Quando il 18 aprile 2015 ho pubblicato il mio primo articolo, non immaginavo davvero dove mi avrebbe portato questa avventura. Nemmeno sapevo quanto sarei riuscita a resistere nel vasto e mutevole mondo della rete. Ma una cosa era certa: avevo voglia di guardare al futuro con fiducia e ottimismo.
È stato questo slancio a spingermi ad aprire Volpi che camminano sul ghiaccio — un blog che, per restare vivo, ha cambiato pelle e vestito più volte e oggi, dopo ben dieci anni, è ancora vitale come allora. Per questo voglio dirgli, con gratitudine e un pizzico di emozione: Buon compleanno!
Dieci anni di blogging non sono uno scherzo. Sono un traguardo che mi riempie di orgoglio. A pensarci bene, è stato un po’ come vivere su delle montagne russe: momenti di entusiasmo puro si sono alternati a dubbi e fatiche. Ricordo ancora la meraviglia nel scoprire l’esistenza dei plug-in, la soddisfazione nell’imparare a gestire un blog con un dominio tutto mio, la gioia nel ricevere feedback sinceri. E, soprattutto, la nascita di una piccola comunità che ogni settimana legge le mie parole, riceve le mie email, e qualche volta risponde anche — con pensieri, domande, sorrisi.
Certo, non sono mancati i giorni pessimi. Quelli in cui il blocco creativo ti cattura (sì, capita, anche a chi scrive online), la fiducia in quello che fai vacilla, o il tuo provider decide che per mantenere il blog online devi sborsare 400 euro ogni due anni. In quei momenti ti chiedi davvero se ne valga la pena. Perché in fondo — diciamocelo — non ci guadagno nulla da tutto questo. Solo grattacapi, dubbi, e qualche sorpresa sgradevole come quella.
Eppure, sono ancora qui. Come direbbe Vasco.
Un po’ invecchiata, forse con un tono di voce meno frizzante, ma ancora convinta di poter dare qualcosa. E, soprattutto, di poter ricevere. Ricevere molto.
Volpi che camminano sul ghiaccio non è solo un blog. È diventato un diario condiviso, un luogo di riflessione e connessione, un pezzo importante del mio percorso.
Grazie per essere parte di tutto questo.
Dieci anni di blogging
Dieci anni di blogging che celebro avendo cambiato decisamente prospettiva. Non scrivo più solo per me, perché chi scrive senza pensare a un pubblico non fa che ripetere i propri pensieri soltanto a sé stessa.
Se guardo dietro di me, vedo l’esatto momento in cui decisi di mettermi in rete, come scelta quasi obbligata per la promozione del mio primo romanzo, Così passano le nuvole.
Ero (e sono) un’autrice sconosciuta che faceva fatica a bucare il muro, altissimo, che si erge davanti alle novità letterarie e che si è resa conto quasi subito della velleità di questa intenzione. Provarci però è stato ciò che mi ha fatto arrivare fino a qui, dieci anni dopo. Mica poco, eh.
Ora però si tratta di capire se e come proseguire. Volete sapere qual è la domanda potente che mi assilla ogni volta che aggiorno il blog?
Andare avanti, d’accordo. Ma in quale direzione?
Le strade da percorrere
La mia è una domanda fondamentale, perché senza un obiettivo preciso è difficile raggiungere qualunque risultato.
Di sicuro la promozione delle mie pubblicazioni non è più in cima ai miei obiettivi. Non che le abbia in qualche modo rinnegate, ma come ho detto più volte la scrittura quando diventa “pubblica” è di tutti, non ti appartiene più.
Così assumo un distacco che non è indifferenza ma consapevolezza di qualcosa che ha ormai una vita e una dimensione propria cui devo guardare con rispetto, ma come “altra da me”, non come la mia “prolunga”. Come tutte le cose, anche un romanzo, un manuale, un saggio cui tengo molto si può accompagnare per un pezzo di strada ma poi, se sopravvive, deve farcela da solo.
I miei romanzi e i manuali sono sopravvissuti? Alcuni sì, nelle memorie di chi li ha letti e nelle mie, e tanto mi basta. Altri sono sepolti nell’oblio con alcune migliaia di titoli sfortunati come loro. Perlomeno non soffrono la solitudine.
Dunque qual è la strada che devo percorrere? Se la promozione dei libri non è più il focus, allora, qual è?
La risposta in fondo è molto semplice. Amo leggere, scrivere, osservare, vivere e raccontare. Il blog non può che essere uno spazio tutto mio e nostro in cui incontrare persone che hanno voglia di leggere le mie storie e, qualche volta, persino di commentarle e condividere le loro. Tanta ricchezza!
Cosa ho imparato, davvero, dal blog
Nei giorni in cui l’idea di chiudere le Volpi mi sfiorava, pensavo a qualcosa che ha avuto su di me un effetto rinforzante: dal blog ho imparato moltissimo.
Non parlo solo di come ho affinato la mia scrittura, declinando tono di voce e pensieri in una forma che fosse gradevole da leggere su un computer o uno smartphone (e no, non è davvero la stessa cosa che scrivere un libro o un documento importante!).
Parlo di insegnamenti più profondi. Di quelle cose che, a mio avviso, hanno permesso a questo spazio di restare in vita fino a oggi:
– Mantenere l’autenticità, ovvero essere prima di voler apparire.
– Accogliere le opinioni di tutti, anche quelle di chi non apprezza i miei contenuti, con apertura sincera e senza censura. (E qui apro una parentesi di gratitudine: in dieci anni non ho mai dovuto cancellare un commento inopportuno. Questo dice molto di voi.)
– Imparare a lavorare con metodo, applicando un rigore che non ha niente a che vedere con la rigidità.
– E infine, il valore inestimabile della costanza, che mi ha permesso di esprimere tutta me stessa attraverso la scrittura.
Al centro di tutto questo progetto, però, c’è sempre stato e sempre ci sarà un amore smodato per la scrittura. Un amore che ogni tanto si prende una pausa, fa qualche fermata… ma non ha mai smesso di esserci.
Volpi che camminano sul ghiaccio non è solo un blog. È diventato un diario condiviso, un luogo di riflessione e connessione, un pezzo importante del mio percorso.
L’elenco dei post che trovate più sotto racconta bene quanta strada è stata fatta. Quanti argomenti abbiamo attraversato insieme. E, soprattutto, quanto li avete apprezzati., ma resta sempre vivo dentro di me.
Scrivere, scrivere, disperatamente scrivere
Scrivere ti permette di capire che c’è sempre un mondo da raccontare.
Qualche giorno fa, sull’onda dell’emozione che l’ultima recensione positiva ricevuta sul mio ultimo romanzo, Càscara, mi ha regalato, mi sono detta: potresti anche scriverla un’altra storia.
E’ stata una sorpresa, perché da tempo non pensavo più a scrivere storie. Devo ancora fare i conti con la delusione che il mio manuale sul cambiamento mi ha somministrato, figuriamoci se mi metto a pensare di scrivere un altro romanzo non saprei nemmeno da dove cominciare!
Prima devo portare a termine il progetto del manuale. E’ andata così: era stato valutato positivamente da Erickson, una casa editrice di manualistica e saggistica che faceva esattamente al caso del mio manuale. Poi mi ha tenuta sulle spine per tre mesi facendomi quasi arrivare al traguardo e poi stoppandomi, proprio all’ultimo miglio.
Il classico no che ti stende, perché le aspettative, si sa, sono tremende. Poi dopo la delusione viene la sfiducia, lo scoraggiamento, segue un lungo periodo di fermo creativo che sembra non smettere mai e così via. Sensazioni che molte di voi conoscono benissimo.
Per fortuna, sento che qualcosa è cambiato. Mi sono rimessa al lavoro con il manuale, e ogni giorno mi dico “se non è andata bene è perché non era pronto” e mi impegno a renderlo tale, a migliorarlo, completarlo, insomma, mi è tornato l’entusiasmo!
Basta solo aspettare? Può darsi. Continuare a scrivere, anche solo un blog, serve anche a questo.
Dunque dieci anni di tenuta che mi hanno insegnato a non darsi mai per vinte.
Il mitico elencone (e i misteri del web)
Ora veniamo al mitico elenco che ogni blogger che si rispetti, prima o poi, si trova a proporre.
Anche io, per festeggiare questi dieci anni di vita del blog, non potevo esimermi.
Ho scelto, tra le tante possibili, due chiavi di lettura per raccontare il successo di Volpi che camminano sul ghiaccio:
- gli articoli più amati
- e quelli più commentati.
Due prospettive diverse, complementari.
La prima riflette l’apprezzamento di chi magari non frequenta abitualmente il blog, ma ci arriva per caso, cercando qualcosa che parli a sé, in quel momento preciso. La seconda invece dà voce a chi questo blog lo abita: lettrici e lettori affezionati, capaci di accendere discussioni stimolanti e profonde, soprattutto su certi temi ricorrenti.
Sono scelte arbitrarie, certo. E se vi va di raccontarmi quali siano le rubriche o gli articoli che vi hanno colpito di più — lo potete fare nei commenti o rispondendo alle mie newsletter — ne sarei davvero felice.
Ma prima dell’elencone, una premessa necessaria.
Questa classifica non comprende i primi anni di vita del blog.
Google Analytics, lo ammetto, l’ho scoperto con un certo ritardo, quindi i dati che leggerete sono relativi agli ultimi anni. E vi confesso una cosa: quando ho filtrato gli articoli in base al numero di visualizzazioni, sono rimasta sorpresa.
Quelli più letti non sono quasi mai quelli che preferisco io.
Ci sono post a cui ho dedicato ore, giorni, riflessioni su riflessioni… che poi sono passati quasi inosservati.
E ce ne sono altri, scritti un po’ per gioco, per scommessa o ispirazione del momento, che hanno raccolto clic su clic.
Misteri del web.
E forse anche un piccolo insegnamento: non sempre ciò che ci appassiona profondamente arriva dritto al cuore degli altri. Ma, al tempo stesso, ogni parola che abbiamo il coraggio di mettere fuori, in pubblico, ha il potere di sorprendere — noi per primi.
Gli articoli più amati da chi naviga sul web
- Never complain, never explain, la lezione di Elisabetta II
- Dedica dell’autore sui libri, come scriverla
- Chiedi e ti sarà dato. La legge dell’attrazione
- Come usare la similitudine per descrivere l’amore
- Trasformare un testo dalla prima alla terza persona narrante
- Digiuno intermittente over 50
- Self publishing: la mia opinione su Youcanprint e StreetLib
- Tre volte amore, solo uno è vero
- Svuotare la casa dei genitori, per sempre
Gli articoli più commentati dai miei lettori
- Domande per i partecipanti al DeA Planeta 92 commenti
- Vi immagino così 77 commenti
- Cosa ho imparato creando la copertina del mio libro, 61 commenti
- L’amore che ci manca, 52 commenti
- Il virtuale è reale, 49 commenti
- Self publishing: la mia opinione su Youcanprint e StreetLib, 47 commenti
- 7 buone ragioni per dire no a un editore, 46 commenti
- Come un dio immortale, 45 commenti
- Il difficile rapporto con la editor, 42 commenti
- Scrivere al calor bianco, 39 commenti
Se ci siete, le Volpi cammineranno ancora
E così siamo arrivati alla fine di questo piccolo viaggio nei dieci anni di Volpi che camminano sul ghiaccio.
Un viaggio fatto di parole, dubbi, entusiasmi, silenzi, ritorni e — soprattutto — presenze.
La mia, certo. Ma anche la vostra.
E quindi grazie. Grazie a chi c’è sempre stato, a chi è passato una volta sola, a chi è arrivato da poco e a chi magari tornerà.
Se vi va, lasciatemi un segno del vostro passaggio:
- scrivi un commento, anche breve
- manda una risposta alla newsletter
- oppure condividete il blog con chi pensate possa trovarci qualcosa di buono, di utile, o semplicemente di vero.
Dieci anni sono tanti.
Ma sapete una cosa? Io ho ancora voglia di scrivere.
E se anche voi avete ancora voglia di leggere… allora le Volpi continueranno a camminare. Anche sul ghiaccio.
C’è qualche progetto della vostra vita che è durato così tanto?
Qual è il vostro segreto?




E in questi dieci anni anch’io ho dato il mio contributo al tuo Càscara. Dieci anni anch’io, come sai, tu hai aperto solo qualche mese dopo. Un bel bilancio anche il tuo, un ricchissimo viaggio che ci ha accompagnato per tanti anni e adesso ci vede entrambe doppiare questa boa.
Congratulazioni, Elena!
Congratulazioni che giro a te, cara Luz. Per te, per noi, per chi ha ancora tanta voglia di scrivere e inventare cose nuove (hai visto la nuova serie sul mio canale YouTube?) Perché un blog significa mettersi in gioco, rischiare, e ci vuole qualcosa da dire che sia tutto nostro.
Queste esperienze incrociate, anche se non le abbiamo godute sin dagli albori mi hanno dato tanto. Ti ringrazio di cuore per tutto il supporto e l’amicizia che sento. Un abbraccio grande e grazie per essere passata nuovamente
Ciao Elena. Ti faccio i miei migliori auguri per i dieci anni di scrittura già passati e per quelli che hai ancora davanti, da riempire con i tuoi articoli pieni di notizie, opinioni ed informazioni che io ritengo sempre interessanti ed utili. Ed è bello che tu abbia ancora voglia di scrivere e di offrire agli altri le tue conoscenze. Sono sincera, ma dei tuoi articoli che hai elencato io ne ho letti solo un paio, ahimè! A mia discolpa posso dire che sono diventata tua lettrice da poco e non ho avuto tempo per leggere tutto quello che sta dentro ad un blog di dieci anni. Mi fa piacere che il mio commento al tuo romanzo Càscara ti abbia spinto a riflettere sulla possibilità di scrivere un altro romanzo o un racconto, perché no. Di cose da dire ne hai tante! Ed ogni volta che la posta mi avverte che sul blog ‘Volpi che camminano sul ghiaccio’ c’è un nuovo post vado a vedere piena di curiosità e di aspettative perchè so che quel giorno saprò qualcosa in più. Continua così quindi che vai benissimo.
E’ un commento molto lusinghiero, cara @Paola. Sono felice di averti tra le mie lettrici e colgo l’occasione per informare tutti che anche tu hai un blog, Il circolo dei rifiutati, che contiene riflessioni tutte da scoprire! Dieci anni di scrittura, non ci avevo pensato sai, ma sono davvero tanti se immaginati in termini di contenuti. Sono andata a verificare: sono 666 gli articoli pubblicati, un numero che non voglio nemmeno ripetere, mi accingerò presto a pubblicare un nuovo articolo così diventano almeno 667. ma sono avvero tanti, non è necessario leggerli tutti, la mia scrittura è cambiata, siamo cambiate noi. Bello sapere che adesso ci sei. grazie
E come faccio a non farti gli Auguri! Dieci anni poi sono una cifra tonda e ragguardevole in ambito web.. carino che ti leggevo su Orearovescio, di Carlo, e mi sono detto..fammi andare un po’ a vedere, e già eri sul mio blogroll.. devo dare una registrata alle mie priorità.. ma capita ogni tanto, ci si evolve sempre.. e guai così non fosse! Un abbraccio e Buona Pasqua!
Ciao Franco, grazie mille per gli apprezzamenti, sono molto graditi! Anche per me leggere nuovi blog è sempre fonte di scoperta e di revisione di priorità. Lo faccio nel mio quotidiano, figuriamoci con le letture e così via. Sei il benvenuto sulle Volpi e Buona Pasqua (anche se domani esce il post con gli auguri!)
Buon decimo compleanno di blog! Io ho compiuto 10 anni nel 2024 ma mi sono scordata di scriverci un post, magari potrei farlo per l’undicesimo anno, mah vedrò. Forse è proprio il blog il progetto (più o meno tangibile) che è durato più a lungo nella mia vita…
Ma si possono festeggiare gli undici anni tranquillamente! Visto che è probabilmente uno dei progetti più duraturi della tua vita, vale sempre la pena di celebrarlo. E pois sono curiosa di sapere qual è stata l’intuizione o la ragione per cui hai deciso di aprire il tuo bellissimo blog! Grazie degli auguri
AUGURONI
Non ricordo più come sono arrivata qui, o forse tu da me, il mio blog ha qualche anno in più, ma sono traguardi solidi, di una certa rilevanza.
Mi ritrovo molto nella sfasatura tra post a cui abbiamo dedicato tempo ed energie con pochi consensi a fronte di altri un po’ così che hanno poi più successo.
Va detto che leggere non significa poi commentare, la fretta, la concentrazione da dividere su più fronti son nemiche dei blog in questa comunicazione social sempre più veloce,
Resistere con un blog attivo, aggiornata regolarmente, mi pare sia un’ottima cosa, dà linfa alla nostra passione per le parole e punta il faro su qualcosa che, nel tempo, sarà comunque anche per noi un piacere ritrovare.
Non ricordo assolutamente Sandra come sei arrivata da me, ma per fortuna c’è un modo per ricostruirlo! Ho richiamato tutti i tuoi commenti sul mio blog (sono 619! Complimenti!) fino al primo, che risale al 17 maggio del 2017, per commentare un post meme (galeotto fu Moz) su niente popòdimeno che i Depeche Mode, nostra passione comune. Una grande e lunga storia insieme, tra alti e bassi, ma sempre qui, con le nostre storie, i nostri giochi a distanza, le nostre lagne. Direi che è un patrimonio da salvaguardare!