadori, ma il piccolo editore mi ha sconcertato per la totale mancanza di supporto )
10 ) sono affamata di critiche e suggerimenti, è l’unico modo per crescere, quindi Elena sbrigarti a leggermi e a procedere senza pietà, grazie
19) come possono esserci sogni sbagliati?
20) ho sempre corso , come un circeto sulla ruota, impegnatissima a fare: se la scrittura non è fatta per me, peggio per lei, ora che ho cominciato a scrivere non smetterò di certo!
Brunilde, tu che non hai un blog, dicci qua titolo e annessi del tuo libro, se ti va. Grazie.
Brunella Borsari
” Mora Mora ”
Calibano editore
Grazie Sandra!
Fantastica l’ultima risposta! Mi hai mazzulato ma ci sta. Sono bloccata con le letture. Non cerco scuse, sono proprio cotta. La riscrittura mi sta risucchiando tutte le energie rimaste. Mora mora merita, ci arrivo Brunilde sono assolutamente curiosa