Note intorno alla scrittura,  SelfCare, SelfMade, Self

19 domande per fare il punto con noi stesse

Vi capita mai di sentire la necessità di fare il punto della situazione con voi stesse?

Può trattarsi di lavoro, amicizie, relazioni affettive, oppure passioni, come la scrittura.

Prima o poi il momento dei bilanci arriva. E poco importa se non è inizio anno o il mese in cui tradizionalmente fate i vostri bilanci.

Se siete nel bel mezzo di una bufera emotiva, se c’è aria di tempesta in lontananza, allora le 19 domande possono aiutarvi a capire dove siete in questo momento.

Potete rispondere a tutte o a un paio soltanto, memorizzarle o passare oltre, oppure tornarci sopra, tra un po’.

Qualunque cosa decidiate, leggetele tutte, fino all’ultima, almeno una volta.

Perché quando ci arriva un’occasione per riflettere su noi stesse, è una sciocchezza gettarla ai rovi.

19 domande per una bussola: istruzioni per l’uso

Suggerisco di scegliere l’ambito della vostra vita da indagare e buttarvi a  capofitto per fare il punto nave (cos’è il punto nave? Leggete qui).

Io ho scelto la scrittura.

Voi potreste identificare altri ambiti della vostra esistenza, poiché come vedrete sono adattabili a qualunque situazione!

Dopo aver fatto le mie 4 domande ai partecipanti al DeA Planeta, ho capito che avevo qualcosa in sospeso con me stessa riguardo la scrittura.

Per questo ho ideato le 19 domande. Alcune di queste sono già diventate dei post di approfondimento. Clicca sul titolo per leggerlo subito!

1) Ho raggiunto l’obiettivo che mi ero posta per quest’anno? 

2) Ho fatto tutto ciò che era in mio potere per fare di me una scrittrice migliore?

3) Ciò che mi sono ripromessa di fare è stato sufficiente a colmare le mie aspettative e quelle degli altri?

4) Sono stata una persona armoniosa e collaborativa?

5) Ho preso l’abitudine di rinviare le cose, invece che affrontarle?

6) Ho lavorato sul miglioramento del mio carattere? E se sì, in che modo?

7) Sono stata capace di prendere le mie decisioni con rapidità e precisione oppure ho preferito tergiversare?

8) Ho permesso che una o più delle mie paure limitasse la mia scrittura?

9) Ho sprecato le mie energie in qualcosa che non c’entra nulla con la scrittura?

10) Sono stata tollerante e aperta alle critiche ricevute e ai suggerimenti, anche quando non richiesti, per migliorare il mio modo di scrivere?

11) Quanto hanno inciso le mie abitudini sul mio modo di scrivere?

12) Per dedicarmi alla mia passione, sono stata egoista?

13) Ho basato le mie opinioni e decisioni su prime impressioni affrettate o sull’analisi accurata e sulla riflessione?

14) Mi sono attenuta al budget che mi ero imposta?

15) Come posso riorganizzare e gestire meglio il mio tempo e le mie abitudini, in modo da diventare più efficiente durante il nuovo anno?

16) Mi sono comportata secondo coscienza o ho agito in disaccordo con essa per raggiungere i miei scopi?

17) Sono stata ingiusta verso qualcuno? Ho rivolto critiche eccessive e che non hanno tenuto conto della sensibilità dell’altro?

18) Se ossi stato un mio lettore e avessi seguito il blog o letto i libri che ho scritto, sarei soddisfatta?

19) Sto inseguenso il sogno giusto per me o la mia vocazione è un’altra?

20) Se la scrittura non è fatta per me, cos’altro dovrei fare?

Come rispondere

Potete farlo qui sotto, nei commenti, apertamente. 

Io proverò nelle prossime settimane a rispondere a tutte in appositi post che a mano a mano linkerò qui !

Vi propongo un percorso alla scoperta di cosa c’è centro di noi in questo momento.  Sarebbe bello condividerlo. Che ne pensate?

Via con il domandone finale:

Vi ponete mai qualche domanda o siete tra coloro che procedono senza interruzioni né ripensamenti, quando si tratta di scrittura?

22 Comments

  • Barbara

    Ehhhhh, troppa roba! 19 domande, manco fosse un colloquio di lavoro! 😀
    Vediamo.
    1.Non lavoro per obiettivi, ma per sistemi. E le motivazioni sono qui: https://www.webnauta.it/wordpress/obiettivi-contro-sistemi/ (scusa per il link, ma sarebbe lunga sennò). In particolare, voglio evitare il senso di delusione dal non raggiungere un singolo obiettivo. Ce l’ho già sul lavoro una certa pressione, la scrittura dev’essere fonte di divertimento, non di ulteriore ansia.
    2.No, ma devo pagare bollette e mutuo…
    3.Le aspettative degli altri chi? Perché ci sono anche quelli che non vogliono che io scriva eh! 😀
    4.Anche troppo in talune occasioni. Ma si vive meglio ad essere armoniosi e collaborativi, che stronzi e vendicativi.
    5.No, anzi. Mi contestano che sono troppo un “risolutore”, ma in quanto a scrittura il rinvio è dovuto per altre urgenze.
    6.Si, con il My Peak Challenge. L’attività fisica migliora non solo la resistenza ma anche l’emotività.
    7.Vedi 5.
    8.Paura? Limiti? I peakers non conoscono queste parole. Ehm, tranne di fronte ad un coso con le ali… 😀
    9.Si, la famiglia. Molto, ma molto triste da dire. Certi legami non sono amorevoli, ma tossici.
    10.Credo di si, anche quando fa male. Molto dipende da come te le dicono le critiche.
    11.E’ la scrittura che incide sulle mie abitudini.
    12.Non abbastanza.
    13.Sono un’analista professionista, vedi tu…
    14.Dipende dai punti di vista, per me si, per la mia carta di credito no 😀
    15.Devo cambiare lavoro, forse.
    16.E’ la coscienza che mi frena, quella che mi fa mettere la scrittura sempre per ultima…
    17.Non credo. Sto sempre bene attenta a non infrangere i sogni altrui. I miei sono stati calpestati per molto tempo, quindi conosco il dolore lancinante che ne deriva. Nemmeno al peggior nemico.
    18.Gran bella domanda. Non sono mai soddisfatta di quel che scrivo, ma i lettori mi dicono che vado bene. Mi fido?
    19.Me lo chiedo sempre. Forse dovrei disegnare? Dipingere? Cantare? Aprire una palestra? Una libreria? Una cartoleria?
    20.Rifarmi il foglio rosa e prendere la patente della moto? 😀

    Ma se le domande sono 20, perché il titolo dice 19?!

    • Elena

      Perché l’ultima non era prevista. Non so come ci sia finita. Quando me ne sono accorta ho lasciato stare. C’è sempre un senso per ciò che accade, specie quando si tratta di inconscio. Anche se non l’ho ancora capito .
      Risposte interessanti, come sempre. Mi ha fatto riflettere l’inversione di prospettiva della 11. È proprio ciò su cui sto riflettendo in questi giorni…

  • Calogero

    Impegnativo, ma provo lo stesso a mettermi a nudo. Mal che vada avrete qualcosa su cui predermi in giro 🙂

    1) Sono in ritardo e, guardacaso, quest’anno che ho messo per iscritto i miei obiettivi (su tuo suggerimento 😉 ) il tempo sembra aver accelerato per farmi dispetto.

    2) Ce la sto mettendo tutta ma avrei bisogno di maggior collaborazione dai beta. Qualcosa comunque ho imparato e li ringrazio (in realtà una pecca la trovo: leggo testi vecchi e invece dovrei apprendere meglio la scrittura moderna [e infatti il prossimo romanzo sulla mia lista è l’Ulisses di J. Joyce, una robetta fresca fresca]).

    3) Un conto è ripromettersi, un altro riuscire a mantenere. Al momento sto deludendo le mie aspettative e, penso, anche quelle degli altri. Stringo i denti e cerco di fare ‘meglio del mio meglio’, altrimenti non sarà sufficiente!

    4) L’armonia cerco sempre di mantenerla ma patisco anch’io le debolezze e i difetti dell’umana condizione. Fare squadra ce l’ho nel DNA, anche se mi sento più condottiero che gregario.

    5) Rinviare è una soluzione di comodo ma a volte è necessario. Lo faccio solo se sono costretto, se ho calcolato male i tempi, se sopraggiungono impedimenti incidentali.

    6) A migliorare il carattere ci provo a livello inconscio, ché se il mio ego si accorge che cerco di condizionarlo ottengo il risultato contrario (come quella volta che mi sono ripromesso di stare più calmo e sono diventato irascibile nel giro di 2 giorni).

    7) Tergiversare non mi piace. Purtroppo quando devo prendere una decisione pondero troppo e questo a volte mi impedisce di essere tempestivo.

    8) Sì, l’ho fatto. Però ho capito. Me lo ha fatto capire S. King in un passo del suo On writing. Adesso scrivo senza preoccuparmi del giudizio dei vari bacchettoni, puritani, politicamente corretti, perbenisti (in pubblico! vorrei vederli nel privato) e ipocriti vari di quel genere.

    9) Purtroppo non si può vivere di solo lavoro e scrittura. Molto altro richiede dedizione, ivi compresi i piaceri della vita, perché no?

    10) I suggerimenti sulla scrittura che ho ricevuto (mai non richiesti, ché in troppi pensano che a insegnare qualcosa c’è il rischio che l’apprendista gli rubi il lavoro) sono perle di cui ho fatto tesoro. Per (loro) fortuna nessuno ha cercato di sviarmi con cattivi consigli (tanto l’avrei sgamato e gli avrei presentato il conto per il gioco sporco).

    11) Non saprei, di preciso. Penso che l’abitudine di parlare usando intercalari e inframezzando i periodi con incisi abbia penalizzato il mio stile narrativo. Sto lavorando per eliminare questi difetti.

    12) Non quanto avrei dovuto.

    13) La prima impressione è quasi sempre quella sbagliata. Considero una emerita cretineria comportarsi come le ‘TDC dell’ufficio risorse umane’.

    14) Ho sforato il mio ‘zero budget’ del minimo indispensabile. Arte di arrangiarsi, ragazzi: è fondamentale nella vita di tutti i giorni (quanta saccenza guristica, maffallafinita!!!)

    15) Cavoli, non saprei proprio. Sto gia facendo i salti mortali con doppio avvitamento per starci dentro. Non mi rimane altro da tagliare che la mia presenza (minima) sui social e nella blogosfera.

    16) Faccio fatica a ignorare i diktat della coscienza. In questi primi 3 mesi dell’anno ci sono riuscito una volta appena e sto lottando per farlo una seconda volta, giusto perché è necessario (questioni tra vicini di casa, senza scendere nei particolari).

    17) Quando muovo una critica lo faccio con cognizione di causa e se mi capita di eccedere è solo per esasperazione.

    18) In quanto autore sono il mio primo lettore e non sono soddisfatto di me stesso. Non basta avere una storia con i contro, bisogna svilupparla bene e scriverla meglio. Non a caso ritengo necessario procedere con una revisione del romanzo che mi porterà a riscrivere quasi tutta la prima parte.

    19) Sto inseguendo il sogno che inconsciamente covavo da sempre. Rimpiango solo di non averlo capito prima.

    20) Non voglio nemmeno prendere in esame l’eventualità, per quanto non sia impossibile. I want to believe!!!

    21) Bisogna SEMPRE porsi domande e tornare al bivio precedente quando necessario (e con questa anche la mia saccenza si dimostra saccente).

    Aggiungo soltanto che ho risposto con piena onestà intellettuale (mentire a me stesso sarebbe stato controproducente) e con il canonico cuore in mano, condividendo il mio reale pensiero, senza nasconderlo dietro affermazioni menzognere.

    • Elena

      @Calogero: commentone! Allora, intanto non puoi cominciare facendomi subito sentire in colpa per averti invitato a darti degli obiettivi a inizio anno! 😀 Il trucco per non dover mai rispondere di nulla è prorpio non prendere impegni. Quando ne prendiamo, specie con noi stessi, allora dobbiamo farci i conti. Ma lameno, sappiamo dove stiaamo andando, non ti pare? Ho fatto un video su questo argomento, te lo linko qui. https://youtu.be/FsMJqelKiDE
      La tua onestà ingtellettuale ti fa onore e grazie davvero per tutto il tempo che hai dedicato a questo commento e al modo in cui hai affrontato la risposta.
      MI pare che al di là delle battute tu abbia le idee molto chiare: sapersi far aiutare è fondamentale e avere la capacità di riconoscere un fake guru è molto utile a evitare false piste. Alla fine la cosa più importante è continuare a scrivere. Senza fretta. All’inizio pensiamo che basti, ma mano a mano che procediamo nell’affinamento della nostra artigianità (non si dice ma mi piace) sappiamo che possiamo fare di meglio. DOBBIAMO fare di meglio. Il tempo ci aiuta, ma anche la consapevolezza e la forza d’animo. A te non manca! Buona scrittura, Cal!

      • Calogero

        Nessun senso di colpa, Elena: il modus operandi non me lo faccio imporre bensì lo scelgo 😉
        Il video l’ho rivisto volentieri. Un ripassino non fa mai male.
        Riconoscere i falsi maestri è un’abilità che ciascuno di noi ha sviluppato. Tutti quando abbiamo iniziato a lavorare o abbiamo cambiato lavoro siamo stati affiancati da colleghi anziani in veste di tutor obbligato. Gente senza onore che ha cercato di metterci i bastoni tra le ruote con falsi o zero insegnamenti per farci sfigurare (poverini non hanno altri modi per tenersi un lavoro).
        Avere idee chiare e forza d’animo è alla base.
        Grazie e buona scrittura anche a te, Elena 🙂

        • Elena

          La mia scrittura in questi giorni è debole. Mi sa che ha preso l’influenza anche lei… Buona giornata!

  • Rosalia Pucci

    Spero di riuscire a seguire tutti i post che hai messo in programma! Intanto rispondo alla domandona finale: quando si tratta di scrittura, mi pongo sempre tanti interrogativi: se stia andando nella direzione giusta o se stia disperdendo le risorse a disposizione. In questo momento, presa dai troppi impegni , la sto trascurando troppo, ritardando obiettivi e propositi dell’anno. Ho persino qualche senso di colpa che non mi permette di vivere la passione della scrittura con l’amore e la dedizione di prima. Credo che sia opportuno prendere delle decisioni drastiche, vedremo. Un abbraccio 😉

    • Elena

      Accidenti Rosalia, un momento delicato, hai tutta la mia comprensione! Ho pensato a che punto fossi con la scrittura e sono venute fuori tutte queste domande. Ce la farò a rispondere a tutte? E chi lo sa. Tu comincia a a scaldare i muscoli degli occhi

        • Elena

          Di solito è così. Se sia sufficiente non so ma la tua energia è nota, fa ben sperare. Avanti tutta Rosalia, abbraccio

  • Brunilde

    Non so se sarà sufficiente a fare il punto nave, ma anch’io rispondo solo a qualche domanda:
    1) non mi ero posta un obiettivo
    5) sono una rinviatrice professionale, è tutta la vita che ci combatto
    7) ho deciso di uscire dal guscio, proporre quello che scrivo, e far pubblicare il mio primo libro affrontando l’incognita (e infatti: non pretendevo Mondadori, ma il piccolo editore mi ha sconcertato per la totale mancanza di supporto )
    10 ) sono affamata di critiche e suggerimenti, è l’unico modo per crescere, quindi Elena sbrigarti a leggermi e a procedere senza pietà, grazie
    19) come possono esserci sogni sbagliati?
    20) ho sempre corso , come un circeto sulla ruota, impegnatissima a fare: se la scrittura non è fatta per me, peggio per lei, ora che ho cominciato a scrivere non smetterò di certo!

    • Elena

      Fantastica l’ultima risposta! Mi hai mazzulato ma ci sta. Sono bloccata con le letture. Non cerco scuse, sono proprio cotta. La riscrittura mi sta risucchiando tutte le energie rimaste. Mora mora merita, ci arrivo Brunilde sono assolutamente curiosa

  • newwhitebear

    troppe 20 risposte per 20 domande. Mi limito a risponderne a qualcuna.
    Alla prima rispondo no. Non programmo nulla. Non fa parte del mio carattere. Anche quando scrivo vado a braccio seguendo una traiettoria che vede un inizio e una fine.
    alla domanda 2 rispondo sì. Ho cercato di migliorarmi come scrittore. Se non ci sono riuscito è banale: la scrittura non fa per me. E così ho risposto anche alla 20. Se la mia vocazione non è la scrittura, che altro dovevo fare? Diciamo nulla di più di quello che ho fatto per una vita: solo ciò che mi ha soddisfatto e a dire il vero ci sono riuscito. La scrittura è un hobby, una sfida con me stesso ma senza crearmi apprensioni o falsi obiettivi.

    • Elena

      Un modo sano di approcciarsi a una passione, Newwhitebear. Senza obiettivi non si ha bisogno di programmazione. Eppure per portare a termine qualcosa cui teniamo una strategia ci servirà. Per migliorarsi e per gioire di cosa abbiamo fatto

        • Elena

          Risposta laconica e interessante. Dunque la passione non è ingabbiabile in una strategia, che è una serie di accorgimenti che producono effetti coerenti con i nostri obiettivi? Solo briglie sciolte? Non so, ci devo pensare

  • Banaudi Nadia

    Visto che poi riporrai l’attenzione su ogni domanda direi che vado diretta all’ultima mentre ragiono sulle altre. Io mi pongo sempre un sacco di domande, parlo così tanto con me stessa che spesso i discorsi tra me e me prendono lunghezze preoccupanti. Se non mi ponessi dubbi sulla mia scrittura non crescerei, se non ascoltassi cosa ne pensano gli altri di me vivrei convinta di essere bravissima e incompresa. Quindi mi fermo spesso, rivedo quel che ho fatto, e da un po’ di tempo sono meno precipitosa, questo mi aiuta a ragionare, a prendere decisioni in linea con ciò che voglio davvero. La scrittura è un’arte viva che sta al passo con il suo autore e senza dubbi e interruzioni rischiererei di non ascoltare cosa sto cercando di dire, confusione compresa.

    • Elena

      I nostri dialoghi interiori sono mitici, sapessi descriverli ci farei un romanzo. Spesso cado in tentazione. Il punto è quando fermare le parole, prima che ci travolgono. Anch’io discuto spesso con Elena sulla sua scrittura. Certe volte forse dovrei scrivere, e basta

  • Sandra

    Ottima proposta.
    Vedo che sei sopravvissuta egregiamente alla valanga di commenti al post precedente.
    Ho letto tutto e mi riprometto di tornarci sopra, oggi voglio rispondere con calma al domandone del raddoppio! 😀

    Vi ponete mai qualche domanda o siete tra coloro che procedono senza interruzioni né ripensamenti, quando si tratta di scrittura?

    Mi pongo molte domande, forse troppe, in due direzioni: sulla scrittura intesa come stile, trame e quindi sulle scelte da fare in tal senso (cosa scrivere e come scriverlo) soprattutto perché io viro al rosa ma spesso mi rendo conta di non essere una scrittrice di rosa pura, assolutamente no, e ho impiegato parecchio a capire che il mio vero genere è il FEMMINILE non il ROSA ci ho scritto un post, ma il percorso che mi ha portato a questa definizione non è stato facile.
    La seconda domanda esistenziale è su come muovermi per arrivare alla pubblicazione che vorrei. Qui prendo spesso decisioni che, nonostante siano state meditate a lungo, poi si rivelano sbagliate, non giuste per me, non dirette all’obiettivo che mi ero prefissata e si cambia rotta. Questo comporta sempre una grossa perdita di tempo e tornare sui propri passi non è mai indolore. Adesso ad esempio sono stra combattuta su “Cosa fare se non finisco in cinquina al DeA?” Ho scandagliato opzioni con molte di quelle interruzioni e ripensamenti di cui parli nella domanda. Ora credo di avere la risposta, speriamo di non cambiare di nuovo idea da qui alla proclamazione di sta benedetta cinquina.

    Viene pure comodo rispondere alla domanda n. 14
    Mi ero attenuta al budget che mi ero imposta?

    Non avevo un vero budget, ma avevo bisogno di capire se volessi spenderci ancora dei soldi, e ho deciso di no, non voglio. Quindi sono cassati tutti i servizi a pagamento, dalle schede di valutazione sul testo, alla ricerca di un nuovo agente che chieda una tassa di lettura per proporre il proprio testo. Questo, capirete, limita parecchio le possibilità, ma ho trovato qualcosa di interessante. E da lì mi muoverò.

    Bene, ho risposto a 2 domande su 20!

    • Elena

      Buon giorno @Sandra, con le risposte sei già più avanti di me! Sono sopravvissuta al post sul DeA e anche piacevolmente e come vedi con le domande ci ho preso gusto e forse mi è scappata la frizione . Dunque veniamo a te : chiamarla indecisione é scorretto. Tu decidi, ma poi non ti senti comoda in quella decisione e a volte la ritratti. Conseguenze nella scrittura? Beh, molte energie disperse e strade da ricominciare. Ma almeno tu hai identificato il tuo genere d’elezione, il femminile. Pare sia una delle cose più importanti per uno scrittore quindi congratulazioni. Sul budget sono d’accordo con te. Ci scriverò su. Trovare qualcuno che non lavori consiste i tuoi soldi è complicato. Se lo hai trovato, tienilo stretto! 2 su 20 (per un titolo che ne conta 19 ). Siamo sul pezzo

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